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Monday, October 19, 2026

Milano, ancora violenze e saccheggi. Meloni convoca vertice sull'ordine pubblico. LIVE

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A neanche 24 ore di distanza nel centro di Milano va nuovamente in scena la guerriglia urbana di gruppi di ragazzini incappucciati. Saccheggi e devastazioni a pochi metri da piazza Duomo. Polemica tra Sala e Piantedosi circa la gestione dell'ordine pubblico: 'Ieri c'erano pochi agenti', accusa il sindaco, 'sei un radical chic', replica il ministro. Intanto in città vetrine spaccate, sassi e bombe carta. Sono oltre 200 i fermati, l'80% minorenni, e si stimano almeno 500mila euro di danni. La premier Meloni convoca una riunione per oggi e promette 'nuovi strumenti' per arginare 'chi semina il caos'. L'ipotesi è un intervento come il decreto Caivano. Piantedosi incontra i vertici della Polizia e il Questore di Milano. La Lega spinge per il fermo preventivo anche per i minorenni. Fi suggerisce un Cdm a Milano. 'Le violenze non siano un alibi per coprire le proteste pacifiche', dice Schlein. 

Sono 271 le persone accompagnate in questura a Milano per i disordini avvenuti ieri, di cui 60 stranieri e 220 minori. E' quanto si apprende da fonti del Dipartimento di Ps. In totale sono 32 gli arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minori, e 28 i denunciati di cui 15 stranieri e 23 minori. Dei 271 accompagnati in questura per 174 è scattato il fermo di prevenzione di polizia introdotto dall'ultimo decreto sicurezza (decreto 23 del 2026, articolo 11 bis). Al momento risultano 14 operatori feriti fra le forze di polizia, di cui 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale.

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Milano, fonti dipartimento Polizia: 271 accompagnati in questura (220 minori), per 174 fermo di prevenzione

Sono 271 le persone accompagnate in questura a Milano per i disordini avvenuti ieri, di cui 60 stranieri e 220 minori. E' quanto si apprende da fonti del Dipartimento di Ps. In totale sono 32 gli arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minori, e 28 i denunciati di cui 15 stranieri e 23 minori. Dei 271 accompagnati in questura per 174 è scattato il fermo di prevenzione di polizia introdotto dall'ultimo decreto sicurezza (decreto 23 del 2026, articolo 11 bis). Al momento risultano 14 operatori feriti fra le forze di polizia, di cui 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale. 

Cortei, Zangrillo: "I sindaci condannino. Sala? Un radical shock"

"Non c'è chiarezza nel condannare la violenza di teppisti e delinquenti, soprattutto da chi ha più vicinanza e responsabilità su questi temi come i sindaci. Piantedosi ha definito Sala un radical chic, per me è un radical shock. Nel senso che la sua dichiarazione è scioccante: invece di condannare i manifestanti violenti, se la prende con il Governo. Allo stesso modo al sindaco di Torino Lo Russo, che parla di responsabilità del governo, vorrei ricordare che è lui quello che sta perseguendo un obiettivo di collaborazione con Askatasuna". Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo intervistato a 24 Mattino, su Radio 24. 

Versace (Nm): "Nulla può giustificare la violenza, solidarietà alle forze dell'ordine"

"Mi piange il cuore nel vedere la mia Milano così devastata. Due giorni di violenze e atti vandalici: una vergogna che suscita rabbia e indignazione. A volto coperto si sentono padroni della città. Ma devastare le strade, saccheggiare negozi, distruggere vetrine e aggredire chi difende la nostra sicurezza non è una dimostrazione di forza: è vigliaccheria. Alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine va tutta la mia vicinanza. A questi vandali, una condanna senza attenuanti: nessun disagio può giustificare la violenza, nessun alibi può cancellare le responsabilità. Milano non è vostra. Le sue strade sono di chi le vive e le rispetta, non di chi le distrugge. Chi attacca lo Stato deve risponderne davanti alla legge. Senza sconti". Così Giusy Versace, senatrice di Noi Moderati. 

