Volkswagen tira il freno sulla Golf elettrica. La crisi costringe Wolfsburg a rivedere i piani
Volkswagen frena sulla Golf elettrica: tra conti in rosso, drastici tagli del personale e un piano di ristrutturazione lacrime e sangue, a Wolfsburg hanno deciso di sospendere lo sviluppo della futura compatta a batteria. Secondo quanto riportato da Reuters e Automotive News, a formalizzare la decisione è stato un promemoria interno firmato da Thomas Schäfer, ad del marchio Volkswagen, che non ha nascosto la gravità del momento che sta passando l’azienda e il peso emotivo di negare la piena elettrificazione al modello più rappresentativo della marca.
Schäfer ha infatti sottolineato come sappia perfettamente cosa rappresenti la Golf per l’azienda e per la stessa città di Wolfsburg (suo quartier generale) e aggiunto che, allo stato attuale delle cose, il gruppo non può permettersi di finanziare lo sviluppo del veicolo. Anche perché, secondo il piano di risparmio fissati dai vertici aziendali, nonostante la fabbrica di Wolfsburg non figuri tra quelle direttamente minacciate da una possibile chiusura (al contrario di quelle di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm), il medesimo stabilimento deve recuperare circa 300 milioni di euro.
Giova ricordare che, secondo il programma di ristrutturazione presentato a settembre, VW prevede il taglio di circa 100.000 posti di lavoro complessivi. Ne sono conseguite forti tensioni con le rappresentanze dei lavoratori, portando il sindacato IG Metall a valutare l’organizzazione di scioperi a partire dal primo gennaio 2027. Ad alimentare ulteriormente il malcontento contribuisce anche la decisione strategica di Audi, brand premium del gruppo Volkswagen, di stanziare un investimento di quattro miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo impianto produttivo negli Stati Uniti, proprio mentre in Germania il colosso stringe la cinghia.
Il direttore finanziario del gruppo, David Powels, ha specificato che l’interruzione del progetto della Golf a batteria ha carattere temporaneo, pur senza specificare una data precisa per la ripresa dei lavori. Il modello sarebbe dovuto originariamente arrivare sul mercato nel 2028; poi, a maggio scorso, si è deciso di rinviarne il debutto al 2030. La vettura dovrebbe nascere sulla piattaforma SSP, la nuova architettura modulare per le auto elettriche del gruppo, progettata per semplificare la progettazione, ridurre il numero di componenti e abbassare i costi di produzione. Caratteristiche determinanti per recuperare competitività nei confronti dei marchi cinesi, che sono in piena ascesa.
A pesare sui bilanci VW concorrono molteplici fattori, tra cui l’impatto dei dazi doganali americani, la contrazione della domanda sul mercato cinese, la fortissima pressione competitiva in Europa e la transizione a rilento verso la mobilità elettrica. Inoltre, le vetture a batteria della Volkswagen garantiscono margini di profitto inferiori rispetto ai tradizionali modelli endotermici. Per questo la multinazionale punta sul miglioramento della redditività attraverso una gamma di modelli semplificata, strutture più snelle, costi dei veicoli ridotti e una maggiore efficienza operativa negli stabilimenti.
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