Territori e futuro, a Firenze apre il festival delle Regioni
Sanità, autonomia e risorse: le Regioni chiedono risposte al governo sulle urgenze dei territori. Con queste priorità chiare, si è aperta oggi a Firenze la quinta edizione del Festival delle Regioni, con il taglio del nastro in piazza Santa Croce alla presenza del presidente della Toscana Eugenio Giani. Tre giorni di incontri e confronti, fino al 27 ottobre, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella atteso lunedì all'inaugurazione ufficiale. E tra i temi centrali c'è appunto il riparto del Fondo sanitario nazionale.
Ma dopo le polemiche sull'eventualità di scarsità di risorse in legge di Bilancio, è il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ad assicurare, a margine dei lavori delle Commissioni di oggi, che nella prossima manovra si prevede "un aumento del Fondo sanitario". Le Regioni più intransigenti chiedono 18 miliardi di euro in più nei prossimi tre anni, una cifra che, afferma Gemmato, corrisponde a quanto il governo Meloni ha stanziato finora.
I governatori intanto sollecitano criteri di ripartizione più equi, capaci di riconoscere le specificità territoriali. "12 le Regioni hanno chiesto la revisione dei criteri di ripartizione del fondo, affinché tengano maggiormente conto delle caratteristiche del territorio e dell'età della popolazione", il coro unanime espresso dal presidente della Liguria Marco Bucci. "Ci sono Regioni di diverso colore politico - così Eugenio Giani - ma tutte hanno necessità per tenere il nostro sistema sanitario di avere più risorse. Servono almeno sei miliardi di euro in più all'anno per il Fondo sanitario nazionale". Senza "il rischio è quello di dover ridurre le prestazioni e peggiorare le criticità già esistenti".
Anche dal Molise, col governatore Francesco Roberti, l'invito a tenere conto dello spopolamento e delle fragilità territoriali, che aumentano il ricorso ai servizi e i costi sanitari. L'altro fronte caldo è certamente quello dell'autonomia. A termine del panel con le Regioni a statuto speciale, è il ministro Roberto Calderoli a rivendicare, in un videomessaggio, il lavoro svolto con le Regioni, auspicando il rafforzamento del fondo perequativo e premiale, trasformando l'attuale "fondino" in un "fondone".
Poi, rimarcando l'importanza che l'esecutivo arrivi fino alla "scadenza naturale" della legislatura, tra gli obiettivi indica anche il ritorno all'elezione diretta dei presidenti e dei consigli provinciali. Dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, un messaggio chiaro sulla necessità di una leale collaborazione tra Stato e territori, che si parli di sanità, di transizione energetica, o di formazione. E mentre si pensa già alle prossime giornate, con la manovra all'orizzonte, le regioni a Statuto speciale chiedono risposte concrete. "Non ci devono essere autonomie di serie A e di serie B", sottolinea la presidente della Sardegna Alessandra Todde, chiedendo un tavolo con il governo. Sulla stessa linea l'assessore siciliano all'Economia Alessandro Dagnino che sottolinea la mancata attuazione del federalismo fiscale.
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