Sulle chat "una guida alle manifestazioni di piazza" per i più giovani

"È la prima volta che vai ad una manifestazione e hai paura di quello che potrebbe succedere? qui trovi qualche informazione utile e consigli pratici" recita la 'guida tascabile non esaustiva alle manifestazioni di piazza (per principianti)' 'Safer in the street' pensata per dare "consigli pratici e informazioni utili su repressione e reazione collettiva" e diffusa nelle chat del gruppo del 'movimento 17 ottobre', con l'invito a stampare e condividere il volantino durante le rivolte. "Esperienza, preparazione e informazione - si legge nel volantino - non sono sempre a disposizione di chi partecipa ai momenti di piazza, per questo è importante fare in modo di diffonderne la cultura. Conoscerne al meglio le possibilità e i rischi permette di costruire insieme e vivere al meglio questi momenti di conflitto, a prescindere da quale forma assumano". Tra i consigli "Evita di arrivare o lasciare la manifestazione 'in tenuta', non puoi sapere chi ti circonda fuori dagli spazi sicuri"; "Spesso capita che la polizia monitori vie, stazioni ferroviarie, uscite autostradali per identificare o perquisire chi vuole partecipare o lasciare la mobilitazione. Arriva in anticipo ed evita le uscite autostradali o le stazioni più vicine ai punti d'incontro". E infine: "Non dissociarti da chi agisce diversamente da te. Nessunx ti dovrebbe chiedere di fare cose che non vorresti fare o per cui provi un disagio intollerabile, i metodi e i mezzi sono sempre discutibili ed è giusto metterli in critica, ma dissociarsi e prendere le distanze, soprattutto pubblicamente, aiuta solamente la repressione". 

Fsp Polizia: "Bene Meloni e Piantedosi con il vertice sull'ordine pubblico, subito risposte concrete"

"Bene la decisione del presidente Meloni e del ministro Piantedosi di tenere un vertice sull’ordine pubblico dopo le assurde devastazioni dei giorni scorsi. E’ indispensabile dare subito risposte concrete ai cittadini che vedono brutalmente leso il proprio ‘diritto’ alla sicurezza, compromessa la propria situazione economica, e compressa la propria libertà, e anche ai ‘cittadini operatori in divisa’ che pagano un prezzo insostenibile". E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, in una nota. 

"Lo Stato deve ritrovare la strada per riaffermare la propria autorevolezza, perché non è ammissibile lasciare i delinquenti a distruggere, rubare, aggredire come è accaduto in queste e in tante precedenti occasioni. In tal senso, è arrivato il momento di riattivare il Tavolo tecnico di confronto sull’organizzazione dei Reparti Mobili, - continua Mazzetti - come Fsp chiede da tempo, per migliorare, ottimizzare ed efficientare l’organizzazione e la gestione dei servizi di ordine pubblico, perché proprio la partecipazione delle organizzazioni sindacali offre punti di vista, considerazioni, analisi e suggerimenti da cui non si può prescindere, dal momento che rispecchiano la realtà assoluta fotografata da chi scende in strada in divisa per affrontare, puntualmente, il gioco al massacro". 

"Urge aumentare e adeguare gli strumenti contro le violenze di piazza, con lacrimogeni seriamente potenziati perché servano a qualcosa, veicoli blindati con cannoni che consentano di miscelare l’acqua con sostanze irritanti e coloranti per marcare a lungo termine i facinorosi, droni per riprendere le azioni criminali e i loro autori, proiettili in gomma o spugna a impatto cinetico (Flash-Ball / LBD) per inabilitare a distanza i soggetti più aggressivi. Non è tempo di indugi né di valutazioni di opportunismo politico, di fronte alla compromissione della sicurezza pubblica serve agire con fermezza, serietà, responsabilità, spirito di collaborazione massima con chi in strada sotto il peso delle tenute antisommossa versa sudore e sangue", conclude Mazzetti.

Milano, in chat di "Italia in Piazza": "No a chi spacca tutto"

"Se vai alle manifestazioni per andare a spaccare in piazza non ci andare proprio". E' uno dei 14mila messaggi sul gruppo Telegram di 'Italia in Piazza', il movimento al cui nome sono stati legati gli scontri a Milano che hanno visto protagonisti ragazzi molto giovani. Ma, a leggere le conversazioni su questa chat che si alimenta incessantemente di nuovi interventi, la maggior parte delle persone è critica verso le devastazioni del fine settimana: "Chi spacca le vetrine è un povero scemo senza possibilità di replica"; "Tu stai là per altro, non per rubare ai negozi, bisogna pensare a organizzare altre manifestazioni e a fare più rumore"; "E' gente che esce di casa e si butta nella manifestazione per assaltare"; "Non hanno colpito solo le multinazionali ma anche i piccoli negozietti"."E cosa facciamo, andiamo ad attaccare con le molotov ogni catena che guadagna tanto solo perchè ha l'assicurazione e non fallisce"? Ci sono altri modi di protestare". E c'è chi propone metodi violenti per fermare gli altri: "Se si vuole evitare casino bisogna fare delle squadre che devono massacrare di botte gli immigrati".

