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Thursday, October 15, 2026

Il “caso Julio Iglesias” non è chiuso: la procura spagnola cambia criterio e riapre la partita sulle accuse di abusi sessuali. Il cantante continua a negare tutto

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Il “caso Julio Iglesias” non è chiuso: la procura spagnola cambia criterio e riapre la partita sulle accuse di abusi sessuali. Il cantante continua a negare tutto

La Procura spagnola ha modificato la propria posizione, riconoscendo ora la competenza del tribunale dell’Audiencia Nacional ad indagare sulla denuncia presentata contro Julio Iglesias. Il celebre cantante è accusato di presunte molestie e aggressioni sessuali ai danni di due ex dipendenti, episodi che si sarebbero verificati nelle sue residenze situate nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. La notizia è stata riportata dal quotidiano online elDiario.es e dall’agenzia di stampa Efe, entrambi in base a fonti interne alla Procura. La decisione finale sull’apertura di un’indagine formale spetterà ora al giudice istruttore del tribunale competente.

Il caso nasce da un’inchiesta di elDiario.es e Univision Noticias, durata tre anni, che ha raccolto le testimonianze di un’ex collaboratrice domestica e di una fisioterapista, che hanno accusato la celebre pop star spagnola di presunti abusi sessuali, di tratta ai fini di sfruttamento e violazione dei diritti dei lavoratori per fatti che risalgono al 2021, quando Iglesias aveva 78 anni.

Le due donne, rappresentate dall’organizzazione internazionale per i diritti umani Women’s Link, identificate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura, avevano presentato alla Procura dell’Audiencia Nacional spagnola una denuncia il 4 gennaio 2026, in cui raccontavano presunte aggressioni sessuali e abusi sul lavoro. Azioni configurabili come “reato di tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù”, e reati “contro la libertà e l’integrità sessuale, come le molestie sessuali”.

Iglesias ha sempre negato le accuse e la sua difesa ha chiesto l’archiviazione, ottenuta nello stesso gennaio scorso per “carenza di giurisdizione” e non competenza dei tribunali spagnoli, indicata dalla procura generale, poiché non erano stati riscontrati vincoli territoriali né personali delle denuncianti con la Spagna, necessati perché la giustizia spagnola potesse indagare.

La procura si è ora espressa in merito a una seconda querela presentata dalle due presunte vittime ai primi di settembre presso la Sezione istruttoria dell’Audiencia Nacional. Il documento include anche il presunto reato di “trattamento degradante”, configurabile come violazione dei diritti umani, che — secondo l’organizzazione Women’s Link — potrebbe attribuire ai tribunali spagnoli la giurisdizione e la competenza necessarie per avviare le indagini sul caso. In questo senso, la procura avrebbe trasmesso una relazione favorevole al magistrato dell’Audiencia Nacional, al quale spetterà ora la decisione definitiva sull’apertura di un’istruttoria.

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