Turismo religioso, a Milano il confronto sul patrimonio di fede, “Capitale Spirituale dell’Italia"

Dai santuari ai monasteri, dalle abbazie ai cammini dei pellegrini: il patrimonio religioso italiano è una risorsa culturale e spirituale, ma anche un'opportunità per l'economia dei territori. Questo è stato il tema al centro del convegno nazionale “Il Capitale Spirituale dell'Italia – Patrimonio religioso, accoglienza e turismo come risorse per il Paese”, a Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano.
L'iniziativa ha voluto mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanti ecclesiastici, professionisti e imprese per discutere di come valorizzare i luoghi della fede senza ridurli a semplici destinazioni turistiche.
Promosso dall'impresa sociale MilanoPerCorsi, dalla World Religious Tourism Network, da Italia Professioni e dall'Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, l'incontro ha proposto un confronto sulle ricadute economiche e sociali del turismo religioso, con particolare attenzione ai piccoli borghi e alle aree interne. L'obiettivo è costruire nuove collaborazioni tra amministrazioni, comunità locali, mondo ecclesiale e operatori del settore.
I cammini, una risorsa anche fuori stagione
La prospettiva non è soltanto teorica: i dati sulla Via Francigena mostrano come il pellegrinaggio possa contribuire ad ampliare l'offerta turistica oltre le mete più frequentate e i mesi di alta stagione. Secondo i dati dell'Associazione Europea delle Vie Francigene ripresi dal Ministero del Turismo, nel 2025 sono state distribuite quasi 20mila credenziali, con un incremento del 35,95% rispetto all'anno precedente. Il 53% dei pellegrini proveniva dall'estero. Settembre è stato il mese preferito per partire, seguito da aprile, maggio e ottobre.
Il fenomeno non riguarda soltanto la ricerca di un'esperienza spirituale: tra le motivazioni indicate dai viaggiatori figurano la condivisione, l'interesse culturale e il turismo. È proprio questa pluralità di ragioni a rendere i cammini uno strumento potenzialmente importante per territori che custodiscono un patrimonio storico e artistico diffuso, ma spesso lontano dai principali circuiti turistici.
Il Ministero del Turismo ha previsto strumenti specifici per sostenere i cammini religiosi, attraverso interventi sull'accoglienza, sulla sicurezza, sull'accessibilità, sulla segnaletica e sulla digitalizzazione dei percorsi. Una strategia che mira a trasformare gli itinerari in occasioni di permanenza e conoscenza dei territori, con ricadute anche sulle attività economiche locali.
Dalla valorizzazione culturale alla tutela dei luoghi
Il convegno milanese ha affrontato tre dimensioni: quella economica e territoriale, quella culturale e quella ecclesiale e spirituale. Chiese, monasteri, eremi e santuari sono infatti luoghi di culto, ma anche testimonianze di secoli di storia, architettura e arte e la loro valorizzazione pone una questione delicata: come favorire l'accesso dei visitatori e generare nuove opportunità senza compromettere la funzione religiosa e l'identità delle comunità che li custodiscono.
Il tema si inserisce in una fase di rinnovata attenzione istituzionale agli itinerari storici. Il 21 ottobre il Ministero della Cultura ha comunicato l'esito preliminare positivo della valutazione ICOMOS sulla candidatura della Via Francigena in Italia alla Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Uno studio nazionale e una proposta al Governo
Tra le iniziative annunciate dai promotori del convegno, anche l'avvio di uno studio scientifico sul turismo religioso in Italia. La ricerca dovrebbe approfondire dimensioni, caratteristiche, criticità e potenzialità del settore, considerando il rapporto tra sviluppo turistico, tutela del patrimonio e rispetto della dimensione spirituale.
Sulla base dei risultati, MilanoPerCorsi e World Religious Tourism Network intendono elaborare una proposta da sottoporre alle istituzioni nazionali e al Ministero del Turismo per la creazione di una sede istituzionale permanente dedicata al comparto, con funzioni di analisi, confronto e coordinamento. Si tratta, al momento, di una proposta dei promotori, non di un organismo già istituito.
Al centro dell'incontro anche “Religious Tourism for Peace”, iniziativa della rete internazionale che considera viaggi e pellegrinaggi possibili occasioni di dialogo interculturale e interreligioso in un contesto segnato da guerre e tensioni internazionali.
La sfida, dunque, è tenere insieme esigenze che non sempre coincidono: rendere accessibile un patrimonio diffuso, sostenere l'economia locale e preservare il significato dei luoghi della fede. Un equilibrio dal quale dipende la possibilità di fare del turismo religioso non soltanto un segmento dell'offerta turistica, ma anche uno strumento di conoscenza, incontro e sviluppo sostenibile.
Convegno Turismo Religioso “Il Capitale Spirituale dell’Italia” (MilanoPerCorsi Press Office)
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