Molteni: "Da sinistra mai condanne senza se e senza ma, chi fa danni, deve pagare"

"La sinistra non è mai in grado di condannare senza se e senza ma i teppisti che mettono a ferro e fuoco le città. Più grave se lo fa Giuseppe Sala: perché è il sindaco". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Nicola Molteni, sottosegretario leghista all'Interno. "Una strumentalizzazione con oltre 100 agenti delle forze dell'ordine feriti - aggiunge - non può essere accettata dal sindaco di una grande città come Milano. Come accade a sinistra, scarica sul sistema la responsabilità di quello che è accaduto. Ma la responsabilità è una sola, quella dei criminali. Un dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia si è ritrovato con la testa spaccata da un sanpietrino, negozi e automobili sfasciate. Eppure, non c'è mai una parola netta, chiara, univoca: la colpa è di questi delinquenti". Chi c'era in piazza secondo lei? "Centri sociali, anarchici, pro Pal, maranza... Spesso - prosegue il sottosegretario - sono seconde generazioni di immigrati, travisati, incappucciati, con bandiere straniere. Chiediamo che la nostra pdl si trasformi in un emendamento al decreto Sicurezza in arrivo - afferma ancora Molteni -: ci sono i requisiti di necessità e urgenza. Ma chiediamo l'accelerazione anche su quello che voi chiamate il 'ddl anti maranza'. E l'aumento dei militari su strade e stazioni fino a 10 mila. Chi promuove una manifestazione deve garantire per i danni. La Lega propone di estendere tra le cause ostative alla cittadinanza i reati contro le forze di polizia". Cosa prevede il pacchetto che i giornali chiamano 'decreto maranza'? "Prevede - continua - l'estensione del fermo di polizia anche ai minori, sancisce il reato di danneggiamento aggravato; il potenziamento di avviso orale e ammonimento del questore, con il divieto di aggregazione anche per i minori durante manifestazioni o movida violenta. Non possiamo lasciare le città in mano a teppisti e vandali" conclude Molteni. 

Lo Russo: "Devastazione gravissima, il governo si assuma le proprie responsabilità"

"Quanto accaduto sabato pomeriggio a Torino è gravissimo. Gli attacchi alle forze dell'ordine, l'assalto alla libreria di Porta Nuova e le devastazioni in centro meritano una condanna netta e inequivocabile". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. "Chi ha commesso reati - aggiunge - deve risponderne davanti alla legge. I danni materiali, le attività costrette a fermarsi, le risorse necessarie per riparare ciò che è stato distrutto ricadono sulla collettività. Ogni devastazione è un danno fatto a tutta la città di Torino. Proprio la gravità di queste violenze impone di distinguere chi manifesta pacificamente da chi devasta. Il carovita pesa sulle famiglie: bollette, benzina, affitti, stipendi che perdono potere d'acquisto. Chi manifesta pacificamente ha diritto a essere ascoltato. C'è un segnale che dovrebbe interrogarci tutti: molti ragazzi, anche studiando e impegnandosi, cominciano a dubitare di potercela fare". "La sicurezza - afferma ancora Lo Russo - è una condizione essenziale della democrazia e una questione di uguaglianza: chi è più fragile paga per primo l'insicurezza. Occorrono forze dell'ordine con personale e mezzi adeguati, capacità di prevenire le azioni dei gruppi violenti e tutela piena del diritto di manifestare. Insieme servono politiche per il lavoro, la casa, i trasporti e i servizi. Sicurezza urbana e sicurezza sociale sono due facce della stessa responsabilità pubblica". "Come sindaci delle grandi città abbiamo chiesto al governo di convocarci con urgenza. Il patto sociale e generazionale è sottoposto a tensioni profonde. Il governo deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità: garantire l'ordine pubblico e affrontare le cause economiche e sociali di questo disagio. Il futuro di una generazione merita uno sguardo più lungo della prossima scadenza elettorale" conclude il sindaco di Torino. 

