“La sonda ha iniziato a ruotare come una trottola impazzita, si è sfiorato il disastro”: il telescopio Swift precipita verso la Terra, fallisce la missione disperata della Nasa. Lo speciale di Bignami su Focus
“Missione impossibile: salvate Swift!”. In questa storia oltre cielo e stelle Brian De Palma e Tom Cruise non c’entrano nulla. Semmai i protagonisti sono il telescopio spaziale Swift – in caduta libera verso la terra – e una sonda chiamata Link che la Nasa ha lanciato per riagganciare Swift e riportarlo in orbita. Per sapere come questa storia ambientata nello spazio va a finire, non andate a sbirciare su Google e collegatevi su Focus (canale 35 del digitale terrestre), venerdì 30 ottobre alle 22:00, quando andrà in onda lo speciale Missione impossibile: salvate Swift!, firmato da Fabio Fagone e Luigi Bignami, dove vi verranno spiegati tutti i dettagli della vicenda. “Il telescopio spaziale Swift ha permesso scoperte che hanno riscritto i libri di astrofisica”, spiega il divulgatore e consulente scientifico del documentario, Luigi Bignami, a FQMagazine. “Per oltre 20 anni è stato il nostro detective privato per eccellenza, progettato per dare la caccia ai fenomeni più energetici e catastrofici del cosmo: i lampi di raggi X e i potentissimi lampi gamma (GRB).Parliamo di eventi titanici, capaci di sprigionare in pochi secondi più energia di quanta il nostro Sole ne produrrà in tutta la sua vita!”.
Si parla di eventi in diretta cosmica come lo scontro mortale e la successiva fusione di stelle di neutroni dense come un nucleo atomico, le spettacolari esplosioni di supernovae o persino i buchi neri che inglobano le stelle sfortunate che passano troppo vicine a loro. Solo che a un certo punto della storia Swift ha cominciato a precipitare. “Il colpevole della caduta è l’attrito atmosferico – continua Bignami – Anche a quote molto elevate dello spazio, l’atmosfera terrestre non scompare del tutto, ma lascia un residuo debolissimo. Questa agisce come un freno sulla velocità del satellite. Tra l’altro, negli ultimi anni ci sono state numerose esplosioni solari che hanno fatto “gonfiare” l’atmosfera terrestre e ciò ha ulteriormente rallentato il satellite. Rallentando, la gravità ha preso il sopravvento e SWIFT ha perso la sua sfida contro la gravità terrestre, iniziando una inesorabile discesa verso il basso”.
A questo punto entra in gioco Link, la sonda artificiale che la Nasa nell’estate del 2026 lancia nello spazio. “Gli ingegneri aerospaziali hanno tentato un’impresa disperata. Il piano era lanciare una sonda di salvataggio con il compito di agganciare Swift e usare i propri motori come un rimorchiatore cosmico per spingerlo di nuovo in un’orbita sicura”, spiega Bignami. “Un’operazione di una complessità mai vista, pianificata e realizzata in tempi record. Purtroppo, la fretta è stata fatale: senza il tempo necessario per testare le procedure in orbita, si è sfiorato il disastro. Durante una manovra di rotazione, un piccolo propulsore d’assetto di Link è rimasto bloccato in posizione di accensione. La sonda ha iniziato a ruotare su se stessa, come una trottola impazzita nel vuoto. Per fermarla e riprendere il controllo, gli ingegneri hanno dovuto attivare tutti gli altri motori, consumando quasi tutto il propellente a disposizione. Quando il contatto è stato ristabilito, i serbatoi erano ormai vuoti: non c’era più abbastanza carburante per salvare Swift”.
Una caduta libera che però non metterà in pericolo gli abitanti della Terra: “Nei prossimi giorni, Swift rientrerà nell’atmosfera e brucerà completamente come una spettacolare stella cadente; nessun pericolo che ci cada in testa, state tranquilli”. “Lasciatemi dire una cosa – chiosa Bignami – quando gli astrofisici lo lanciarono nello spazio, speravano che resistesse 2 o forse 3 anni. Invece, questo incredibile instancabile esploratore ha lavorato per ben 22 anni, regalandoci una delle missioni scientifiche più longeve e di successo della storia dell’umanità”.
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