Bollette, sconto dal 2027, un nuovo decreto per fissare il tetto al gas
Lo sconto sulle bollette scatterà dal 2027 e riguarderà i contratti indicizzati a prezzo variabile. L'intesa raggiunta a livello europeo è per ora un accordo politico preliminare, che richiede un ulteriore confronto tecnico e la messa a punto di un nuovo decreto, che si pensa arriverà a fine anno e che di fatto modificherà quanto previsto dal precedente decreto Bollette, visto che non si inciderà sui cosiddetti Ets.
L'accordo stabilisce, per un periodo transitorio di un anno, un 'price cap' sul prezzo del gas attorno ai 60 euro. Anche questo valore è al momento indicativo. Questo tetto, alla fine della stesura e del confronto tecnico, potrebbe infatti essere fissato ad un valore appena inferiore, sui 58-59 euro. La differenza tra il costo del mercato - ora tra gli 85 e i 90 euro - e il tetto è di circa un terzo. Però alla fine - ad una prima stima - gli importi che pagheranno le famiglie con un contratto variabile potrebbe diminuire di circa il 10%, visto che nella bolletta ci sono alcuni costi fissi. Un aiuto arriverà anche per le imprese, che beneficeranno di circa 1,3 miliardi (la stima è del Ministero dell'Ambiente) derivanti dalla vendita del gas stoccato dal Gse e da Snam.
L'intesa politica con l'Ue è una mediazione tra le richieste dell'Italia, che voleva un tetto al prezzo del gas attorno ai 40 euro - come richiesto a piena voce dal presidente di Confindustria - e l'Ue che voleva porre questa asticella sugli 80 euro. Alla fine si è trovato un punto d'incontro a metà. Non si tratta di una novità assoluta: la misura è già stata autorizzata nel 2022 in Spagna e Portogallo, la cosiddetta 'tope al gas', che ha concesso allora, in un contesto comunque diverso, un'eccezione per sei mesi, fissando il tetto allora a 40 euro, con una crescita di 5 euro per ogni mese successivo.
Di fatto l'intesa con l'Italia consente di superare alcune distorsioni del mercato elettrico. Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità nei paesi Ue è fissato ogni ora in base al costo di produzione della fonte più costosa necessaria per soddisfare la domanda. Il mix energetico dell'Italia vede una predominanza della fonte più costosa, del gas nella produzione elettrica. Questo influenza il costo del 70-75% delle ore di consumo in bolletta. La riduzione del prezzo di base incide così più del maggiore onere dovuto per la differenza tra il tetto e il prezzo di mercato del gas, onere che - in base alle indicazioni europee - sarà pagato "solo dai consumatori che ne traggono beneficio".
L'iter comunque prevede ora la messa a punto tecnica del provvedimento, poi la notifica all'Antitrust europea - che dovrà verificare che non si tratti di aiuti di Stato - quindi il varo del decreto con il valore del 'tetto'. Le nuove tariffe elettriche, infine, saranno fissate dall'Arera, che è l'authority competente per il settore.
In origine, con il Decreto Bollette di febbraio, il governo italiano aveva previsto di spostare sulle bollette elettriche dei consumatori il costo della tassa europea Ets sulla produzione di elettricità col gas. La misura doveva avere però il via libera della Commissione europea, che ha l'autorità in materia di Ets. Bruxelles alla fine ha bocciato questa misura fiscale, ma ha permesso all'Italia di tagliare il prezzo del gas per la generazione elettrica con uno strumento diverso, cioè un price cap.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.