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Tuesday, August 18, 2026

La bolletta della crisi climatica: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi di pil in meno”. L’Italia tra i Paesi più colpiti

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La bolletta del clima: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi”. L’Italia tra i Paesi più colpiti

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L’estate del 2026 non lascerà solo il segno nelle cronache meteorologiche per il suo caldo estremo e prolungato, ma si presenta come un pesante macigno sui bilanci dell’Unione Europea. E quindi non si tratta più solo di una questione ambientale o di benessere, ma di una vera e propria crisi macroeconomia. Secondo un recente studio di Triodos Bank, il caldo estremo e prolungato ha un costo stimato di circa 180 miliardi di euro, una cifra che erode oltre l’1% del Pil comunitario. In questo scenario l’Italia è uno dei Paesi più vulnerabili: “Con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro, il conto del clima per il nostro Paese equivale quasi a una manovra finanziaria” ha commentato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.

La produttività in ginocchio

L’analisi condotta dagli esperti di Triodos Investment Management evidenzia come l’impatto del caldo non sia uniforme, ma colpisca diversi nodi vitali dell’economia. Il fattore più determinante è il crollo della produttività del lavoro. Superata la soglia dei 30 gradi, il rendimento dei lavoratori cala drasticamente e perlopiù nei settori esposti all’aperto come l’edilizia e l’agricoltura. Allianz stima infatti una perdita di circa il 3% della produzione per ogni grado che supera i 30 e sostenuto per più giorni. La bolletta climatica è però gonfiata anche dai costi dell’energia: se l’efficienza dei pannelli solari diminuisce con le temperature estreme, la domanda di elettricità per il raffrescamento tocca picchi record proprio quando la produzione idroelettrica e nucleare (quest’ultima colpita dalla scarsità d’acqua per il raffreddamento dei reattori) è più in difficoltà. Il risultato è quindi un aumento dei prezzi all’ingrosso che grava sia sulle imprese che sulle famiglie.

La geografia del danno vede la Francia come il Paese più colpito (con una perdita stimata dell’1,4% del Pil), seguita dall’Italia e dalla Spagna. Se la Polonia appare meno colpita per un numero inferiore di giornate torride, per l’Italia il peso della struttura economica e la durata dell’ondata di calore rendono la situazione molto critica. A questo poi si aggiunge un drammatico costo umano: solo nell’ultima settimana di giugno di quest’anno sono stati stimati oltre 20mila decessi legati al caldo tra Francia, Germania, Spagna e Italia.

L’allarme di Coldiretti per l’Italia

L’inazione politica rischia di alimentare quello che gli analisti definiscono un circuito vizioso o doom loop. In pratica il danno climatico rallenta l’economia e la risposta politica è spesso quella di allentare le normative ambientali in nome della crescita, accelerando così le emissioni e i danni futuri. In Italia il dibattito è acceso, con critiche rivolte al governo per il contrasto a misure come il Green Deal e la legge europea sul ripristino della natura. Secondo Coldiretti, i danni all’agricoltura italiana hanno già superato i 3 miliardi di euro.

La siccità sta mettendo a rischio intere filiere con il bacino del Po che vede la disponibilità d’acqua ridotta della metà. Le colture di mais e riso sono al collasso, con cali dei raccolti che in alcune zone raggiungono il 40-70%. Al quadro si aggiunge infine l’emergenza incendi: dall’inizio dell’anno secondo EFFIS almeno 80mila ettari di boschi e terreni sono andati in fumo, devastando pascoli e strutture agricole.

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