Caso Fedez-Iovino, “l’aggressione fu un problema per la curva Sud del Milan. Il capo ultras intervenne per risolverlo”
L’aggressione al personal trainer Cristiano Iovino nell’aprile 2024, alla quale hanno partecipato Fedez e il suo bodyguard Christian Rosiello, “rappresentò un problema per l’intera curva Sud” del Milan, perché “il coinvolgimento” del cantante “attraverso il suo bodyguard milanista” attirò “l’attenzione mediatica e investigativa sulla curva” e avrebbe potuto “incidere sui rapporti con le altre componenti del tifo organizzato”, essendo Iovino un tifoso della Lazio. Per questi motivi “le conseguenze della vicenda vennero affrontate e gestite secondo le logiche proprie dell’organizzazione” del tifo rossonero, con l’intervento del “suo capo riconosciuto” Luca Lucci, all’epoca amico del rapper. Lo scrive la Corte d’Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui il 25 giugno, riducendo lievemente le pene rispetto al primo grado, ha condannato a tre anni e otto mesi di reclusione Rosiello, a cinque anni Francesco Lucci, fratello di Luca (condannato a dieci anni nell’altro filone del processo), e a tre anni e sei mesi Riccardo Bonissi. La decisione è arrivata nell’ambito del processo per associazione per delinquere nato da un filone della maxi inchiesta “Doppia curva” sulle tifoserie di San Siro, che nel settembre 2024 portò a numerosi arresti.
Per i giudici, la reazione alla vicenda Iovino è un episodio “dimostrativo” della “posizione apicale nella curva Sud di Luca Lucci” e del suo “prestigio”, oltre che “di rilievo per la reputazione dell’intera curva Sud”. Rosiello in quel caso non agì “per conto dell’organizzazione”, ma il capo Lucci “dovette intervenire”, anche con una “reprimenda“, perché Iovino, “aggredito da milanisti”, era tifoso laziale. E lo dimostrano, secondo i giudici, anche “i messaggi” tra Luca Lucci e Fedez, come: “Te fai il bravo che anche oggi ho dovuto sistemartela”. Fedez, si legge, “lo ringraziò e disse di voler andare da lui per portargli un regalo”. E Lucci gli rispose: “Mica mi devi fare regali, io son tuo amico“. La sentenza non concede attenuanti agli imputati, mettendo in luce il pericolo rappresentato dall’organizzazione criminale “della quale si è occupata anche la Commissione parlamentare antimafia: i giudici evidenzano la “pericolosità sociale” dei tre condannati, riconoscendo i danni cagionati anche alle parti civili, ossia il Milan e la Lega Serie A.
Fedez non è mai stato coinvolto in questo procedimento: per la vicenda Iovino la sua posizione è stata già archiviata nel 2025 in un fascicolo autonomo aperto per rissa e lesioni. Per i magistrati, infatti, il primo reato non era configurabile (trattandosi di un “tutti contro uno”) mentre per il secondo il personal trainer non ha mai sporto la necessaria querela.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.