“La Parola che illumina”: lo spettacolo di luci per raccontare la bellezza di leggere e scrivere
Ieri la Fontana di Trevi a Roma è stata il teatro di uno spettacolo di luci con la lettura da parte di Luca Ward di un brano scritto per l’occasione da Erri De Luca. Mentre l’artista Marco Nereo Rotelli ha proiettato alcune frasi sulla fontana simbolo della Capitale.
L'evento, promosso dalla Fondazione Einaudi si chiama "La Parola che illumina: sulla bellezza di leggere e scrivere".
Il direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale, Andrea Cangini, lo scrittore Erri De Luca, l’attore e doppiatore Luca Ward e l’artista Marco Nereo Rotelli si sono prima confrontati sulla bellezza e sull’importanza di scrivere a mano in corsivo e di leggere su carta nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale, e sugli effetti che l’abuso dei social network produce sui giovani.
Al termine del dibattito, è iniziato lo spettacolo in Piazza di Trevi: le parole diventano luce e si mescolano alla bellezza della fontana barocca più famosa al mondo. La voce di Luca Ward ha dato vita ad "Appunti di un amanuense", il testo scritto appositamente per l’occasione da Erri De Luca. Ad accompagnare la lettura il gesto artistico di Nereo Rotelli, che ha scritto alcune delle frasi più significative su una lavagna luminosa, proiettandole poi sull’acqua e sulla superficie della Fontana di Trevi.
Il testo di Erri de Luca
"Io faccio il primo racconto a mano e quando ho finito lo ricopio, perché se lo leggo divento lettore invece così, ricopiando il testo, resto scrittore e lavoro per chi lo potrà leggere. Poi faccio una terza ricopiatura così so che meglio di così non lo saprò scrivere. E solo dopo con due ditini scrivo sulla tastiera: una volta battute a macchina le parole non appartengono più a me". Così Erri De Luca racconta come compone e del suo metodo basato sulla scrittura a mano: a questo gesto sempre meno usuale, dello scrivere in corsivo e di leggere su carta, l'autore ha dedicato il testo 'Appunti di un amanuense'.
Ed è proprio questo scritto di De Luca che è stato al centro dell'evento
Il testo inizia così: "Prima elementare, primo compito a casa: scrivere due pagine di sola vocale 'a'. Da allora è la stessa che ripeto sul foglio del quaderno a righe, perché continuo a scrivere con la penna le mie storie". E annota: "Faccio la strana attività di scrittore, uno che racconta le storie per iscritto". Nell'incontro che precede il videomapping alla Fontana di Trevi lo scrittore racconta di aver imparato a scrivere con il pennino e l'inchiostro: "Era Napoli del dopoguerra: noi che ci potevamo permettere qualcosa in più avevamo la carta assorbente, ma i bambini che venivano dai bassi no e allora sul foglio soffiavano. E questo tremolio dell'inchiostro mi è rimasto impresso come la cosa più bella da fare con la parola scritta".
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