Il "Movimento 17 ottobre" annuncia mobilitazione permanente ogni sabato

"Mobilitazione permanente ogni sabato. Fino alla caduta di questo governo ladro": la annuncia via social il Movimento 17 ottobre, dando appuntamento ogni sabato alle 15 in varie piazze italiane, a partire da Milano. "Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri" spiega la descrizione della pagina appena nata su Instagram, che invita a unirsi a un gruppo Telegram. "I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo" si legge in un post dove i gestori della pagina aggiungono: "Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide". Tra i pochi post della neonata pagina, anche un video dove alcuni dei ragazzi che hanno saccheggiato i negozi in centro a Milano donano il loro bottino a un senzatetto, con la dicitura 'Esproprio proletario a Milano'. 

Cacciari: "Giovani europei senza speranza, si sentono traditi"

"Si tratta di una situazione europea che sta diventando assolutamente intollerabile. Perché una democrazia non può, per decenni, arretrare sul piano del reddito e dei servizi sociali". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, il filosofo Massimo Cacciari. "La democrazia - aggiunge - non è un'idea astratta, si regge sulla base di politiche economiche e sociali, che difendano i più deboli, i redditi più bassi, che si fondano su politiche fiscali progressive. Nelle manifestazioni può accadere di tutto ma è evidente che la protesta nasce da un'insoddisfazione radicale, da una rottura generazionale, come c'è stata, a volte, anche nel passato. Le giovani generazioni si sentono totalmente escluse, senza prospettive, senza neanche speranze. Basta vivere nel mondo della scuola o a contatto con i giovani per capire la frustrazione profonda che provano per le vergognose politiche dei padri". "Ci troviamo di fronte a una crisi generale - afferma ancora il filosofo - che sta diventando sempre più forte e le persone di buonsenso come il sottoscritto stanno ripetendo da anni che non si può andare avanti così, che la democrazia non può basarsi soltanto sull'idea che siamo democratici. C'è una situazione di frustrazione - continua Cacciari -, un malessere generale. Basta avere gli occhi per vederlo. Basta girare per le strade, vivere con la gente. Se si resta rintanati in un palazzo forse è difficile rendersene conto". Meloni ha chiesto all'opposizione di uscire dall'ambiguità e condannare le violenze. "Ma cosa deve dire? Può essere lei a fare l'analisi della situazione aggiungendo che, appunto, non ha fatto un piffero di niente? Malgrado non abbia fatto nulla e siano fallite tutte le riforme che proposte in campagna elettorale, il governo Meloni è durato cinque anni, dimostrando la notevole abilità della leader e la pochezza delle opposizioni che discutono di primarie" conclude Cacciari. 

Il poliziotto ferito al lavoro: "Dobbiamo garantire la sicurezza"

Il grosso sampietrino lanciato contro di lui dai violenti che sabato hanno devastato il centro di Milano non lo ha fermato. Nonostante una vistosa ferita alla testa Angelo de Simone, primo dirigente della polizia di Stato, capo del commissariato Garibaldi-Venezia, ieri è tornato a presidiare piazza Duomo perché, ha detto, "dobbiamo garantire la sicurezza della città". "Nella sassaiola di piazza Duomo - ha raccontato al Tg1 - sono stato colpito da un sampietrino in fronte, per fortuna sono riuscito a schivare in parte il colpo e ho rimediato una ferita con quattro punti di sutura". "È da ieri pomeriggio che stiamo affrontando questi gruppi di giovani organizzati anche minorenni. Sono numerosi, animati da foga distruttiva e spesso travisati - ha spiegato -. Trovano il coinvolgimento nel gruppo e diventano più negativamente performanti a seconda del numero di persone che riescono a raccogliere". Anche la premier Giorgia Meloni ha riconosciuto il suo valore pubblicando una sua foto sui social. "A volto scoperto, ferito, senza arretrare. Davanti a lui, chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere. Lo Stato - sottolinea Meloni - non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza". 

Vertice sull'ordine pubblico oggi a Palazzo Chigi

Vertice in programma sull'ordine pubblico oggi a Palazzo Chigi. "Lo Stato - ha detto la premier .- non è un concetto astratto. E' fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza". Intanto Piantedosi ieri ha incontrato i vertici della Polizia: "Nessuna impunità, neanche per i minorenni".

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