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Thursday, October 1, 2026

“Il privato è politico”: l’impatto delle scelte delle imprese su diritti e territori al centro del terzo Festival dell’Economia critica

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“Il privato è politico”: l’impatto delle scelte delle imprese su diritti e territori al centro del terzo Festival dell’Economia critica

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Quale ruolo devono avere le imprese nello sviluppo economico, sociale e democratico? E a quali condizioni il rapporto tra Stato e mercato può produrre valore pubblico, anziché tradursi nella privatizzazione dei profitti e nella socializzazione delle perdite? Sono alcune delle domande al centro della terza edizione del Festival dell’Economia Critica, in programma il 9 e 10 ottobre alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, in viale Pasubio 21.

Ventuno incontri e oltre 60 ospiti italiani e internazionali si confronteranno sul futuro del capitalismo e sulla necessità di ripensare il ruolo dello Stato e delle imprese. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è in una premessa: “Il privato è politico e il privato è politica”. Le scelte produttive, finanziarie e industriali, spiega il curatore Emanuele Felice, non sono infatti neutre, ma incidono sui territori, sulla distribuzione del potere, sui diritti e sulle condizioni sociali e ambientali.

Dopo aver esplorato nelle precedenti edizioni il rapporto tra “potere del profitto e potere di cambiare” e quello tra “capitalismo di Stato e Stato del capitalismo”, quest’anno il confronto si concentra sulle responsabilità delle imprese e sui modelli economici capaci di sostenere uno sviluppo equo, democratico e ambientalmente sostenibile. Per capire, sul fronte opposto, quali invece alimentano nuove forme di estrazione, rendita e declino. Si affronteranno quindi il rapporto tra imprese e società, l’innovazione e le Big Tech, la finanziarizzazione, lo sviluppo dei territori, il contrasto tra economie di guerra ed economie sociali.

Il programma coinvolge economisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo. Tra gli ospiti Amitav Acharya, politologo dell’American University di Washington, Cédric Durand dell’Università di Ginevra, Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, Charles Sabel della Columbia University, Cecilia Rikap, studiosa dell’economia digitale, e Huiyao Wang, presidente del Center for China and Globalization.

Tra gli appuntamenti da non perdere “Cosa chiedono le imprese allo Stato?” (venerdì alle 18), confronto tra Catia Bastioli, amministratrice delegata di Novamont e presidente di Cluster Spring, Francesco Caio, autore, e Julia Faure, cofondatrice di Loom e copresidente di Mouvement Impact France. Modera Fabrizio Barca. Alle 19.15 si parlerà di sviluppo territoriale con “Rigenerare o estrarre valore?”, con Charles Sabel, Filippo Barbera dell’Università di Torino e Lidia Greco dell’Università di Bari. Modera Massimo Alberti di Radio Popolare.

Alle 20.30 il focus si sposta sul rapporto tra conflitti e modelli economici con “Economia di guerra o economia di pace?”. Giovanna Botteri intervista Mario Pianta della Scuola Superiore Sant’Anna, Marco Rodolfo Di Tommaso dell’Università di Bologna e Attilio Dadda, membro del board dell’International Cooperative Alliance. A seguire sarà proiettato Everyday in Gaza, il corto prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal, vincitore del David di Donatello. L’incontro è realizzato in collaborazione con Legacoop nell’ambito della Biennale dell’Economia Cooperativa.

Sabato 10 ottobre, alle 17.45, Amitav Acharya e Huiyao Wang dialogheranno con Francesco Saraceno sul futuro dell’ordine mondiale e sul rapporto tra Occidente e resto del mondo. Alle 19, Cédric Durand e Mabel Lu Miao discuteranno con Emanuele Felice dell’”ordine economico che verrà”, in un confronto moderato da Salvatore Cannavò, giornalista del Fatto quotidiano e direttore di Jacobin Italia.

L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata su Dice.fm. Gli incontri trasmessi in streaming sul sito e sulla pagina Facebook della Fondazione Feltrinelli saranno disponibili in diretta anche su ilfattoquotidiano.it. Il programma completo è disponibile sul sito della Fondazione.

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