Melanoma, una pillola 'mette a nudo' il tumore e ne rallenta la crescita
Una pillola in grado di 'mettere a nudo' il tumore per renderlo più visibile al sistema immunitario, e dunque maggiormente attaccabile, si è rivelata promettente contro il melanoma avanzato. L'aggiunta della nuova molecola in compresse HBI-8000 all'immunoterapia standard con nivolumab - che mira proprio a risvegliare il sistema immunitario contro le cellule cancerose - dimostra infatti un'efficacia nettamente superiore alla sola monoterapia: riduce del 27% il rischio che la malattia progredisca e porta la mediana di sopravvivenza libera da progressione a 11,7 mesi (rispetto ai 7,4 mesi ottenuti con il solo immunoterapico).
Inoltre, la nuova combinazione aumenta in modo significativo anche la quota di pazienti che ottengono una regressione del tumore, raggiungendo il 41,4% (contro il 32,3% del braccio di controllo). Sono i principali risultati dello studio internazionale di Fase 3 HBI-8000-303, presentati al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) a Madrid.
La sperimentazione, condotta su 404 pazienti con melanoma avanzato mai trattati prima con l'immunoterapia, vede tra i suoi principali autori Paolo Ascierto, professore ordinario all'Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma.
"Con questa combinazione entriamo in una nuova dimensione dell'immunoterapia, in cui superiamo nettamente la capacità del tumore di nascondersi - dichiara Ascierto -. La nuova molecola appartiene alla classe degli Hdac inibitori, ovvero farmaci capaci di bloccare gli enzimi 'istone deacetilasi' che le cellule tumorali usano per compattare il proprio Dna e occultare gli antigeni, quelle sostanze che vengono riconosciute dal sistema immunitario come elementi da attaccare. Bloccando questi enzimi, in sostanza 'spogliamo' le cellule maligne dalle loro difese fisiche, rivelando il loro vero identikit e rendendole così immediatamente visibili e riconoscibili al sistema immunitario. Una volta smascherato il tumore, l'immunoterapia con nivolumab può cacciare e distruggere le cellule tumorali con un'efficacia e una durata d'azione significativamente maggiori".
La combinazione ha dimostrato inoltre un profilo di sicurezza ben gestibile e caratterizzato da effetti collaterali lievi.
"Disporre di un'ulteriore opzione in pillola che potenzia l'immunoterapia senza gravare sulla tollerabilità - conclude Ascierto - rappresenta un ulteriore passo in avanti a beneficio anche della qualità della vita dei pazienti".
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