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Tuesday, November 3, 2026

Bombe russe su un centro di aiuti, 26 morti. Trilaterale Russia-Usa-Ucraina il 10 e 11 novembre

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Trilaterale Russia-USA-Ucraina il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi

Gli Stati Uniti riuniranno delegazioni provenienti da Ucraina e Russia ad Abu Dhabi il 10 e l'11 novembre per discutere della fine della guerra mossa da Mosca contro l'Ucraina, di accordi di sicurezza per il dopoguerra e di una de-escalation. 

"Gli Stati Uniti faranno da mediatori nei negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia, che si terranno il 10 e l'11 novembre ad Abu Dhabi, portando avanti l'obiettivo del Presidente Trump di porre fine alla guerra. Le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace". Lo scrive l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, su X. "Inoltre, questa settimana a Bruxelles, i negoziatori americani incontreranno i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato per discutere delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, dell'architettura di sicurezza europea nel dopoguerra e delle opportunità economiche a sostegno della ricostruzione del Paese. Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire".

Almeno 26 morti vicino Zaporizhzhia, il punto sulla guerra

Zelesnky: "La Russia prepara nuovo attacco su larga scala"

"Abbiamo informazioni secondo cui la Russia sta preparando un nuovo attacco massiccio contro il nostro Paese, prendendo di mira principalmente le infrastrutture energetiche e logistiche. Il presupposto è, in sostanza, che domani il mondo sarà concentrato sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e che ciò che accade qui in Ucraina - incluse le nostre difficoltà con la difesa aerea e i missili Patriot - passerà in secondo piano". Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in u post su X. 

"Abbiamo bisogno che il mondo invii alla Russia segnali chiari: il terrore non porta alcun vantaggio e, finché questa guerra continuerà, il loro petrolio andrà in fumo e non potranno più trarre profitto dagli scambi commerciali con il resto del mondo - ha proseguito Zelensky -. Non dobbiamo scendere a compromessi sui ricavi che la Russia ottiene da petrolio e gas. Dobbiamo esercitare una pressione tale da non lasciare alla Russia altra scelta se non quella di porre fine a questo conflitto. L'America può farlo".

Zelensky: "Vittime raid Komyshuvas salite a 26, si scava ancora tra le macerie"

Il bilancio delle vittime dei raid russi contro una struttura umanitaria a Komyshuvas è salito a 26, con altre cinque persone ricoverate in ospedale e altre ancora intrappolate sotto le macerie. Lo ha detto in un videomessaggio serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato da Ukrinform.   La maggior parte delle vittime sono civili giunti sul posto per ricevere aiuti umanitari o soccorrere i feriti dopo il primo attacco. "I russi dimostrano ripetutamente di odiare l'Ucraina e tutto ciò che vi si trova - ha detto ancora - Se la Russia avesse davvero voluto una de-escalation, allora, dopo Oleshki, ci sarebbe stato il momento di proseguire con le misure umanitarie. Lo avevamo proposto. Ma la Russia continua a uccidere". 

Secondo quanto riferito, al momento si contano 26 morti e 5 feriti, tutti ricoverati in ospedale. Le operazioni di soccorso proseguiranno fino al completamento della ricerca di tutte le persone sepolte sotto le macerie. Zelensky ha aggiunto che la maggior parte delle vittime dell'attacco russo erano civili giunti sul posto per ricevere aiuti umanitari, nonché persone arrivate per prestar loro soccorso dopo l'impatto iniziale. "I russi sapevano che si trattava in realtà di una struttura umanitaria. È importante che il mondo reagisca a questo, a ogni uccisione del nostro popolo da parte dei russi, a ogni escalation della guerra", ha sottolineato.

Kiev: "Né noi né Mosca riveleremo il numero degli evacuati da Oleshky"

Nell'ambito degli accordi con la parte russa, le autorità ucraine non pubblicheranno i dati relativi al numero di residenti di Oleshki che hanno scelto di tornare in Ucraina, né al numero di cittadini che si sono trasferiti nei territori controllati dalla Federazione Russa. Lo ha detto il Commissario per i diritti umani del parlamento di Kiev, Dmytro Lubinets, in una conferenza stampa ripresa dai media ucraini, dopo che Melania Trump ha rivelato che gli evacuati dalla cittadina del Kherson durante la tregua sono stati 800.   "Voglio che tutti comprendano queste informazioni, perché ciòche abbiamo fatto a Oleshki è un potenziale meccanismo che possiamo applicare ad altri insediamenti in cui i nostri cittadini vivono attualmente in condizioni simili", detto Lubinets. "Ecco perché né io né la parte russa renderemo ufficialmente noti i numeri. Non voglio assolutamente che la questione si trasformi in una gara a 'chi ha fatti rientrare più persone'. Questo non contribuisce all'obiettività.   Lubinets ha invece riferito che insieme ai cittadini sono stati evacuati da Oleshki 105 animali domestici, tra cui 4pappagalli.

Mosca e Kiev concordano nuove missioni umanitarie

Russia e Ucraina hanno concordato di proseguire le missioni umanitarie congiunte per assistere la popolazione civile nelle zone vicine alla linea del fronte. Lo ha annunciato la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, riferendo di un'intesa raggiunta con il suo omologo ucraino, Dmitry Lubinets, dopo il completamento di un'operazione umanitaria ad Aleshki, nella regione di Kherson.
"Dmitry Lubinets e io abbiamo concordato di continuare a lavorare a missioni umanitarie regolari. Aleshki deve essere il nostro primo passo. Le persone che vivono vicino alla linea del fronte hanno bisogno di un sostegno costante", ha scritto Lantratova sulla piattaforma Max. 

