Referendum educazione affettiva nelle scuole, superate le 500mila firme per abrogare il ddl Valditara
È bastato poco più di un mese per spingere mezzo milione di italiani a firmare per il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole”, promosso per abrogare le nuove disposizioni introdotte dal ddl Valditara. Alla fine del mese le firme verranno depositate alla Corte di Cassazione. Il provvedimento prevede regole diverse in base ai cicli scolastici: l’educazione sessuoaffettiva è vietata per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, mentre per la scuola secondaria, di primo e di secondo grado, è prevista la richiesta di consenso ai genitori. “Un traguardo”, hanno commentato i promotori Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, “raggiunto in poco più di un mese da una campagna partita dal basso, grazie allo straordinario lavoro dei volontari in tutta Italia e al sostegno arrivato da associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, personalità della cultura e dello spettacolo, creator e migliaia di cittadine e cittadini. È un risultato straordinario, ma non è finita qui: bisogna continuare a firmare, perché ogni firma in più darà maggiore forza alla nostra richiesta politica”.
Il Comitato che ha promosso il referendum riferisce di essere stato contattato dal Movimento 5 Stelle e dal Partito democratico, dai quali attende un’adesione pubblica, insieme a quella delle altre forze politiche. “Alle prossime elezioni l’educazione sessuo-affettiva sia centrale nei programmi”, aggiungono Marrazzo e Zela. “Cinquecentomila sono la soglia necessaria, ma ogni firma in più aumenta il peso politico e sociale della nostra richiesta. Ringraziamo volontari, associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, artisti, creator e soprattutto le centinaia di migliaia di persone che hanno reso possibile questo risultato. Ora non fermiamoci: continuate a firmare e a far firmare. Le 500 mila firme sono un traguardo, ma ogni firma in più dà ancora più forza alla nostra voce”, concludono.
La richiesta dovrà passare al vaglio prima della Cassazione, a fine mese, poi della Consulta e, se la Corte Costituzionale dovesse approvarla, verrà indetta la consultazione. Il referendum per cui è stata indetta la raccolta firme è abrogativo; per questo motivo, se dovesse trovare il consenso, oltre che degli italiani che l’hanno portato all’attenzione, anche del resto dei votanti, la legge verrebbe abrogata, ma non verrebbero introdotte delle nuove norme per l’educazione affettiva.
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