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Sunday, November 8, 2026

Dati di Tajani nel dark web, il ministro: “È guerra ibrida, vogliono condizionare il voto”

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Gli hacker filo-russi del gruppo Noname057 hanno messo nel mirino diverse persone, tra cui il ministro degli Esteri, con dati privati resi pubblici. “Non mi farò intimidire, in vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l'opinione pubblica attraverso la disinformazione”, replica il vicepremier. Il tema sarà discusso anche all'imminente G7 Esteri

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è finito al centro di un tentativo di un dossieraggio hacker che ha coinvolto anche magistrati e vertici di polizia. I dati privati del vicepremier e dei suoi familiari sono stati resi pubblici sul dark web, in una nuova faccia della guerra ibrida che sta prendendo di mira l'Italia e l'intera Europa. "Le minacce filorusse e la taglia per ottenere informazioni sulla mia famiglia? Sono due giorni che seguiamo la vicenda. Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24 collegata con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l'attenzione è massima”, ha commentato Tajani in un'intervista a Il Giornale.

“Attacchi vogliono condizionare il voto”

"Oggi la minaccia si alza di livello, toccando gli affetti personali. Ma le nostre difese cybernetiche sono operative e la risposta pronta a ogni tentativo di intrusione”, prosegue il vicepremier e ministro degli Esteri dopo essere stato preso di mira da attacchi hacker che si ipotizza siano di natura filo-russa. Intende convocare l'ambasciatore di Mosca? "Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela insieme all'intelligence e alla polizia postale. Ma la natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite. In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l'opinione pubbliche e dividere gli europei attraverso la disinformazione", per questo "serve massima vigilanza, è un problema con cui dobbiamo fare i conti".

Il tema anche al G7

Tajani conferma che porrà il tema anche "al G7 Esteri: ho già scritto al mio omologo francese. I russi non faranno una guerra tradizionale con noi: la minaccia è a 360 gradi e va affrontata attraverso una presa di coscienza collettiva". Il titolare della Farnesina spiega: "Investire in sicurezza non significa essere guerrafondai. La sinistra cade in una contraddizione tipica: chiede sicurezza e tutela dei servizi, ma poi protesta ogni volta che si deve spendere per la difesa e la protezione cibernetica". Quanto alla foto fake pubblicata, e poi rimossa, dal presidente del Pd Bonaccini, "ho lanciato un appello per evitare l'uso dell'intelligenza artificiale in campagna elettorale. Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Fare satira va bene, ma ridicolizzare e delegittimare chi rappresenta il Paese nel mondo è un atto grave", conclude il ministro.

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Cosa è successo

I responsabili del cyber attacco sono stati individuati negli hacker filorussi della rete di NoName057(16), a caccia dei dati sensibili di diverse persone ritenute nemiche della Federazione russa, tanto da mettere - già da due settimane - una “taglia” sulle informazioni personali legate allo stesso ministro degli Esteri, ma anche sul Procuratore di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano (Pordenone), sede di una base militare americana. Gli hacker offrono soldi in cambio di numeri di telefono, mail e vari contatti dei loro “ricercati” pubblicando, come per Tajani, profili con schede già corredate da curriculum, dati pubblici, numeri di telefono privati, email e indirizzi civici delle abitazioni. Sul caso indagano i magistrati capitolini mentre i dati già pubblicati per ora restano online, visto che al momento risulta tecnicamente impossibile riuscire a rimuoverli dal dark web. Negli elenchi pubblicati da Noname non ci sono soltanto italiani, ma diciotto persone in tutto. Tra le personalità di spicco all'estero figurano Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, Holger Münch, a capo della polizia criminale tedesca e Michael Alexander Martens, giornalista d'inchiesta ricercato da Mosca. I contenuti sono comparsi in un'area del dark web accessibile attraverso la rete Tor, un sistema che garantisce un elevato livello di anonimato e che viene utilizzato anche per attività illecite.

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