Mosca, attaccate 99 postazioni di controllo droni ucraine

Le forze russe hanno colpito nelle ultime 24 ore 99 postazioni ucraine di controllo dei droni e 116 sistemi robotici terrestri lungo il fronte, secondo quanto riferito dai portavoce di quattro raggruppamenti militari di Mosca.

Tregua umanitaria Oleshky: il bilancio degli evacuati

L'esercito ucraino ha dichiarato di aver evacuato domenica 167 persone dalle zone a rischio della regione meridionale di Kherson, in seguito alla scadenza di una tregua locale temporanea — due giorni dopo che alcuni autobus avevano portato via i residenti dalla città di Oleshky, controllata dai russi.
Si è trattato della più lunga tregua locale nei combattimenti dall’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia nel 2022. Lo Stato Maggiore ucraino ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le proprie unità, in collaborazione con le autorità locali, «hanno evacuato 167 civili verso luoghi più sicuri nella regione di Kherson». Ha precisato che tra gli evacuati figuravano 22 bambini e 21 persone con mobilità ridotta che necessitavano di assistenza speciale.
A Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe, ha affermato che la Russia ha valutato positivamente lo svolgimento dell’operazione a Oleshky, così come il coordinamento tra i commissari per i diritti umani dei due paesi. Il Papa ha espresso la speranza che la cooperazione tra Russia e Ucraina nell’attuazione di un cessate il fuoco a Oleshky possa aprire la strada a più ampi sforzi di pace. Melania Trump, in un post su X, ha affermato che il cessate il fuoco «ha garantito ai residenti la libertà di movimento, l’accesso al cibo, all’acqua potabile e alle medicine, oltre a un rinnovato senso di dignità senza la costante minaccia di attacchi». Inizialmente hanno viaggiato in autobus attraverso la Crimea, annessa dalla Russia all’Ucraina nel 2014, fino alla città russa di Anapa, prima di volare in Bielorussia, da dove hanno proseguito verso l’Ucraina. “Coloro che desideravano lasciare Oleshky – alcuni diretti in Russia, altri in Ucraina – sono stati inizialmente condotti in Crimea a bordo di 25 autobus e nove ambulanze”, ha affermato Lantratova, prima di dividersi in convogli separati. “In totale, sono state evacuate quasi 800 persone”, ha dichiarato Melania Trump su X, aggiungendo: «Spero che Oleshky possa fungere da base per una pace duratura tra le due nazioni». Non è noto quanti abbiano scelto di rimanere nella parte di Oleshky controllata dalla Russia, sul fiume Dnipro di fronte a Kherson, la principale città della regione controllata dall’Ucraina.

Il WSJ: "Gli USA ora vogliono che l'Europa compri gas russo"

Gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa tramite gasdotti che attraversano l'Ucraina nell'ambito dei negoziati per ottenere una tregua energetcia per l'inverno. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Steve Witkoff e Jared Kushenr hanno ipotizzato l'idea durante il loro viaggio in Russia e Ucraina in settembre. 

La vendita di gas naturale sarebbe realizzata tramite un intermediario americano per aggirare le sanzioni. I negoziatori americani ritengono che un ritorno della Russia sul mercato europeo del gas naturale offrirebbe al presidente Vladimir Putin un incentivo ad accettare un accordo, riporta il Wall Street Journal. L'uso dei gasdotti di epoca sovietica consentirebbe inoltre a Kiev di incassare nuove entrate. I ricavi realizzati dalla Russia dalle vendite sarebbero destinati a un conto di deposito a garanzia presso una giurisdizione terza così da impedire al Cremlino di utilizzare i fondi per finanziare la guerra. 

L'idea è stata presentata ai leader europei come soluzione per ridurre i prezzi e sarebbe stata accolta con freddezza. L'idea rappresenta un cambio di rotta dell'amministrazione Trump che, nel primo mandato del presidente, aveva criticato aspramente la costruzione del Nord Stream 2 che, a suo avviso, avrebbe reso la Germania "ostaggio della Russia".

Zelensky: stop raid raffinerie se arrivano missili Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo Paese smetterà di colpire le raffinerie di petrolio russe - accogliendo una richiesta del presidente statunitense Donald Trump - a patto che Washington fornisca a Kiev i missili intercettori Patriot. Trump, alle prese con l'inflazione interna - causata in gran parte dall'impennata dei prezzi dell'energia, a sua volta alimentata dalla sua guerra contro l'Iran e dal conflitto russo-ucraino - ha chiesto alle parti in causa di cessare gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Intervistato domenica dall'emittente statunitense Fox News, Zelensky ha riferito di aver avuto "diversi" colloqui con Trump e il suo team in merito alla questione. "Abbiamo spiegato che non possiamo restare inerti dopo gli attacchi russi al nostro sistema energetico; la Russia sta uccidendo la nostra gente, colpendo le nostre reti elettriche, il gas, le raffinerie, tutto quanto", ha dichiarato al conduttore di Fox News, Trey Yingst. "Abbiamo detto: se volete che smettiamo di colpire le raffinerie russe, loro devono smettere di attaccare il nostro sistema energetico. In alternativa, forniteci i missili Patriot; noi troveremo i fondi, non chiediamo solo aiuti", ha riferito il leader di Kiev.
Zelensky ha precisato che, se Washington fornisse i sistemi missilistici, Kiev sospenderebbe gli attacchi alle raffinerie russe per un mese. I missili Patriot rappresentano una delle risorse cruciali a disposizione dell'Ucraina per intercettare droni e missili russi. Alla domanda se temesse che una simile proposta potesse essere interpretata come un tentativo di esercitare "pressioni" su Trump, Zelensky ha risposto negativamente. "Non ho alcun timore nel condividere la verita' tra partner", ha affermato. 

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