Margherita non sarà parte civile contro figlio John Elkann
Non è stata accolta la richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale, in corso a Torino, sulla residenza italiana della mamma, Marella Caracciolo vedova di Gianni Agnelli.
Margherita è stata invece ammessa come parte civile del segmento del processo in cui viene contestato un reato di falso al notaio Remo Moroni e al commercialista di famiglia Gianluca Ferrero. Questa è la decisione presa a Torino dal gip oggi alla ripresa dell'udienza preliminare, che è stata aggiornata.
È "condivisibile" la decisione del gip. Lo ha detto l'avvocato Paolo Siniscalchi, dello staff difensivo, al termine dell'udienza. "Abbiamo sempre sostenuto - ha sottolineato - che la costituzione a parte civile non può essere uno strumento per inserire nel processo penale degli insondabili rancori personali".
Il legale di Margherita Agnelli: 'L'impianto accusatorio è rimasto fermo'
"Avevamo chiesto soltanto il riconoscimento di un danno morale, non patrimoniale. In questa fase non siamo stati ammessi come parte civile per i reati che la pubblica accusa attribuisce a John Elkann. Ma potremo chiedere i danni morali in una seconda fase del processo e anche in sede civile, con danni patrimoniali". E' quanto ha detto l'avvocato Diego Trevisan, legale di Margherita Agnelli, commentando la decisione presa da un gup del tribunale di Torino sul procedimento penale che riguarda la residenza italiana di Marella Caracciolo. "Noi - ha sottolineato - siamo soddisfatti dall'essere stati ammessi come parte civile per quel che riguarda il reato di falso, sul quale è stata accolta un'eccezione che ha portato alla contestazione di una aggravante. Quello che ci importa è che è rimasto fermo e impregiudicato l'impianto accusatorio nei confronti di tutti gli imputati".
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