Pericoli: "Scoprire il proprio stile è come scoprire la propria disgrazia"

"La vita somiglia a un paesaggio: man mano che te ne allontani, lo vedi meglio. Ne cogli l’ossatura, ne intravedi la storia, quella che ha subìto e quella che ha creato". Tullio Pericoli ha da poco compiuto 90 anni. I suoi ritratti, i suoi disegni e le sue tele sono finite sui giornali, sulle scene teatrali e nei musei di mezzo mondo. Ora ha deciso di scrivere alcune “note di lavoro” - così le ha chiamate lui, con un certo understatement - in un libro, “La bella età”, pubblicato da Adelphi.
“La bella età” è la vecchiaia: un’età maestra, come racconta in questa intervista, perché ti insegna a pensare, a guardare e insieme a vedere. Ed è la pittura - racconta nella nuova puntata di "Incipit" - a fargli intravedere "un mondo tuttora da indagare e da scoprire". Pericoli parla poi dell'importanza del fallimento e di quella parte nascosta che ogni opera custodisce e che spetta cercare a chi guarda. Ma parla soprattutto dello stile e del pericolo che può rappresentare per un artista: "Scoprire il proprio stile è come scoprire la propria disgrazia, la propria fine", dice, perché uno stile rischia di essere ripetuto e "la peggiore imitazione è l’imitazione di se stessi".
L’intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica “Incipit- Tra le righe” o selezionando l’episodio nella playlist che si trova qui sotto.
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