Dante tra manga e Rinascimento: a Lucca Comics l'Inferno di Go Nagai incontra gli Uffizi

Che cosa hanno in comune Dante Alighieri e il creatore di Goldrake, Mazinga e Devilman? Demoni, mostri, anime dannate e un immaginario infernale che attraversa i secoli, dalla Firenze del Rinascimento al Giappone dei manga.
A far incontrare questi mondi così lontani è Lucca Comics & Games, che nell'anno del suo sessantesimo anniversario ospita un confronto inedito tra le tavole di Go Nagai e sei disegni del Cinquecento provenienti dalle Gallerie degli Uffizi. Un viaggio nell'Inferno dantesco attraverso gli occhi di artisti separati da quasi cinquecento anni.
L'iniziativa fa parte della mostra Go Nagai - Sole, cuore e acciaio, dedicata al maestro giapponese che ha creato alcuni dei personaggi più celebri della cultura pop, capaci di attraversare generazioni: da Mazinga Z a Jeeg Robot d'Acciaio, fino a Goldrake, arrivato sulla televisione italiana nel 1978 e diventato un fenomeno popolare. E' in programma dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Dalla città di Dite a Lucifero, l'Inferno secondo gli artisti del Cinquecento
Gli Uffizi portano a Lucca cinque illustrazioni della Divina Commedia realizzate tra il 1586 e il 1588 da Federico Zuccari, pittore e disegnatore fiorentino noto anche per aver lavorato agli affreschi della Cupola del Duomo di Firenze.
Ci sono la città di Dite, con le sue mura sorvegliate dai demoni, e le Malebolge, dove ruffiani e seduttori vengono frustati senza sosta. Ci sono i barattieri immersi nella pece bollente, i giganti che annunciano l'ultimo cerchio dell'Inferno e Lucifero, imprigionato nel ghiaccio al centro della Terra.
A completare il percorso è un volto sconvolto dal terrore: l'Anima dannata, copia di un celebre disegno di Michelangelo attribuita al pittore manierista Francesco Salviati.
Le sei opere sono esposte in uno spazio dedicato, accanto alle illustrazioni della Divina Commedia realizzate da Go Nagai negli anni Novanta.
Anima dannata di Francesco Salviati e manga di Go Nagai (Uffizi)
27/10/2026
Come Dante ha ispirato il creatore di Devilman
Il rapporto di Go Nagai con Dante comincia molto prima del suo adattamento della Divina Commedia. Da ragazzo, il futuro autore di Goldrake rimane affascinato dalle celebri incisioni di Gustave Doré, l'artista francese che nell'Ottocento aveva dato forma alle visioni infernali del poeta.
Quelle immagini, popolate da demoni e creature mostruose, contribuiscono a influenzare il suo immaginario. Nel 1971 Nagai crea Mao Dante, un manga incentrato su un potente essere demoniaco. L'anno successivo arriva Devilman, una delle sue opere più celebri, nella quale un ragazzo acquisisce poteri demoniaci per combattere altri demoni.
Negli anni Novanta il fumettista decide di confrontarsi direttamente con il poema, realizzando Dante Shinkyoku, una versione manga della Divina Commedia che riprende anche l'impostazione visiva delle illustrazioni di Doré.
Il risultato è un incontro tra due linguaggi narrativi molto diversi: quello della poesia medievale e quello del fumetto giapponese, capace di tradurre in sequenze di immagini le visioni immaginate da Dante sette secoli prima.
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