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Saturday, October 24, 2026

Da Felice Genero a Napoleone Leumann: i mecenati che hanno lasciato il segno a Torino

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Da Felice Genero a Napoleone Leumann: i mecenati che hanno lasciato il segno a Torino

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Ho già scritto di Augusto Abegg, che finanziò gran parte della costruzione delle Molinette, e anche di Riccardo Gualino ma la storia di benefattori e mecenati a Torino è lunga e densa di sorprese.

Ad esempio la vita di Felice Genero (1819-1885), deputato del Regno di Sardegna poi del Regno d’Italia: nella vita banchiere, fu Presidente del Banco di Sconto e della Sete di Torino e fu coinvolto nel più grande scandalo bancario del XX secolo, secondo solo a quello della Banca Romana, è una storia di postumo mecenatismo. L’Istituto bancario fallì clamorosamente, a causa dei finanziamenti sconsiderati al gruppo Ansaldo, dei fratelli Perrone, durante e dopo la prima guerra mondiale. Finito il conflitto, il colosso industriale entrò in crisi, non riuscendo a restituire le ingenti somme avute in prestito: la notizia mise nel panico i correntisti che corsero a chiudere i conti esaurendone tutte le risorse. La Banca d’Italia non intervenne e l’Istituto fu messo in liquidazione e sostituito con un nuovo soggetto, la Banca Nazionale di Credito.

Questa vicenda ebbe risvolti non solo nel mondo finanziario ma anche politico: Genero non resse il peso dello scandalo ed entrò in una profonda depressione che sfociò in una sindrome psichiatrica, soprattutto dopo una lunga detenzione per l’accusa di smercio di banconote false mosse da un faccendiere, da cui fu assolto solo il 13 maggio del 1870.

Felice Genero al culmine della sua carriera aveva acquistato la Vigna Colla in strada Santa Margherita ed in seguito la moglie unì la vicina vigna di Baldissero che comprendeva una villa, un rustico, una cappella. L’ex deputato e banchiere muore in Liguria nel 1885 e, 5 anni dopo la vedova, Giuseppina Gola, dona al Comune di Torino la villa, circondata da un parco di 60.000 mq, con l’intento di farne una sede per un un “ginnasio ricreativo” destinato a ragazzi di salute malferma e il complesso fu eletto Ente morale. Fu resa poi parco pubblico negli anni 30 e nel 1932 il Podestà, il Conte Thaon de Revel, diede l’avvio ad importanti opere per rendere fruibile da tutta la cittadinanza il vasto complesso.

Purtroppo negli anni l’incuria è sempre stata più presente e gli atti di vandalismo si sono moltiplicati, così statue e tempietto non sono più godibili allo stato originale anche se l’anno scorso il Comune è intervenuto con un modesto finanziamento di poco più di 300.000 euro. C’è da dire che la manutenzione e soprattutto pulizia del parco, è garantita da gruppi di volontari, attivi anche in altre realtà, purtroppo altri parchi cittadini versano in uno stato di desolante degrado, i più noti Parco Sempione e Parco Europa a Cavoretto. Stante la vastità del parco e la posizione invidiabile di Villa Genero, potrebbe essere presa in considerazione anche l’installazione di una struttura precaria, in armonia con il contesto, adibita a bar, per dar modo ai tanti torinesi e turisti di godere ancor più di questo rigoglioso parco.

Altro personaggio notevole come benefattore è un altro banchiere Alberto Geisser, Presidente della CRT, nato a Torino nel 1859 da padre svizzero ed amministratore delegato della Cartiera italiana nonché consigliere comunale della sua città.
Incessante fu il suo impegno filantropico, finanziando l’Opera Pia Lotteri e promuovendo la realizzazione di un convalescenziario e di una casa famiglia per avviare al lavoro le ragazze di famiglie disagiate ma la sua più geniale invenzione fu l’istituzione delle biblioteche circolanti, fondando poi il Consorzio delle Biblioteche. Fu a lui dedicata la trasformazione di un edificio anni 50 a Parco Michelotti e sede dell’Associazione Macellai, per cui Giacomo Soffiantino dipinse una pittura murale, ancor oggi presente e dedicata al Bue Api.

Dopo anni di degrado la palazzina è stata oggetto nel 2023 di un intervento di messa a norma e riqualificazione ed è molto frequentata soprattutto da anziani data la posizione amena.

Come Geisser è da ricordare un altro imprenditore anch’egli di origine svizzera, Napoleone Leumann che trasferì la sua azienda di lavorazione del cotone da Voghera alle porte di Torino precisamente a Collegno, dove in circa 60.000 mq di terreno organizzò nel 1875, su progetto di Pietro Fenoglio, un vero e proprio capolavoro urbanistico e di welfare mediante la costruzione di un villaggio completo di tutto il necessario per rendere la vita di operai ed impiegati,più gradevole ed appagante e così sorsero 59 villini suddivisi in 120 alloggi.

Stante la speculazione edilizia che ha devastato l’intero corso Francia, sembrava ineluttabile una cancellazione della memoria ma provvidenziali interventi del Comune di Collegno ne hanno scongiurato il pericolo, Il villaggio è risorto vivo ed abitato con molte attività commerciali. Al giorno d’oggi rare le singole personalità in veste di benefattori, più gli Enti come le Fondazioni Bancarie mentre resta un caso isolato, ma come mecenate, la figura di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

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