Giuse The Lizia, album MDMA: "Racconto la mia generazione che è bella ma in ritardo"

Una generazione che vive con la sensazione costante di dover stare al passo, di non poter perdere tempo, di dover essere già adulta mentre sta ancora cercando di capire chi vuole diventare. È da questa questa inquietudine che prende forma MDMA (Mica Dobbiamo Morire Adesso), il nuovo album (Maciste Dischi) di Giuse The Lizia. Il
titolo nasce da una frase diventata negli ultimi mesi un piccolo mantra personale per l’artista siciliano (ha studiato a Bologna, dove ci siamo incontrati, e ora ha traslocato a Milano), che racchiude il senso di una filosofia profondamente ancorata al presente: la necessità di rallentare, di concedersi il tempo di crescere, sbagliare, cambiare idea e capire chi si è davvero.
Giuseppe partiamo dal tour di Bologna che abbiamo fatto: ora che hai traslocato a Milano, la città “col seno sul piano padano ed il culo sui colli” come la ha raccontata Francesco Guccini come la percepisci? E’ sempre casa? O è ricordo e nostalgia?
E’ comunque casa ci ho vissuto sei anni e mi è da subito sembrato di starci come a casa; certo c’è anche nostalgia, sono consapevole che è stato un periodo di vita meravigliosa che non tornerà più.
Mr Monkey, col quale hai a lungo collaborato, lo hai messo in valigia e portato a Milano?
E’ arrivato prima di me, diversi brani di MDMA sono prodotti da lui.
La laurea magistrale in giurisprudenza è nel cassetto? Ogni tanto la guardi e ti viene voglia di fare come Paolo Conte che per un periodo ha fatto il cantautore-avvocato?
Attualmente no, ho dedicato all’Università molto tempo, adesso almeno per un po’ voglio dedicare alla musica quello che prima ho dato all’Università. Chissà un giorno se cambierà qualcosa!
Viaggiamo un po’ nella tua musica partendo da Los Angeles: quei consigli che valevano zero quando avevi dieci anni oggi li hai rivalutati? Quel “un giorno lo capirai” è diventato ho capito?
Non del tutto ma certi consigli li ho capiti, ho imparato a riflettere sui suggerimenti di chi ha più esperienza e ti mette in guardia. Continuo a non capire moltissimo ma oggi so di più della vita rispetto ai tempi di fine liceo.
Nella stagione delle app di contri e dei social i “sottoni”, quelli che l’amore lo vivono come una esplosione interiore, sono eccellenze da preservare o sono fuori tempo massimo?
Un po’ entrambe le situazioni, io lo sono stato un po’: i sottoni vivono l’amore in maniera interessata e altruistica, passano sopra tante cose e la gente poi passa sopra loro. Sono belle persone ma non pronte per le app.
Restando a Vietnam quando dici “morire vecchi senza le pensione, senza casa al mare” è un accenno alle ansie di una generazione dal futuro quanto mai incerto?
Assolutamente sì, siamo cresciuti con la consapevolezza di essere una generazione più sfigata: per altre generazioni le cose che hai citato erano un punto di arrivo, noi siamo arrivati in ritardo.
Mi dici quale è quella canzone che sta “in mezzo tra Vivaldi e i Clash”? E mi racconti il tuo primo “incontro” con Edvige Fenech che è assai distante dai canoni di bellezza della tua generazione?
Franco Battiato con il brano Passaggi a Livello. L’incontro è stato indiretto grazie a una canzone di Brunori SAS che si intitola Italian Dandy e dice “mia madre sfogliava Novella 2000 ed io ai suoi piedi leggevo Prevert, avevo diec’anni ma pensavo già alle donne e chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech”.
In Vecchia Scuola chiedi che venga messa alla prova la tua resistenza: hai imparato che le schedine scadono la domenica sera e le sigarette con l’ultimo tiro oppure resti “il cretino che non smette” di crederci?
