“Il mio cane muore e io scopro di soffrire più che per mia madre. Il dolore può essere devastante”: la testimonianza di Jane Alexander e il consulto (sorprendente) con la pet medium
Quando il suo cagnolino Dan se n’è andato lo scorso aprile, Jane Alexander è stata travolta da un dolore che lei stessa definisce “il più devastante mai provato” in vita sua. Lo riporta il Daily Mail.
Non una sorpresa, in teoria: Dan aveva quasi 16 anni e da tempo il suo fisico stava cedendo, tra problemi di vista, udito, un soffio al cuore e un’ulcera corneale. Eppure, fino all’ultima notte, il piccolo continuava a fare le sue passeggiate (piano, pianissimo) e a godersi il suo cibo preferito.
Poi, all’improvviso, il crollo: dolore acuto, respiro affannoso, corsa disperata dal veterinario di emergenza e la diagnosi che non lasciava scampo, insufficienza cardiaca e respiratoria. La decisione di lasciarlo andare, racconta la donna, è stata la cosa più difficile che abbia mai dovuto affrontare, un momento in cui firmare quel modulo le è sembrato letteralmente firmare la condanna a morte del suo cane.
Quello che ha davvero scosso Jane, però, è stato il paragone con un altro lutto, quello per sua madre, morto 18 anni prima. In quel caso non versò una lacrima: organizzò il funerale, sbrigò le pratiche, continuò a lavorare e cercò di mantenere tutto normale per il figlio di dieci anni. Con Dan, invece, il crollo emotivo è stato totale.
Una domanda l’ha tormentata: “Possibile provare più dolore per un cane che per la propria madre?” Secondo gli esperti sì, ed è molto più comune di quanto si pensi. La psicologa Rachel Megahy, specializzata in lutto per gli animali domestici, spiega che la sofferenza per la perdita di un animale può essere paragonabile in intensità a quella per una persona cara, e che spesso questa intensità coglie di sorpresa chi la vive.
La ragione, secondo Megahy, sta nel tipo di legame: gli animali offrono un affetto costante, un’accettazione priva di giudizio e senza le complicazioni tipiche dei rapporti familiari, che invece possono portarsi dietro anni di critiche, aspettative disattese o rancori mai risolti. Non significa amare di più il cane della madre, ma che quel legame occupava un ruolo emotivo diverso, spesso quello di sicurezza e conforto quotidiano.
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