Mps decide il suo futuro, sul piano Lovaglio il muro dei soci
I soci di Mps faranno sentire la loro presenza all'assemblea che domani dovrà esprimersi sul piano con cui l'amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, sta cercando di resistere alla scalata di Intesa Sanpaolo. Il gruppo guidato da Carlo Messina, intanto, ha ricevuto le ultime autorizzazioni preventive da parte delle competenti autorità estere previste in relazione all'acquisto del controllo del Monte e delle società controllate e partecipate.
In via Mazzini, presso il centro direzionale del Monte a Siena, è attesa una quota di capitale compresa tra il 65 e il 70%, nonostante la defezione di due azionisti importanti come il Tesoro (4,9%) e Banco Bpm (3,7%), il primo assente per non interferire nelle dinamiche di mercato, il secondo per l'inopportunità di trovarsi a votare in conflitto di interesse, essendo destinatario di una delle due Ops di Siena.
D'altra parte l'appuntamento rappresenta uno spartiacque per il destino della banca più antica del mondo: il piatto principale del nutrito ordine del giorno è infatti costituito dalla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, la cui approvazione farebbe decadere l'Opas di Intesa Sanpaolo.
Il posizionamento registrato in questi giorni tra i soci - una quota sempre più prossima al 40% del capitale ha dichiarato che boccerà il piano del Monte - non lascia speranze a Lovaglio, a cui servirebbero i due terzi dei voti per vedersi approvare la doppia offerta e il maxidividendo da 4 miliardi.
Hanno preannunciato voto contrario Delfin (17,6%), Caltagirone (13,5%), Norges Bank (3%), Benetton (1,45%), Goldstone (1-2%), Praude (0,7%), Fondaco (0,4%), a cui potrebbero allinearsi la gran parte degli investitori istituzionali per effetto delle raccomandazioni dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, che hanno visto troppi rischi di esecuzione nella doppia offerta, anche alla luce delle divisioni che percorrono il cda della banca.
In serata ha definito il suo orientamento anche la Fondazione Mps, la cui quota, pari allo 0,2% del capitale, è ininfluente sui destini dell'assemblea ma il cui giudizio, trattandosi di un ente che rappresenta le istanze, le istituzioni e le forze sociali del territorio, mantiene un forte valore simbolico. La Deputazione Amministratrice ha "preso atto" della delibera di indirizzo della Deputazione Generale e "ha deliberato all'unanimità" di votare "favorevolmente a tutte le proposte all'ordine del giorno della parte ordinaria e di quella straordinaria dell'Assemblea", si legge in una nota emessa dopo che la Deputazione Generale, riunitasi nel pomeriggio, aveva ribadito l'indirizzo a favore del piano Lovaglio, ritenuto in grado di preservare l' "indipendenza strategica", l' "integrità" e l'"identità" di Mps.
Appoggio a Lovaglio anche da parte di Plt Holding, la società della famiglia Tortora che ha ricandidato il banchiere. "Coerentemente con il percorso fino a qui seguito domani in assemblea appoggeremo il piano" di Lovaglio "inclusa la fusione con Mediobanca", ha dichiarato Pierluigi Tortora. "Riteniamo che la proposta di Lovaglio sia in grado di creare valore per Mps, i suoi azionisti e tutti gli stakeholder".
I lavori assembleari prenderanno il via alle 10, accompagnati all'esterno da un presidio di Cgil, Cisl e Uil a difesa dell'integrità di Mps. Dieci i punti all'ordine del giorno, tra cui l'acquisto da parte del Monte della quota del 13,2% in Generali, la distribuzione del dividendo da 4 miliardi, le due Ops, la riduzione del capitale sociale da destinare a riserva disponibile e la fusione con Mediobanca.
Il banchiere lucano, che ha lavorato intensamente a quest'ultimo progetto, spera ancora che possa essere approvato, anche se la maggioranza dei due terzi richiesta e l'invito di Intesa a non sostenerlo non lasciano grandi speranze.
A imprimere una svolta alla partita è stato il rilancio di 25 centesimi deciso da Intesa a inizio ottobre, accompagnato dalla decisione di ritirare l'Opas in caso di approvazione del piano di Lovaglio. La probabile bocciatura spianerà la strada a Ca' de Sass, che, dopo il disco verde della Bce all'acquisizione del Monte, ha ricevuto le ultime autorizzazioni preventive da parte delle competenti autorità estere previste in relazione all'acquisto del controllo del Monte e delle società controllate e partecipate. La condizione di efficacia quindi deve ritenersi avverata. Il gruppo ricorda che l'approvazione del documento di offerta da parte della Consob avverrà entro dieci giorni dal rilascio dell'ultima autorizzazione preventiva di settore.
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