“Mi girava la testa, mi sono svegliato in ospedale. Pensavo di aver fatto un incidente in auto, non capivo”: parla Edoardo Bove
“Mi girava la testa, poi mi sono svegliato in ospedale. Pensavo di aver fatto un incidente in macchina, non capivo. Poi mi hanno raccontato e ho subito voluto vedere le immagini, volevo capire cosa fosse accaduto“. Nella testa di tutti gli amanti del calcio (e non solo) sono ancora impresse le scene di quell‘1 dicembre 2024, quando al 16esimo minuto di Fiorentina-Inter Edoardo Bove si accasciò a terra e perse i sensi. Ma nella sua memoria no. Lo ha raccontato lo stesso ex centrocampista della Roma – attualmente al Watford – nel corso dell’ultima puntata di Verissimo.
“Inizialmente mi ha dato fastidio vedere il video della mia caduta, ora pian piano va molto meglio. C’è stato un affetto incredibile da parte di tutto il mondo del calcio. Ci tengo a sottolineare l’episodio della ‘lingua‘: Danilo Cataldi ha fatto una cosa che non si dovrebbe fare, cioè mettere la mano in bocca a una persona che perde i sensi”, ha spiegato Bove, parlando del gesto di Cataldi che d’istinto mise la mano dentro la sua bocca per tirare fuori la lingua, ovviamente a fin di bene. “Lui l’ha fatto per far del bene, mi ha fatto sorridere perché si era creata polemica, ma è un gesto fatto in fin di bene. Il cerchio formatosi attorno a me significa molto per me, così come i messaggi ricevuti da tutto il mondo del calcio. A volte bisogna chiedere aiuto e non vergognarsi, basta con questo tabù”, ha spiegato successivamente Bove.
L’ex centrocampista di Roma e Fiorentina ha poi spiegato: “Ho iniziato a chiedere ai miei familiari e amici: ‘ma cosa hai fatto quando ero a terra?’. Loro raccontandolo mi hanno dato delle immagini che io non ho vissuto, quindi è stato provante per loro più che per me”. Bove adesso ha un defibrillatore sottocutaneo impiantato: “Se il mio cuore fa un altro scherzetto lui interviene. Quanto dovrò tenerlo? Ma io sono tranquillo, quindi sempre. Sono tornato a casa dopo 15 giorni dall’evento, cercavo di riempire in qualche modo la mia giornata andando al campo, ma era difficile vedere gli altri giocare“.
Oggi Bove non può più giocare in Italia: la legge italiana infatti non permette di svolgere attività agonistica con l’apparecchio in questione. In Inghilterra invece può giocare senza problemi. In Italia infatti la responsabilità diretta è a carico del medico sportivo che concede l’idoneità. In Inghilterra invece Bove ha firmato una dichiarazione in cui si assume tutti i rischi e la responsabilità è soltanto sua.
La carriera di Edoardo Bove
Edoardo Bove è tornato a fare il calciatore dopo aver temuto di non poter più entrare in campo. Nato a Roma nel 2002, è cresciuto nel settore giovanile giallorosso fino all’esordio in Serie A, arrivato il 9 maggio 2021 a 18 anni. Con José Mourinho ha cominciato a trovare sempre più spazio, debuttando anche nelle coppe europee e segnando nel febbraio 2022 il primo gol tra i professionisti, contro il Verona.
Con la Roma ha vissuto anche uno dei momenti più importanti della sua carriera: il gol contro il Bayer Leverkusen che decise la semifinale d’andata dell’Europa League 2022/23. Nell’estate 2024 è poi passato alla Fiorentina, dove la sua carriera si è improvvisamente fermata il primo dicembre.
Il malore durante Fiorentina-Inter e il defibrillatore
Al 16° minuto di Fiorentina-Inter Bove si è accasciato sul terreno di gioco. I compagni hanno immediatamente richiamato i soccorsi e la partita è stata sospesa, mentre il centrocampista veniva trasportato d’urgenza all’ospedale Careggi di Firenze. Gli accertamenti hanno chiarito che Bove era andato in arresto cardiaco a causa di una torsione di punta, una forma di tachicardia ventricolare. Le cause del problema sono rimaste sconosciute e, dopo gli esami, gli è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo, capace di intervenire nel caso di un nuovo arresto cardiaco.
Quel dispositivo ha cambiato anche il suo futuro professionale. In Italia un atleta con un defibrillatore impiantato non può ottenere l’idoneità necessaria per l’attività agonistica: la responsabilità ricade infatti sul medico sportivo che la concede. Una normativa diversa da quella prevista in altri Paesi, tra cui l’Inghilterra. Per mesi Bove ha continuato ad allenarsi e a sottoporsi ai controlli. Nel giugno 2025 i nuovi test hanno dato esito favorevole al ritorno all’attività, ma per tornare davvero a giocare la strada più concreta rimaneva quella dell’estero. La Fiorentina non lo ha riscattato e il centrocampista è tornato formalmente alla Roma.
Il ritorno al calcio con il Watford
La svolta è arrivata nel gennaio 2026 con il Watford, in Championship. In Inghilterra Bove può giocare anche con il defibrillatore, assumendosi personalmente i rischi attraverso una dichiarazione. Una soluzione che gli ha permesso di rimettere il calcio al centro della propria vita senza aspettare un eventuale cambiamento delle regole italiane. Il ritorno ufficiale è arrivato contro il Preston, quando è entrato all’86° minuto. Poco più di un mese dopo, il 17 marzo, ha completato simbolicamente la sua ripartenza: contro il Wrexham ha segnato il gol del definitivo 3-1, tornando a esultare a 506 giorni dall’ultima rete, realizzata con la Fiorentina proprio contro la Roma il 27 ottobre 2024.
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