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Sunday, September 20, 2026

Nova, l'appuntamento che incorona Conte. Il 91,7% degli iscritti vota contro l'invio di aiuti a Kiev

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C'è una frase che sintetizza lo sforzo di Giuseppe Conte e del Movimento 5 stelle per tenere insieme la volontà di un’alleanza elettorale di centrosinistra con le posizioni - non di rado, molto divergenti – dei partiti che la comporrebbero, soprattutto del Partito Democratico, su alcuni temi-chiave. La frase è contenuta nel paragrafo 17 (intitolato “L'Italia ripudia la guerra”) del documento programmatico che viene sottoposto al voto degli iscritti a "Nova", l'evento dei 5 Stelle a Milano a partire dalle 14 di venerdì 18 e fino alle 14 di domenica 20, che poi farà da biglietto da visita per il negoziato con i partner della coalizione.

Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”: questo il passaggio cruciale, in cui di fatto si sconfessa la politica italiana ed europea finora portata avanti sulla guerra in Ucraina. Ma è una formula di compromesso, meno netta di quanto ci si potesse aspettare, nella quale il Movimento non indica una scadenza precisa, non pone un aut aut al Pd, pur continuando a tenere ferma la posizione (che Conte ribadisce, di fatto, da quasi tutta la durata della guerra), dopo il primo iniziale sì all'invio di armi a Kiev concesso al governo Draghi.

Venti paragrafi tematici, sul fronte mediorientale “riconoscere lo Stato della Palestina”

Ci sono volute 13 ore per mettere a punto, nel Consiglio nazionale M5S di giovedì, i 20 paragrafi tematici, suddivisi a loro volta in vari punti programmatici, da sottoporre alla consultazione on line a conclusione del “percorso partecipato” di Nova 2026, in corso a Milano. Percorso che si concluderà, appunto, domani al World Join Center del capoluogo lombardo.

Restando in ambito internazionale, il punto che riguarda l’altro grande scenario di guerra, il Medioriente, recita: “Riconoscimento dello Stato della Palestina, risoluzione dell'accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell'Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell'adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania”.

Il programma poi da sottoporre a eventuali primarie, per stilare il programma definitivo di governo

Poche le sorprese dagli altri quesiti programmatici sottoposti agli iscritti: si tratta di proposte che il Movimento porta avanti dall’inizio della legislatura e che intende fare elementi portabandiera del proprio programma di governo. O meglio, da far transitare alle eventuali primarie di coalizione, quando arriverà il momento (se arriverà) in cui i programmi dei singoli partiti dovranno essere armonizzati in un unico manifesto di coalizione.

Difficile al momento prefigurare sorprese nel voto online, da un percorso che ha comunque visto la partecipazione di migliaia di iscritti (Nova 2026, secondo le cifre ufficiali del Movimento, ha coinvolto, fra iscritti e non iscritti, circa 17mila persone). In sintesi Conte, che sui social network ha fatto appello ai militanti dicendo “Ora tocca a voi”, dovrebbe portare al tavolo del centrosinistra proposte per meno tasse sul lavoro, Irpef che torni ad essere più progressiva, prelievi su rendite ed extraprofitti di banche, industrie farmaceutiche e militari. Ma non mancano il rilancio del salario minimo e una nuova versione del reddito di cittadinanza chiamata “Reddito 2.0”.

Sicurezza: più organici alle forze dell'ordine e stop al “Modello Albania”

Sul fronte della sicurezza, Conte tende a marcare una differenza con le posizioni classiche del centrosinistra: il programma chiede più organici per le forze dell'ordine, pattugliamenti e presìdi di quartiere, insieme a interventi sulle cause sociali della criminalità. Ma soprattutto lo stop al “Modello Albania” lanciato dal governo Meloni sull'immigrazione. In materia di giustizia, propone il ripristino dell'abuso d'ufficio e accusa la premier di aver creato una giustizia “a doppio binario: benevola con i potenti e inflessibile con i cittadini comuni”.

La platea incoronerà l’ex premier candidato presidente del Consiglio virtuale. Ma da lunedì il lavoro riprende su un altro terreno: quello, appunto, del campo largo, della coalizione che dovrà scegliere l’unico frontrunner di tutti i partiti che si oppongono all’attuale maggioranza, Calenda a parte. Salvo sorprese, il metodo sarà fare le primarie. Fra i 5stelle c'è chi giura che Giuseppe Conte sarebbe pronto a rinunciare alla conta e a sedersi a un tavolo per discutere dopo l'intesa sul programma, ma che sia l'alleata-rivale Elly Schlein a pretenderle, dato che - con la nuova legge elettorale, se approvata in via definitiva - sarà impossibile rinviare la scelta del leader della coalizione a dopo le elezioni.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte (Rainews24)

“Avete sbattuto la porta in faccia alla rassegnazione. Siete consapevoli che abbiamo realizzato un progetto rivoluzionario?”

Siete consapevoli che abbiamo realizzato un progetto rivoluzionario? 17mila cittadini si sono riuniti, confrontati, tantissime soluzioni, tantissimi progetti. Mai successo in Italia e nemmeno nel mondo” ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel suo intervento di chiusura della kermesse Nova 2026, che conclude il “percorso partecipato” sul programma elettorale. “Si è creata una catena umana di confronto democratico” ha aggiunto l'ex premier.

Avete sbattuto la porta in faccia alla rassegnazione, non vi rassegnate al fatto che le decisioni vengano prese nel chiuso delle stanze del potere, non vi rassegnate al fatto che sempre più poche persone si arricchiscano, e invece aumenti sempre più il numero degli sventurati. Non ci rassegniamo!” ha detto poi Conte.

“Il nostro tempo sta vivendo delle sfide cruciali, siamo sull'orlo del precipizio, l'ordine internazionale si è sfilacciato, assistiamo a guerre commerciali, economiche, a molti conflitti geopolitici e conflitti armati. Dobbiamo dire la nostra e dire non ci stiamo, dobbiamo diffidare di chi vi vorrebbe a casa di chi vi vorrebbe diffidenti e indifferenti nei confronti della politica. Chi ha sempre comandato nell'opacità vi vuole a casa, chiusi nell'astensione. Invece la politica si può fare così, non siamo tutti uguali!” ha aggiunto il leader del M5s.

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