Lumino votivo provoca incendio, marito e moglie morti in casa a Roma per le esalazioni
Due incendi nella notte, a Roma e Trieste, sono costati la vita a quattro persone. Nella Capitale le vittime sono marito e moglie, rispettivamente di 80 e 74 anni, entrambi italiani, trovati morti dai vigili del fuoco nel loro appartamento di via Spinoza, nella zona di Casal de’ Pazzi. A Trieste, invece, un uomo e una donna sono deceduti nel rogo divampato all’interno di un magazzino dismesso del Porto Vecchio, dove trovano riparo di fortuna migranti provenienti dalla rotta balcanica.
A Roma l’intervento dei vigili del fuoco è scattato dopo una segnalazione di fumo nel vano scale di una palazzina di sette piani. Quando la squadra è entrata nell’abitazione, l’ha trovata completamente invasa dal fumo. L’incendio, secondo quanto riferito dai pompieri, si era già estinto autonomamente. I due anziani sarebbero morti per asfissia a causa delle esalazioni provocate, secondo una prima ricostruzione, da un lumino votivo acceso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di San Basilio. I rilievi tecnico-scientifici sono affidati al Nucleo investigativo di Roma.
A Trieste le fiamme sono divampate nella notte all’interno del Magazzino 18, nel Porto Vecchio. I corpi, entrambi carbonizzati, sono stati individuati dai vigili del fuoco durante le operazioni di spegnimento. Nel rogo è crollato anche un solaio. Secondo una prima ricostruzione, l’incendio sarebbe stato originato da un fuoco acceso all’interno della struttura da un gruppo di migranti. Quando le fiamme si sono propagate al resto dell’edificio, le persone presenti sarebbero riuscite a fuggire, mentre le due vittime sarebbero rimaste intrappolate.
L’intervento dei soccorritori è stato particolarmente complesso. Per entrare nell’edificio di tre piani, i vigili del fuoco hanno indossato gli autorespiratori e hanno fatto accesso dal piano terra, dove le fiamme avevano completamente avvolto un soppalco in legno, crollato poco dopo senza coinvolgere gli operatori. Mentre una squadra si occupava dello spegnimento, un altro gruppo ha aperto alcuni varchi con cesoie e attrezzi per ispezionare i due piani superiori. I corpi sono stati trovati al primo piano.
Sul posto sono intervenuti anche polizia, carabinieri, polizia scientifica e personale sanitario, oltre al medico legale. Una volta domate le fiamme, sono iniziate le operazioni di bonifica e rimozione del materiale presente al piano terra, per le quali è stato impiegato anche un miniescavatore cingolato. Al termine degli interventi, i vigili del fuoco hanno provveduto alla parziale messa in sicurezza della struttura, alla quale era già stato interdetto l’accesso da tempo. Le operazioni, iniziate alle 22.45, si sono concluse alle 7.45.
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