Israele, tre anni dopo nelle comunità colpite dall'attentato

La casa dei piccoli Bibas portati via assieme alla madre e uccisi durante la prigionie è ancora lì. Siamo a Niros, il Kibbutz che ha avuto il numero più alto di vittime e di ostaggi il 7 ottobre di 3 anni fa. Poco distante delle case demolite sono rimaste solo le stanze di sicurezza. Ron Bahar è una delle colonne del Kibbutz. Da molto tempo è tornato a vivere qui con la sua famiglia: “Ciò che abbiamo fatto è tenere solo i rifugi. L'idea è di portarli un giorno da qualche parte per creare una sorta di memoriale”. Ma poi c'è il nuovo Kibbutz, le case recuperate, quelle già costruite dove almeno 10 famiglie sono tornate, il cantiere, dove si sta costruendo velocemente. Eppure, dal reticolato in lontananza, si vede la distruzione di Gaza. “Non provo molta pietà, ma la maggior parte di loro vuole solo vivere in pace, come noi. Però chiunque abbracci Hamas è un mio nemico”
Gaza è per l'80% in macerie. Gli sfollati vivono nel poco più del 30% controllato da Hamas. Alla vigilia dell'anniversario, il gruppo ha pubblicato nuove immagini di Yahya Singwar, che si aggira per le rovine di Rafah prima di essere ucciso.
Il capo dei capi è colui che ha scatenato l'inferno del 7 ottobre, mentre i servizi di intelligence interni israeliani lanciano un'allerta. Hamas potrebbe tornare a colpire prima delle elezioni.
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