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Monday, October 12, 2026

Sopravvissuti al rogo di Crans, Kean: "Sono svenuto e mi sono detto: non posso morire qui"

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 "Fino a quel momento era stata la vacanza più bella della nostra vita". Così Leonardo Bove e KeanTalingdan, i due ragazzi milanesi sopravvissuti alla strage diCrans-Montana raccontano a Domenica In, su Rai Uno, quanto accaduto la notte di Capodanno in cui sono morti 47 giovani e115 sono rimasti feriti. Una strage su cui chiedono di fare luce: "Quello che c'è dietro non si sa ancora del tutto".    "Eravamo stati invitati - ricorda Leonardo - e siamo andati da soli  partendo da Milano. In realtà abbiamo avuto un inconveniente con il treno e abbiamo rischiato di non partire. È stata comunque una vacanza indimenticabile, bellissima. Anche se è successo quello che è successo, in quei tre giorni ci siamo divertiti tantissimo". Era la prima vacanza insieme a Kean, che a sua volta ricorda quei giorni con emozione: "Ci siamo divertiti. Era la mia prima vacanza da solo con gli amici, mi sentivo completamente libero, non dovevo fare quello che dicevano i genitori. È stata la vacanza più bella che abbia mai fatto, al netto di quello che è successo". 

  La decisione di andare a festeggiare a Le Constellation è stata conseguente alla scelta del gruppo di amici che frequentavano. "Ci eravamo già stati nei giorni precedenti. Al piano di sotto - prosegue Leonardo - c'erano musica e biliardo. Il 31 sera siamo arrivati molto presto per evitare il bodyguard, perché eravamo minorenni. All'inizio era un po' noioso, poi è arrivata altra gente e abbiamo festeggiato". Poi, all'improvviso, tutto è cambiato. "Ero al telefono - racconta Kean - quando alcune persone sono arrivate urlando che il locale stava andando a fuoco. Sono svenuto sulle scale, ho perso i sensi per circa cinque secondi, ma mi sono detto: Non puoi morire qua". Quindi Leonardo conclude con un appello: "Non sappiamo che cosa ci sia davvero dietro questo locale e se ci siano altri locali in cui accadono cose simili. Vogliamo saperlo noi ragazzi, lo vogliono sapere i nostri familiari e il nostro Stato". 

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