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Tuesday, September 15, 2026

Slow Horses, arriva la sesta stagione: ecco dove eravamo rimasti

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Il 16 settembre i “ronzini” di Slough House tornano sul piccolo schermo, coinvolti in una nuova pericolosa situazione. Li avevamo lasciati alle prese con eventi che hanno scosso profondamente gli equilibri del gruppo guidato da Jackson Lamb

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Il 16 settembre su Apple TV+ torna la sesta stagione di Slow Horses, la serie televisiva tratta dai libri Slough House dell'autore britannico Mick Herron. I protagonisti interpretati da Gary Oldman, Jack Lowden e Kristin Scott Thomas sono pronti ad affrontare una nuova pericolosa situazione, particolarmente delicata, che mette a rischio le persone che hanno lavorato nella “casa del Pantano”. Ma come si era chiusa la quinta stagione e perché vale la pena continuare a guardare o iniziare la serie?

Slow Horses, dove eravamo rimasti

La quinta stagione è stata ricca di colpi di scena, a partire dall’attentato e dal presunto complotto collegati alla campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Londra. Al centro della stagione c’è stato un brutale piano di destabilizzazione orchestrato da un gruppo terroristico nella capitale inglese, culminato con un attentato bomba al centro commerciale Abbotsfield. Dietro l'ascesa della minaccia si scopre un giro di corruzione istituzionale. La serie è terminata con eventi che hanno profondamente scosso il gruppo guidato da Jackson Lamb. 

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Chi sono i protagonisti

Anche se ogni stagione è slegata dalla precedente, Slow Horses narra le vicende di chi lavora a Slough House, “la casa del Pantano” di Londra, una struttura dove vengono mandati tutti i demansionati del servizio MI5, l'ente per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Coloro che lavorano a Slough House sono noti come "slow horses", i "ronzini". A capo del gruppo c’è Jackson Lamb, un agente con un passato operativo nella Guerra fredda, che si aspetta che i suoi sottoposti si licenzino per noia o frustrazione. In attesa di una riabilitazione professionale, gli "slow horses" finiscono coinvolti in intrighi investigativi e di spionaggio. Gary Oldman è appunto Jackson Lamb, il capo della “Slough House”, un uomo trasandato, maleducato, subdolo e dotato di un umorismo pungente. Jack Lowden è River Cartwright, un promettente agente dell’MI5 che viene improvvisamente trasferito a "Slough House" dopo un errore durante l'addestramento. Kristin Scott Thomas è Diana Taverner, vicedirettrice generale dell'MI5 e responsabile delle operazioni, designata "Second Desk"', la "Seconda scrivania”, che poi salirà nelle gerarchie.

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Curiosità sulla sesta stagione

Le prime recensioni sulla nuova stagione parlano della “migliore di sempre”. Secondo AwardsBuzz, la serie aumenta l'intensità senza perdere il suo particolare equilibrio tra thriller, humor nero e sarcasmo. Le sei puntate sono piene di azione, tensione e colpi di scena. Diversi personaggi delle stagioni precedenti tornano in gioco, in particolare è accolto cn entusiasmo il ritorno di Olivia Cooke. La testata ritiene inoltre che Jack Lowden offra uno dei suoi lavori migliori nella serie. In questo sesto capitolo non c’è la mano di Will Smith, sceneggiatore e produttore esecutivo che ha lasciato il progetto dopo la quinta stagione. Intanto è stata già confermata anche la settima stagione. In questo sesto capitolo ci sono un nuovo showrunner e un nuovo capo sceneggiatore, e per la prima volta la storia è stata costruita su due romanzi di Mick Herron invece di uno. 

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Perché guardare Slow Horses

Slow Horses è una serie che si differenzia da ciò che si è già visto per la capacità di mischiare in maniera perfetta tensione, suspense e divertimento. I protagonisti non sono eroi o persone di particolare talento ma agenti considerati falliti e appunto non infallibili. Commettono errori, sono rivali tra loro, incompetenti e per questo motivo imprevedibili. L’umorismo britannico è alla sua massima espressione senza la necessità di fare battute, basta semplicemente osservare come i personaggi affrontano situazioni terribili. La serie è intelligente senza essere pesante tra operazioni clandestine, politica e giochi di potere e porta a tifare per gli agenti che, sulla carta, dovrebbero essere degli incapaci.

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Le curiosità sulla serie

Una delle prime curiosità sulla serie è il gioco di parole tra “Slow Horses”, che letteralmente significa cavalli lenti, e il nome della struttura in cui lavorano: Slough House, che è appunto il deposito dell'MI5 dove vengono relegati gli agenti "falliti". Nei libri e nella serie sono considerati reietti, ma in realtà si rivelano spesso più svegli e pericolosi di quanto sembri. L'attore premio Oscar Gary Oldman ha dichiarato che interpretare il disordinato, scorbutico e flatulento Jackson Lamb è uno dei ruoli più comodi e liberatori della sua carriera. Non richiede ore di trucco pesante e gli permette di recitare con assoluta verità e senza filtri. Nella terza stagione, la produzione ha girato una scena molto costosa e spettacolare che però non era così importante per la trama. Si tratta di quando Roddy Hoe fa schiantare un autobus a due piani contro una cascina. La sequenza seppur non cambiando in modo significativo la storia, è stata mantenuta per il suo incredibile impatto visivo e comico.

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L’autore sull’incontro con Will Smith, Gary Oldman e Kristin Scott Thomas

L’idea di trasformare i libri di Mick Herron in una serie è nata nel 2014. Lo stesso scrittore ha raccontato di come il progetto ha iniziato a muovere i primi passi durante una giornata di pioggia a Londra. Seppur inizialmente un po’ scettico, l'autore è stato poi convinto a dare l’ok all'adattamento televisivo. A proposito di Will Smith, autore di punta della serie tv fino alla quinta stagione, Herron ha detto di averlo incontrato in una pizzeria di Shoreditch e di aver subito trovato un feeling con lui, uniti dall’amore per John le Carrè. Nel 2019 ha invece ricevuto la chiamata in cui gli hanno confermato che Gary Oldman aveva accettato di interpretare il ruolo di Lamb. L’autore ha rivelato di essere rimasto incredulo e di essersi dovuto appoggiare al muro. Pochi giorni dopo il premio Oscar lo chiamò per dirgi: “Prima di accettare un ruolo, mi piace sapere cosa c’è nel frigorifero del personaggio che devo interpretare”. Kristin Scott Thomas è invece stata l’unica attrice indicata da Herron perchè ritenuta perfetta per il ruolo di Taverner. Quando hanno detto a Herron che al 90% l’attrice avrebbe accettato ma che dovevano finire di chiudere il contratto, lo scrittore ha rivelato di aver pensato: “Ce li metto io i soldi che mancano”.

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