La fucilazione del killer di Fort Hood in diretta streaming, per l'Onu è tortura
La fucilazione di Nidal Hasan, l'ex maggiore dell'esercito che nel 2009 uccise 13 persone e ne ferì altre 32 in una violenta sparatoria alla base militare di Fort Hood, in Texas, sarà trasmessa in diretta streaming. "Una violazione al divieto assoluto di tortura", ha tuonato l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani dell'Onu, unendosi allo sdegno per l'annuncio shock del capo del Pentagono.
"La gente deve capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni", ha sostenuto Pete Hegseth, parlando dell'esecuzione già programmata per il prossimo 3 dicembre, proprio nel luogo dell'attacco di Fort Hood, a un orario (le 13:00) tale da coincidere con l'inizio della sparatoria. "Se la merita la pena di morte per fucilazione", ha rincarato il presidente Donald Trump, che in settimana aveva autorizzato il plotone di esecuzione che per i militari non veniva schierato dalla fine della Seconda guerra mondiale.
"Non so se accadrà davvero. Quest'uomo ha compiuto il peggior attentato terroristico sul suolo americano dopo l'11 Settembre. Se alla fine dovesse essere trasmesso in diretta streaming, io non la guarderò", ha commentato il vicepresidente Usa, JD Vance, replicando in Ohio a una domanda su come sia possibile conciliare la sua fede cristiana alla controversa vicenda.
Durissima la Conferenza episcopale dei vescovi degli Stati Uniti. "Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate, ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata", ha tuonato l'arcivescovo Paul Stagg Coakley. "Non è accettabile la spettacolarizzazione della morte, per quanto naturalmente la persona sia colpevole, però ci sono altri sistemi, è incomprensibile", ha rincarato il cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, per il quale "il pensiero della Chiesa è in opposizione totale alla pena di morte".
L'inedita mossa del Pentagono ha creato un forte fronte critico bipartisan anche in Congresso. "Hasan deve affrontare la pena capitale, ma rendere pubblica la sua esecuzione e trasmetterla in streaming? È assolutamente ripugnante", ha scritto il senatore Thom Tillis, repubblicano della Carolina del Nord, in un post su X. "Le esecuzioni pubbliche sono pratiche tipiche di dittature oppressive come l'Iran e l'Afghanistan. Non dovrebbero accadere in America", ha rincarato Tillis.
Simili i commenti del senatore dem Chris Murphy: l'idea è "ripugnante" e ricorda le esecuzioni compiute dall'Isis. Il paradosso della decisione di Trump è che le forze armate americane non utilizzano questo metodo dal 1945 e non dispongono più di una procedura moderna per attuarlo.
Nel caso di Hasan pesano anche altre considerazioni sia sul suo trasferimento da Fort Leavenworth, in Kansas, sia sulle sue condizioni, dato che è paralizzato ed è costretto su una sedia a rotelle dopo le ferite riportate nella sparatoria. La scelta della fucilazione ha costretto quindi l'esercito Usa ad abbandonare mesi di pianificazione basati su modalità diverse. Documenti interni hanno chiarito che i funzionari si stavano preparando a ricorrere alle iniezioni letali. Le stesse della recente e incredibile vicenda di Christa Pike, in Tennessee, sopravvissuta a due tentativi.
Video VIDEO | L'annuncio di Hegseth
Intanto, Jamaal Howard, un americano di 46 anni, è stato giustiziato in Texas tramite una iniezione letale, in quella che è la prima esecuzione dopo il tentativo più volte fallito contro Christa Pike in Tennessee, appena una settimana prima. Quella di Howard, condannato a morte per aver ucciso un addetto alle vendite durante una rapina nel 2000, è la trentesima pena capitale eseguita negli Stati Uniti nel 2026.
Jamaal Howard
L'uomo è stato dichiarato morto dopo la somministrazione di una dose letale di pentobarbital nel penitenziario statale di Huntsville. Quando il direttore del carcere gli ha chiesto se avesse un'ultima dichiarazione da rilasciare, Howard ha chiesto scusa ad alcuni familiari della vittima, che assistevano all'esecuzione attraverso una vetrata a pochi metri dalla camera della morte. "Spero che accettiate le mie scuse e spero nel vostro perdono", ha detto poco prima che cominciassero le operazioni dell'iniezione letale. "Mi dispiace per quanto accaduto. Spero che un giorno possiate imparare a perdonarmi", ha aggiunto, ringraziando amici e familiari e dicendo di amarli. Ha detto anche di essere "sereno e pronto a trovare la pace e il Signore; vi ringrazio tutti". Ha concluso dicendo: "Godetevi la vita e pace a voi tutti".
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