Oasis, Nepi "trattativa chiusa da mesi, l'Olimpico porta Roma nel mondo"
(v. 'Oasis, arriva annuncio ufficiale...' delle 17.16)
"Gli Oasis hanno scelto l'Olimpico,
un grande palcoscenico internazionale capace di portare Roma nel
mondo e il mondo a Roma". Lo ha detto Diego Nepi Molineris,
amministratore delegato di Sport e Salute, società proprietaria
dello stadio Olimpico e del Parco del Foro Italico, commentando
il doppio concerto degli Oasis a Roma, in programma il 29 e 30
luglio 2027.
"Non è soltanto - ha aggiunto Nepi - l'arrivo a Roma di una
delle band che hanno segnato la storia della musica, ma di un
fenomeno capace di parlare a più generazioni e di accendere
ancora oggi un'energia unica. Gli Oasis hanno costruito un
immaginario che ha superato i confini della musica e, con il
loro ritorno, porteranno all'Olimpico milioni di storie,
emozioni e quella voglia di 'Live Forever' che è diventata parte
della loro leggenda".
"A questo risultato - ha sottolineato Nepi - lavoravamo da
mesi, con la serietà, la determinazione e la discrezione che
un'operazione di questa portata richiede. I primi contatti con
gli Oasis sono iniziati a febbraio e il 31 marzo avevamo già
firmato un accordo di riservatezza. Da lì la trattativa è
proseguita fino alla sua definizione, nel rispetto della
riservatezza concordata, perché il grande evento potesse
diventare realtà. Abbiamo dovuto gestire anche momenti delicati,
legati alle indiscrezioni e alle notizie che circolavano,
tutelando un'operazione che richiedeva massima attenzione e
serietà. Abbiamo scelto di non alimentare il rumore, lasciando
che fossero i fatti a parlare".
"L'Olimpico - ha spiegato ancora l'amministratore delegato di
Sport e Salute - non è semplicemente uno stadio dove accadono
grandi eventi, ma una macchina capace di attrarre, generare e
moltiplicare valore. Un luogo internazionale in cui sport,
musica, cultura, arte, turismo ed economia si incontrano e
diventano nuove opportunità per Roma. Perché un grande stadio
non può essere soltanto un contenitore. Deve essere un
acceleratore. Una vera 'Wonderwall' di emozioni, persone, valore
e futuro".
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