Vale la seconda, ogni volta che scommetto ci spero fino all’ultimo. Ora sto provando a smettere di fumare. E’ pessima qui la mia resistenza.
Poco dopo il tuo disco d’esordio Crush sono usciti Internet nel 2024 e Internet Explorer nel 2025: dal punto di vista musicale quanto sono stati un percorso di avvicinamento a MDMA?
Molto a partire dalla scrittura perché ho tentato di concentrami di più su quello che volevo dire, parlare d’amore in modo particolare: ho parlato spero meglio della mia generazione e con suoni più acidi e spinti, un muro che tenta di arrivare diritto in faccia ma sempre con coerenza.
MDMA si apre col verso “moriresti per me che domanda stupida, se puoi rispondimi fa che sia romantico”: che valore ha per la tua generazione il romanticismo che nell’arte ha per altro uno dei momenti più alti nel quadro di Francesco Hayez intitolato Il Bacio, realizzato nel 1859.
E’ una idea meravigliosa: molti di noi anelano a quel romanticismo da film, da romanzo e da quadro, ma pochi sanno esserselo davvero e sanno lasciarsi andare. Il romanticismo del bacio e dei film è da sottoni e il rischio è di farsi distruggere dall’altro ma si sogna che non accada.
In Sincera canti “vita veloce, io la rincorro, cambierà tutto, ma sarò già pronto”: come va la tua corsa nella vita? Sei sprinter o maratoneta?
Direi maratoneta in generale, la mia carriera è così, non sono sprint ma molto costante e piano piano arrivano le soddisfazioni; nella vita affronto le cose con tranquillità anche se a volte vorrei osare di più ma alla fine resto restio.
In Meglio del Peggio ti paragoni a un sessantenne senza figli ne parenti cui si sono spenti pure i sogni: chi è un dreamer nel 2026 e se e in cosa ti senti vecchio dentro?
Mi sento un po’ più vecchio e mi trovo restio a uscire la sera, ho una stanchezza che arriva da anni ruggenti, sono in una fase strana di decompressione, spesso siamo più vecchi dell’età che abbiamo. Ho sogni e ambizioni, sono un dreamer. La canzone esorcizza la paura di una vita senza ambizione.
“Magari poi mi chiamano a Sanremo” dici in Vorrei Essere un po’ più alto: ti piacerebbe?
Tre anni fa ho partecipato a Sanremo Giovani e sono cresciuto affrontando ritmi e ansie che mi hanno fatto crescere. Sarebbe fantastico ma più avanti.
“La mia signorina” che citi in Veleno è un omaggio a Neffa?
Omaggio a lui, a Bolo è culto.
“Faccio musica di merda lo hanno scritto su Facebook…ma mica sei Luigi Tenco”: gli hater li sai gestire o ti fanno ancora incazzare?
Dipende, tendenzialmente ne ho pochi e li gestisco, mi sento fortunato. In certi casi si dissa.
“Non ti spaventare di provare amore è come essere fatti a tutte le ore”: è la tua idea di Monotonia? Ovvero il cogliere l’attimo, l’hic et nunc dei latini?
Un po’ sì, ho tentato di contrappore la monotonia di una storia e delle sue dinamiche, ma può anche essere un porto sicuro, quindi dico viviamola serenamente, non sempre è necessario eccedere: sono un maratoneta fino in fondo.
Ora che l’album è finalmente uscito cosa puoi anticiparmi del concerto? Come lo stai costruendo?
Scegliere cosa suonare è difficile, poi trovate le canzoni si arrangiano; per i teatri stiamo facendo brani più suonati e vorremmo trasportarli anche nel club tour. Amo le luci, fanno parte dello show. Dodò (il personaggio che rappresenta MDMA, ndr) è un amico e sarà sul palco.
Approfondimento
Giuse The Lizia, un pomeriggio insieme tra i portici di Bologna
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