Teheran: 'Non faremo marcia indietro sulle condizioni per la riapertura di Hormuz'
"Il piano dell'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è chiaro e il Paese resta fermo sulle proprie condizioni. Il piano prevede la fine delle tensioni nella regione, anche in Libano, e l'impegno degli Usa a rispettare il memorandum d'intesa con Islamabad", ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nella prima mattinata di domenica, dopo che il presidente Donald Trump aveva respinto le condizioni poste dall'Iran.
"Non faremo marcia indietro sulle nostre condizioni, ma non chiudiamo mai la porta alla diplomazia", ha sottolineato Araghchi.
Secondo quanto riferito dall'agenzia Irna, il ministro ha aggiunto: "Abbiamo visto la prima reazione del presidente Usa, ma i mediatori non ci hanno ancora comunicato nulla. Attendiamo che i mediatori trasmettano a Teheran le posizioni definitive degli Usa e poi prenderemo una decisione sulla base di queste posizioni".
"Se la regione dovesse diventare insicura, l'insicurezza colpirebbe tutti", ha dichiarato domenica il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, sottolineando: "Se l'Iran non può commerciare, se l'Iran non può vivere, allora nessun altro potrà commerciare o vivere. Non permetteremo ai nemici del Paese di utilizzare questo vitale snodo logistico dello Stretto di Hormuz, mentre la nazione iraniana viene privata dei suoi benefici. Il loro sogno non si realizzerà mai". Rivolgendosi ai vicini e alle nazioni della regione, Hatami ha rimarcato: "Tenete bene a mente questo aspetto. Avete compreso che la cooperazione con gli Stati Uniti non genera sicurezza. La sicurezza non si otterrà senza l'allontanamento degli Stati Uniti e del regime sionista, e questo momento non è lontano. Se Dio vuole, ciò accadrà".
Bessent: 'il blocco commerciale all'Iran sta funzionando'
Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent afferma che le pressioni economiche di Washington sull'Iran "stanno dando risultati", citando le restrizioni sui voli e sulle transazioni finanziarie con Teheran. "In seguito al lancio dell'operazione Economic Outcast, il Tesoro Usa ha imposto misure finanziarie mirate contro banche e fornitori di servizi per l'aviazione", ha scritto Bessent su X. "Su mia indicazione, squadre sono state inviate in tutto il mondo per dialogare con i Paesi e chiedere loro di agire contro il regime iraniano". Secondo Bessent, "la Turchia e l'Oman hanno annunciato la cessazione dei voli di Mahan Air verso i loro Paesi". Inoltre, "gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso tutti i voli delle compagnie aeree iraniane, e le principali banche commerciali degli Emirati e della Turchia hanno smesso di effettuare transazioni con l'Iran". "Anche la leadership iraniana ha riconosciuto il peso economico della guerra, mentre il valore del rial è sceso ai minimi storici", ha aggiunto il segretario al Tesoro. Bessent ha ringraziato "i governi di Regno Unito, Turchia, Oman ed Emirati Arabi Uniti" e ha concluso: "Continueremo a lavorare insieme, perché c'è ancora molto da fare per impedire a Teheran di portare avanti la sua agenda terroristica".
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