Nucleare in Italia, dalle aree per i reattori fino all'uranio: i problemi da risolvere

Secondo i piani del governo Meloni, i piccoli reattori che riporteranno il nucleare nel nostro Paese dovrebbero entrare in funzione tra il 2033 e il 2034. Dai territori che li ospiteranno, fino ai fondi necessari e al combustibile per farli funzionare, sono però molti i punti ancora da chiarire. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" di Sky TG24 andata in onda il 25 settembre
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NUCLEARE IN ITALIA, LA STRADA CHE ABBIAMO DAVANTI È LUNGA E ACCIDENTATA
- Quanto sarà difficile il percorso dell’Italia per stabilire dove collocare i reattori nucleari che dovrebbero entrare in funzione tra il 2033 e il 2034? La strada che abbiamo davanti è molto accidentata: secondo le previsioni del governo serviranno decine di reattori, ma bisogna ancora trovare le numerose aree che li ospiteranno. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, andata in onda il 25 settembre.
Nucleare, a che punto è lo sviluppo dei piccoli reattori modulari?
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I TERRITORI ESCLUSI A PRIORI PER OSPITARE I REATTORI
- Molte zone d’Italia, a causa delle loro caratteristiche geomorfologiche, saranno escluse a priori. La scelta non potrà ricadere sui territori a rischio sismico, rischio alluvione, rischio frane, rischio vulcanico e rischio siccità, come nemmeno su quelli ad alta densità abitativa.
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RISCHIO SISMICO E RISCHIO IDROGEOLOGICO
- Già prendendo in esame solamente il rischio sismico e quello idrogeologico, se si guarda alle mappe dell'ISPRA (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), le aree escluse nel nostro Paese non sono certo poche.
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IL COMBUSTIBILE PER I NUOVI REATTORI NON C’È
- C’è poi un’altra questione. Per un grande numero dei nuovi reattori su cui punta l’Italia – gli SMR, Small Modular Reactor – servirà l’uranio fortemente arricchito. Al momento, però, l'uranio non c'è: la maggior parte di quello disponibile è a basso arricchimento. Potrebbe essere quindi necessario farlo in Europa, o anche in Italia.
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IL NODO DEI FONDI
- E poi c'è il tema dei fondi: il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin si augura che i privati siano interessati a investire. Ma che cosa succede nel resto del mondo? Escludendo Russia e Cina, in tutti gli altri casi i nuovi reattori SMR sono stati finanziati per due terzi da fondi pubblici.
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