PunchMuslims join Christians to celebrate Kaduna church’s anniversaryThe Jerusalem PostPete Hegseth faces bipartisan impeachment push after Republican losses in US midterm electionsRai NewsEgitto: scontro tra treni a Giza, almeno 7 morti e 112 feritiZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFThe GuardianManchester United v Aston Villa: Premier League – liveVanguardMilitary neutralises 60 terrorists, rescues 42 kidnap victimsCBS NewsICE unlikely to scale back crackdown, sources say, citing Stephen MillerGuardian SportSão Paulo Grand Prix: Formula One 2026 – liveNBC NewsNew billboards urge people to ‘boycott the boycott’ of Jewish-owned businessesESPN DeportesUn show aéreo permite a los Bengals vencer a los Falcons en MadridVilaWebLa maquinista de l’Iryo va intentar reportar insistentment que no podia arrencar sense rebre respostaComplete Sports2027 U-23 AFCONQ: Chelle Names Olympic Eagles Squad For DR Congo Clash
The Daily Newsstand · Free, Always
Sunday, November 8, 2026

Export, per l’Italia +53% in dieci anni: battuti i concorrenti europei

Translate

L’export manifatturiero italiano è cresciuto del 53% tra il 2016 e il 2025, a prezzi correnti, superando la performance della Germania (+33,3%), della Francia (+34,7%) e della Spagna (+51,4%). È uno dei dati presentati nell’analisi di Intesa Sanpaolo al centro dell’intervento di Gregorio De Felice, Chief Economist del Gruppo, al Festival dell’Impresa di Bergamo, nell’incontro «L’industria che resiste».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il valore delle esportazioni italiane di manufatti è aumentato di €216 miliardi tra il 2015 e il 2025, circa il doppio dell’incremento registrato nel decennio precedente (€109 miliardi tra il 2005 e il 2015). Nel 2025 le esportazioni manifatturiere hanno raggiunto €611,4 miliardi, mentre il dato complessivo delle esportazioni italiane è stato pari a €643,2 miliardi.

Ha dichiarato Gregorio De Felice: «Negli ultimi venticinque anni l’Italia ha rafforzato significativamente la propria presenza sui mercati internazionali, con una propensione all’export passata dal 25,6% del 2000 al 31,6% del 2025. Particolarmente significativa è la performance del manifatturiero: tra il 2016 e il 2025 le esportazioni sono cresciute del 53%, più di quanto registrato nei principali paesi europei. Un risultato che conferma la competitività del nostro sistema produttivo, fondata sulla qualità delle produzioni, sulla capacità di innovare e sul contributo delle piccole e medie imprese. In una fase segnata da tensioni geopolitiche e rincari energetici, sarà fondamentale continuare a investire in tecnologia e competenze e diversificare i mercati di sbocco».

Gregorio De Felice

Tenuta dell’export nel 2026, ma differenze tra settori

Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni italiane sono aumentate del 5% a prezzi correnti rispetto allo stesso periodo del 2025. Il saldo commerciale ha raggiunto €34,7 miliardi, sostenuto dall’avanzo del manifatturiero (€82,9 miliardi), che ha più che compensato il deficit energetico. Tra i comparti in crescita figurano la filiera dei metalli (+26,4%), l’automotive (+10,4%) e l’elettronica (+5,9%); in calo il mobile (−5,8%).

Inflazione al 3,3% nel 2026, innovazione decisiva per la competitività

La crescita si confronta con pressioni energetiche e un’inflazione che, secondo le previsioni di De Felice, si attesterebbe al 3,3% nel 2026 e al 2,9% nel 2027. Il PIL italiano ha tenuto meglio delle attese nel primo semestre 2026, prima di una fase di stagnazione durante l’estate. Sul fronte strutturale, il 69,2% delle imprese dell’industria in senso stretto ha svolto attività innovative nel periodo 2022-2024: una delle risorse su cui puntare per sostenere la competitività internazionale.

View the original on Il Sole 24 Ore →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.