Scontro treni Spagna, almeno 68 morti. Disperse tre italiane
L’incidente è avvenuto vicino Toledo, sulla linea dell'alta velocità Madrid-Siviglia. Un treno Renfe si è scontrato con un convoglio di Iryo che era fermo sui binari. Bilancio al momento di almeno 68 morti e 100 feriti. Disperse tre italiane, un connazionale è ricoverato ma fuori pericolo, altri 5 sono in buone condizioni. La causa della tragedia sarebbe un errore umano dopo un guasto al sistema di segnalamento
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Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di soccorso del disastro ferroviario avvenuto ieri in Spagna, nel quale almeno 68 persone hanno perso la vita e decine sono rimaste ferite. Illuminate da potenti riflettori, le squadre hanno lavorato per tagliare le carrozze metalliche alla ricerca delle vittime e dei dispersi, mentre molte delle persone decedute nell'incidente devono ancora essere identificate. Sono state presentate 29 segnalazioni di persone disperse alla Guardia Civil da parte di familiari che non sono riusciti a rintracciare i propri cari che viaggiavano sui treni. Tra i dispersi risultano al momento anche tre donne italiane. Secondo il ministero dell'Interno spagnolo, centinaia di operatori sono stati inviati sul luogo del disastro per le operazioni di soccorso e recupero, che hanno previsto anche l'utilizzo di droni ed elicotteri per individuare le vittime e rimuovere le macerie. Nel frattempo, il sindacato dei macchinisti Semaf ha avviato uno sciopero di 24 ore a partire dalla mezzanotte, chiedendo miglioramenti strutturali alla sicurezza e il rispetto di impegni precedentemente assunti.
Cosa è successo ieri
Al chilometro 118 nei pressi di Urda, non lontano da Toledo, uno scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia ha provocato almeno 68 morti e più di 100 feriti, dei quali 18 in condizioni gravi. Decine le persone ancora disperse. Ad essere coinvolti sono stati un treno Ave dell'azienda pubblica Renfe e un Iryo - compagnia partecipata da Fs Internacional - con a bordo rispettivamente 397 e 147 persone, compreso un neonato. Il primo convoglio, viaggiando a circa 200 chilometri orari, ha investito in pieno il secondo, fermo per un guasto del sistema di controllo della stazione di Urda.
Farnesina: tre le italiane disperse nell'incidente
La Farnesina comunica che le autorità spagnole hanno indicato tre cittadine italiane disperse a causa dell’incidente. La situazione dei connazionali coinvolti, spiega il ministero degli Esteri, è la seguente: 5 passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai 2 treni coinvolti. Un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo; altre 3 sono considerate "disperse". Le autorità spagnole hanno iniziato le operazioni di riconoscimento delle salme.
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L’avaria nelle comunicazioni
Nei minuti che hanno preceduto lo scontro, un'avaria sul fronte delle comunicazioni di tre computer della rete avrebbe mandato fuori servizio il sistema di sicurezza Lzb in un tratto di circa 63 chilometri. L'anomalia avrebbe provocato l'arresto automatico dei treni in circolazione: sei, inclusi i due poi coinvolti nella collisione. Con il sistema principale fuori servizio, il centro di controllo di Adif nella stazione madrilena di Atocha, avrebbe assunto la gestione del traffico ferroviario. È in questa fase, che, secondo le ricostruzioni, sarebbe maturato l'errore umano decisivo.
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Audio puntano il dito su centro controllo di Atocha
"Riprenda la marcia normale": è l'ordine impartito dal centro di controllo ferroviario di Atocha, a Madrid, al macchinista del treno ad alta velocità Ave e a quella dell'altro treno coinvolto, della compagnia Iryo, prima dello scontro. Tre registrazioni audio, pubblicate da El Pais e dall'emittente pubblica Tve, documentano le comunicazioni tra i conducenti e il centro di controllo nei minuti precedenti alla tragedia, evidenziando presunti errori dello stesso centro. Secondo la ricostruzione, alle 8:36 il treno Ave, che si trovava a circa 25 km di distanza dietro l'Iryo, sullo stesso binario in direzione sud, dopo lo stop provocato dalla caduta del sistema di controllo automatico Lzb, ha ricevuto l'autorizzazione a ripartire a velocità normale, anziché procedere in modalità "a vista", ovvero con limite massimo di velocità di 40 chilometri orari, come previsto dal protocollo di sicurezza. E nonostante l'Iryo fosse ancora fermo più avanti. Alle 8:41 è stata la macchinista dell'Iryo a segnalare il problema di connessione con il sistema automatico. Ciononostante, ha ricevuto la stessa indicazione di ripartire a velocità normale. Sette minuti dopo, alle 8:48, la conducente ha comunicato nuovamente di essere ferma: "Il treno non mi permette di avviare il sistema Lzb. Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d'ingresso a Urda". Dal controllore arriva una risposta interlocutoria: "Va bene, appena può. E se ha problemi, ci chiami". Non risulta dai colloqui registrati che in quel momento sia stato impartito dal centro di controllo l'ordine all'Ave, che intanto aveva ripreso la circolazione a velocità normale, raggiungendo i 200 km/h, di fermarsi, a causa dell'Iryo che bloccava la via. La ricostruzione, riferiscono i media, evidenziano una sequenza di errori nelle autorizzazioni e nella gestione delle segnalazioni.
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