Furto al museo, quali famose opere di Antonello da Messina sono state rubate

I ladri hanno tentato di trafugare sei capolavori in totale, ma due sono stati ritrovati mentre sono scomparse tre tavole del Polittico di San Gregorio e una rara tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà
ascolta articolo
Sceglici su:
Durante il furto al Museo Regionale Accascina di Messina (MuMe) sono state portate via quattro opere importanti e rare di Antonello da Messina. In totale i ladri avrebbero tentato di trafugarne anche altre due, poi ritrovate su un muretto esterno da alcuni passanti. I capolavori presi di mira sono il Polittico di San Gregorio e una rara tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.
Il Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina
Le opere di Antonello rubate dal museo di Messina sono dei veri gioielli d'arte. Il Polittico di San Gregorio è un'opera datata 1473. Come riportato nel sito del museo Accascina, il capolavoro detto anche Polittico del Rosario, fu commissionato all'artista da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro La Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, così come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino; ai lati i Santi Gregorio e Benedetto; nel registro superiore l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. La tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è invece andata perduta. L'intera composizione, la solennità del racconto, unita a evocazioni della cultura fiamminga, fanno di quest'opera una dei massimi capolavori della cultura rinascimentale. I ladri hanno provato a portare via tutte e cinque le tavole rimaste del Polittico di San Gregorio ma ne hanno abbandonate due sul muretto esterno del museo, lungo viale della Libertà. A notarle sono stati alcuni passanti che hanno avvertito le forze dell'ordine.
Leggi anche
Furto al museo MuMe, rubate opere di Antonello da Messina
Le tavole del Polittico di San Gregorio rubate
Le opere rubate sono le uniche dell'artista custodite a Messina. I ladri hanno rotto la teca blindata che ospitava la tavoletta asportando tre delle cinque parti del Polittico la Tavola centrale della Madonna (129 per 77 cm) e le due laterali superiori nelle cimase (L'angelo Gabriele e l'Annunziata, cm 65 per 62 e 65 per 55), abbandonando su un muretto poi le due tavole laterali con i santi Benedetto e Gregorio (cm 125 per 63) perché interrotti probabilmente dalla presenza di alcuni passanti in strada. Il dipinto fu restaurato una prima volta nel 1842 quando venne ricomposto, e poi nel 1942 e nel 1981-82 nel laboratorio di restauro del Museo regionale di Messina. Tutta l'opera di cm 170 per 203 complessivi, è raffinata e di grande valore per l'impostazione prospettica con una base unica che dà unità alle parti e per la perfezione dei dettagli come dei tessuti. Un capolavoro della cultura rinascimentale italiana.
La rara tavoletta bifronte
La tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà è data 1465 -1470. L'opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e venduta dalla casa d'aste Christie's in quell'anno alla Regione Sicilia, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan nella quale si trovava dal 1930. Per le sue piccole dimensioni appare evidente la sua destinazione originaria al culto privato che utilizzava le effigi sacre per le proprie orazioni. Per confronti stilistici con la produzione pittorica certa dell'artista è stata datata concordemente dagli studiosi tra il 1465 e il 1474. Questo raro capolavoro era conservato in una teca blindata.
Vedi anche
Non solo Antonello da Messina, ecco i furti di opere d’arte più famosi
La direttrice del museo: "Erano tra le opere più importanti"
La direttrice del Museo Regionale Accascina di Messina, Marisa Mercurio si è detta sconvolta dall'accaduto precisando che i capolavori rubati "erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell'arte". Il critico d'arte Giuseppe Carli ha spiegato che "rubare Antonello da Messina non significa soltanto sottrarre alcune opere alle sale di un museo, ma colpire uno dei luoghi più profondi della memoria culturale siciliana, perché esistono opere che cessano da tempo di appartenere esclusivamente alla storia dell'arte per diventare parte dell'identità di una città, di un territorio, di una civiltà". "Il Polittico di San Gregorio appartiene precisamente a questa categoria - ha aggiunto l'esperto - è una delle testimonianze più alte e solenni del rapporto fra Antonello e Messina, la sua città, e conserva dentro la propria materia pittorica non soltanto la grandezza di un maestro del Rinascimento, ma la complessità di quella Sicilia quattrocentesca che fu crocevia di culture, di commerci, di immagini e di linguaggi provenienti dal Mediterraneo e dall'Europa". "Antonello non è semplicemente un grande pittore italiano: è uno di quegli artisti rarissimi attraverso i quali la pittura cambia il proprio modo di guardare l'uomo e il mondo, perché nelle sue figure la luce non serve soltanto a descrivere le cose, ma sembra trasformarsi in pensiero, mentre il volto umano acquista una presenza psicologica, una dignità e una profondità che appartengono già, in qualche modo, alla modernità", ha ricordato il critico. Per Carli "le tavole sottratte non possono essere considerate soltanto oggetti antichi, per quanto preziosi: sono documenti irripetibili della nostra civiltà, superfici sulle quali quasi sei secoli di storia hanno depositato devozione, cultura, memoria e identità e nel caso del Polittico di San Gregorio il gesto appare ancora più doloroso, perché sottrarre tre tavole significa interrompere l'unità di un organismo concepito per vivere attraverso il rapporto reciproco delle sue parti; non è soltanto una sottrazione, dunque, ma una vera mutilazione, materiale e simbolica".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.