Kid Yugi in concerto a Milano: “Gli anni passano, ma in questa nazione non cambia mai un ca**o”, poi l’appello “Free Tony Boy”. Il suo nome spunta per il toto-Big di Sanremo 2027
“Perché i potenti vincono mentre gli eroi muoiono?” è ciò che si è chiesto Kid Yugi nel corso della sua prima data di ieri sera, giovedì 8 ottobre (oggi e domani si replica), all’Unipol Forum di Milano. L’eroe, per il giovane rapper classe 2001, viene rappresentato dall’uomo comune. Colui che, nonostante non venga glorificato, ne esce comunque sconfitto, perché “deumanizzato”. Il filo conduttore che ha tenuto unito il live dell’artista di Massafra (Taranto) è stato soprattutto il suo ultimo disco, “Anche Gli Eroi Muoiono”. Progetto in cui Kid Yugi si è metaforicamente riposto in una bara per esorcizzare le aspettative “da supereroe” che le persone vedono in lui. E, durante il suo concerto, le rappate lo hanno smascherato da questa narrazione.
Il primo brano dello show è stato “L’ultimo a Cadere”. Il palco raffigurava un interno di una chiesa gotica spettrale con, al suo centro, un organo che aveva, alle sue estremità, dei demoni. L’immaginario, crudo e (metaforicamente) violento, fatto di teschi e cortometraggi horror, ricorda quello del suo idolo, Noyz Narcos.
In “Jolly”, il rapper canta che il suo cinico e disilluso credo sono i “soldi”. “Eroina”, quando pubblicato, era stato uno dei pezzi più criticati dell’ultimo disco di Kid Yugi. L’osservazione che gli veniva mossa era che la traccia fosse troppo pop e “radiofonica” nel ritornello. Ma live, cantata a squarciagola dai presenti, ha tutt’altro effetto. Ad accompagnare il rapper, oltre al dj, c’erano anche un violoncello ed un piano: questi ultimi suonati soprattutto nei pezzi più intimi. Dopo “Mostro”, Kid Yugi ha lanciato l’appello di libertà (“Free”) al collega Tony Boy, che si trova agli arresti domiciliari per il possesso di una pistola Beretta 6.35 con matricola abrasa.
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