Salvini, i tir di Cerignola convocati a Milano e lo strano “doppio” che voleva portare quelli del Brennero a Caltanissetta…
Gli autotrasportatori di Gizzeria, Racalmuto, Cerignola, quelli del lagonegrese, delle Madonie, gli autuisti di Pachino con i loro magnifici pomodorini, quelli dell’Etna che trasportano le arance rosse sono attesi in prefettura a Milano da Matteo Salvini.
Il ministro è milanese, le cose da fare sono tante, i problemi crescono, l’orologio è impietoso.
Chi scioperà per via del portafoglio vuoto fa un altro piccolo sacrificio: treno, aereo o autobus e via a Milano. Poche centinaia di euro e si è da Salvini in persona, per parlare dei portafogli vuoti.
Abbiamo pensato cosa sarebbe accaduto in Italia se un ministro della Repubblica, magari nato a Caltanissetta ed ivi residente, avesse convocato gli autisti del Brennero, i veneti di Valpolicella, i piemontesi di Alba, e quelli che guidano i tir di Sassuolo per trasportare ovunque le bellissime ceramiche tutti a Caltanissetta, nella città dove il ministro affaccendato ha da sbrigare le tantissime faccende appunto.
Avremmo mormorato, vero? La fannullaggine del sud, la mancanza di rispetto, quelli che lavorano e gli altri col culo in poltrona, la vita traversa dei soliti mantenuti.
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