Avs, Emanuele Filiberto al centro di compravendita titoli senza valore, interrogazione. Il principe: "Nessuna onorificenza viene venduta"
"Da anni Casa Savoia ed Emanuele Filiberto conferiscono 'onori monarchici' a pagamento privi di alcun valore giuridico, in violazione della legge del 1951 che vieta di esibirli e accettarli senza via libera dello Stato e, per l'Ordine Mauriziano, dispone espressamente 'cessa il conferimento'. Tra chi ne ha acquistato uno, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano a marzo e mai smentito, figurerebbero Ignazio La Russa, Bruno Vespa, Gianni Letta, Vittorio Sgarbi, il Cardinale Parolin. Un giro di affari stimato in circa 800mila euro l'anno, su cui il Principe non ha mai mostrato bilanci e rendiconti". Lo dichiara in una nota il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi.
"Ma non basta - prosegue Grimaldi - in Senato Fratelli d'Italia ha presentato la piattaforma Royal Protocol Srl Impresa Sociale clonata da una società con sede a Tallinn, per certificare le genealogie su un registro privato senza alcun valore legale. Eredità a pagamento. Il Principe è socio al 75%, ma il 25% è di The Royal Protocol Società Semplice, che restando fuori dal Registro imprese garantisce anonimato ai soci e non ha obblighi contabili. La realtà è un protocollo transnazionale che sfrutta il narcisismo di chi vuole un titolo nobiliare per accumulare denaro e criptovalute. Nel frattempo Enea Benedetto, l'ideatore della piattaforma estone su cui ha messo 100mila euro propri, ha appreso dalle inchieste di Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano di essere stato estromesso dalla società gemella italiana, mentre il Principe rifiuta di liquidargli una fattura da 1000 euro. Su questi fatti pendono in Procura a Torino l'esposto del medico legale Enrico Manfredi Luserna d'Angrogna sulla vendita di un bene pubblico indisponibile - l'Ordine Mauriziano - con flussi verso l'associazione svizzera AICODS e la denuncia per truffa e appropriazione indebita di Benedetto contro Emanuele Filiberto, Santini e Di Tornaforte.
Eppure - prosegue Grimaldi - proprio in queste ore, dal 26 al 27 settembre al Lingotto di Torino, si stanno svolgendo gli incontri dell'AICODS ed Emanuele Filiberto assegna ordini cavallereschi a pagamento, proprio nell'ottantesimo anniversario della Repubblica. Non mi spaventa un finto principe che fa il piazzista di onorificenze illegali con una corte di cosplayer dei monarchi sott'aceto, nostalgici del Regno e del ventennio, che ancora credono di stare a corte mentre chiedono l'elemosina di un titolo al Lingotto. Mi indigna che qualcuno, come sempre, copra elusione fiscale e imbroglioni reali", conclude Grimaldi che ha depositato un'interrogazione al Ministro Giorgetti affinché sia fatta "chiarezza".
Emanuele Filiberto: "Nessuna onorificenza viene venduta"
"Nessuna onorificenza viene venduta. Nessun titolo viene conferito. Confondere quote associative, contributi destinati all'organizzazione delle attività e partecipazione agli eventi con l'acquisto di una distinzione onorifica significa rappresentare una realtà che non esiste". Lo dichiara in una nota il principe Emanuele Filiberto di Savoia in relazione alle dichiarazioni diffuse oggi da Avs, a seguito di un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano relativo alle onorificenze degli Ordini dinastici che sarebbero oggetto di compravendita.
La Real Casa precisa inoltre che al Lingotto di Torino "non si è svolta alcuna 'vendita' né una cerimonia pubblica di conferimento di onorificenze. Il programma prevedeva la presentazione dei nuovi membri e promuovendi al Principe Gran Maestro, presidente dell'Aicods, associazione svizzera che raccoglie le dame e i cavalieri degli Ordini dinastici". Quanto alla normativa richiamata, la disciplina italiana relativa all'autorizzazione a fregiarsi pubblicamente di determinate insegne costituisce un tema distinto dalla natura storica e dinastica degli Ordini e "non può essere trasformata, attraverso una semplificazione, nell'affermazione che si tratti di titoli 'venduti' o inesistenti".
"Mi sorprende - commenta il principe Emanuele Filiberto - che un'attività che da anni riunisce migliaia di persone e sostiene concretamente progetti benefici venga descritta attraverso espressioni offensive anziché attraverso i fatti.
Alle interrogazioni parlamentari, naturalmente, risponderanno le istituzioni competenti. Da parte nostra continueremo a rispondere con trasparenza, documenti e attività concrete".
Bruno Vespa: "Mai pagato per acquisire titoli della Casa Reale"
"Escludo nella maniera più tassativa di aver mai immaginato di acquistare titoli onorifici da Casa Savoia. Non ricordo francamente se molti anni fa ne ho ricevuto uno, comunque mai richiesto né tantomeno pagato". Così il giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa commenta le dichiarazioni diffuse oggi da Avs, a seguito di un articolo su Il Fatto Quotidiano, relative alle onorificenze degli Ordini dinastici che sarebbero state oggetto di compravendita.
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