Scintille tra Gruber e Bersani. “Meloni è forte, voi siete deboli”. “È falso che Conte o Schlein non governerebbero meglio di lei”
Confronto vivace a Otto e mezzo (La7) tra la conduttrice della trasmissione, Lilli Gruber, e l’ex ministro Pier Luigi Bersani sui nodi del campo progressista e sulla situazione delle opposizioni. La giornalista parte a gamba tesa con una domanda, che sa anche di rimbrotto nei confronti dell’ex segretario del Pd: “La Meloni è così forte perché voi siete così deboli. Oggi Giorgia Meloni ha avuto un gioco facile a sbeffeggiare i cosiddetti rappresentanti del campo largo presenti in Parlamento, li ha attaccati, li ha sbeffeggiati e ha affondato i colpi su delle cose oggettive che non sono state fatte, a cominciare dal fatto che questo campo largo non esiste perché non c’è unità su niente. Io lo so, le devo fare ogni volta la stessa domanda, ma perché siamo sempre allo stesso punto”.
Bersani scuote la testa e replica: ” Ma la sua non è una domanda, è un’affermazione non vera“.
Gruber ribatte che sul Documento programmatico di finanza pubblica le opposizioni hanno presentato sei mozioni distinte.
Ma l’ex ministro è fermo: “Vogliamo fare un giro del mondo come è messa la sinistra? E poi facciamo il paragone su come è messa la sinistra qui. Facciamo il giro d’Europa. Qui il problema è un altro: quell’ideologia di destra lì, dentro a un passaggio secolare, è molto radicato e molto forte, perché le idee sono più forti dei fatti. Tu puoi dirgli c’è inflazione, ma l’idea è più forte di un fatto. E di questo bisogna che se ne carichino tutti, anche i famosi liberali“.
Poi torna sui fatti: Pd, M5s, Avs Italia Viva e +Europa sono riusciti a depositare un testo unitario di ventuno punti sul Dpfp. Una cornice che parla di sanità, stipendi, diritto alla casa, congedo paritario, contrasto al fiscal drag e stop all’autonomia differenziata, e che Elly Schlein ha definito “prima bozza del programma”. Ma resta un’intesa stretta, ancora da precisare, e già incrinata sull’Ucraina.
Per Bersani è un passaggio positivo: “Non è vero quindi che non esistano punti comuni. E non è vero che Conte o Schlein non sarebbero in grado di governare meglio della Meloni”.
Aldo Cazzullo osserva che se si fanno le primarie tra i leader dei due principali partiti, chi perde va in crisi. Gruber conferma. Bersani dissente e chiede perché.
“Perché è così nei fatti”, risponde la conduttrice.
Il discorso scivola su Matteo Renzi. Gruber, come la sera prima con Tomaso Montanari, ricorda la richiesta di Conte a Schlein di fare da garante affinché Renzi non abbia ruoli importanti in un eventuale governo. Renzi ha risposto ricordando il passato politico di Conte.
La giornalista aggiunge: “Ma non sarebbe meglio che Conte dicesse tutto questo alla Schlein in una stanza senza grandi clamori e senza dirlo alla stampa? Quanto si può andare avanti con veti reciproci?”.
Bersani ironizza: “E Renzi chi lo mette in una stanza? C’è qualcuno capace?”.
Alla domanda se si fida di Renzi, risponde che in politica quella parola ha poco senso. E sottolinea: “Mi sembra assolutamente esagerata questa discussione, sono circuiti di chi se la canta e se la suona, perché non esiste questo problema qui. E non esiste nel senso che le dimensioni di Renzi quelle che sono“.
E conclude: “Per togliere via questo problema qui cosa ci vuole? La guerra mondiale? Guardate che alla gente gliene frega fin a un certo punto”.
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