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Sunday, November 1, 2026

Polonia, scontro Nawrocki-Tusk sulla Corte Costituzionale: cosa sta succedendo

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In Polonia, ormai da tempo, è in corso uno scontro tra il governo centrista e la destra nazionalista. Scontro che, in questi giorni, si è intensificato ancora di più portando a una crisi istituzionale tra il premier europeista Donald Tusk e il presidente nazionalista di destra Karol Nawrocki. Ad alzare la tensione nelle ultime ore è stato lo scontro sulla Corte costituzionale, dopo la destituzione del suo presidente. Ma la crisi si è ormai allargata oltre il sistema giudiziario. Ed è intervenuta anche l’Ue.

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Quello che devi sapere

Lo scontro in Polonia

In Polonia lo scontro è tra il presidente sovranista Karol Nawrocki e il premier europeista Donald Tusk. Sullo sfondo ci sono le elezioni del 2027: la destra, nonostante sia frammentata, aspira a tornare al governo e a strappare la guida dell’esecutivo all’ex presidente del Consiglio europeo e alla sua piattaforma moderata. Sin dall’inizio, il governo di Tusk è stato ostacolato dal capo dello Stato.

Per approfondire: Polonia, Tusk: "Attacco alla Corte è una nuova violazione dello stato di diritto"

Le tensioni sulla Corte Costituzionale

Al centro dello scontro, come detto, c’è la Corte Costituzionale e la sua composizione. Tusk, da tempo, vorrebbe nominare un nuovo gruppo di giudici e da settimane il suo esecutivo sta cercando di ottenere le dimissioni dei membri della corte, che erano stati nominati dal precedente governo a guida PiS. Anche una sentenza della Corte di Giustizia Ue aveva stabilito che il tribunale di Varsavia "non è né indipendente né imparziale" a causa delle nomine dei togati del precedente governo guidato dalla destra di Mateusz Morawiecki. Tuttavia, in questi mesi i giudici nominati dal governo Tusk non sono mai stati messi nelle condizioni di lavorare.

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Il presidente della Corte sospeso

Le tensioni si sono riaccese venerdì 30 ottobre: Bogdan Swieczkowski, presidente della Corte Costituzionale nominato dal precedente esecutivo ed ex viceministro del PiS, è stato sospeso e le forze di polizia - che hanno iniziato a presidiare l’edificio - gli hanno negato l’accesso al palazzo del Tribunale. Poco dopo, incitati dai leader delle destre polacche e in particolare dal 77enne Jaroslaw Kaczyński, fondatore del PiS, centinaia di manifestanti hanno circondato la Corte Costituzionale. 

La reazione di Nawrocki

Questi sviluppi hanno portato il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, che era a bordo di un volo diretto in Senegal, a tornare a Varsavia. Nawrocki, insieme alle sue guardie del corpo, ha cercato di farsi largo tra la folla - che nel frattempo si era radunata intorno all’edificio - e tra gli agenti per forzare l'ingresso nel palazzo della Corte Costituzionale. Nawrocki, alla testa dei manifestanti, ha accusato Tusk di "violazione dell'ordine costituzionale".

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Le parole di Tusk

Sabato 31 ottobre lo scontro non si è placato. La giudice Anna Korwin-Piotrowska, che aveva notificato la sospensione di Swieczkowski spiegando che la misura era necessaria per ripristinare lo stato di diritto, ha emanato le prime direttive per permettere ai togati, inclusi i neonominati, di svolgere le proprie funzioni al di fuori della sede del tribunale. Nel frattempo, il presidente Nawrocki ha tenuto consultazioni urgenti con i gruppi del Parlamento polacco. In serata ha parlato anche Tusk. "L'attacco alla Corte è un'altra fase del processo di distruzione dello stato di diritto da parte del PiS. Uno Stato democratico deve essere capace di far rispettare la giustizia", ha detto il premier alla nazione. Ha poi puntato il dito contro Nawrocki: “Un politico non può entrare in tribunale per emettere ordini o intimidire i giudici, anche se è presidente". E ancora: "Abbiamo assistito a eventi scandalosi. Vorrei tanto che non si vedessero queste scene in Polonia, ma la via per la calma non può essere cedere all'illegalità o alla violenza". E ha assicurato che non scenderà a compromessi su questa questione.

I colloqui di Nawrocki

Nella serata del 31 ottobre, poi, è emerso che i colloqui tra il presidente Nawrocki e i leader dei partiti - convocati dal capo dello Stato per cercare di risolvere la crisi costituzionale - non avrebbero portato ad alcuna svolta. Secondo i media polacchi, all'incontro al palazzo presidenziale avrebbero partecipato le opposizioni di destra e alcuni partiti della coalizione di governo. Assente la Coalizione Civica di Tusk, che non si sarebbe presentata. La Sinistra, sempre parte della coalizione, ha dichiarato di non essere stata invitata e che comunque non avrebbe partecipato. Nel Paese si prevedono giorni di caos.

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Il commento dell’Ue

Sulla questione è intervenuta anche l’Ue, che prima ha fato sapere di osservare con preoccupazione la situazione e poi ha esortato Nawrocki a convalidare la nomina dei nuovi giudici. "Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell'Ue", ha dichiarato all'Afp un portavoce della Commissione europea.

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