Al via la maxi causa Mediaset-Berlusconi contro Fabrizio Corona. Lui: “Mi prendo la responsabilità di tutto quello che ho detto, non ho paura”
La maxi causa degli eredi Berlusconi contro Fabrizio Corona è iniziata. Davanti al tribunale civile di Milano si è svolta la prima udienza del processo che vede l’ex re dei paparazzi a doversi difendere dal gruppo Mediaset, da Pier Silvio e Marina Berlusconi, da Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti e Ilary Blasi. Pomo della discordia è la puntata del format di Youtube, Falsissimo del 26 gennaio 2026.
In aula non era presente alcun erede Berlusconi e nessuna star della tv, ma solo i loro legali e quelli del gruppo Mediaset. Mentre Corona ha esposto in prima persona il petto davanti alla giudice: “mi prendo la responsabilità di tutto quello che ho detto, non ho paura”. L’accusa è di diffamazione tramite una “campagna d’odio” e la richiesta di danni “reputazionali e patrimoniali” è di 160 milioni di euro. Come riporta il sito Milano Today, gli avvocati della parte presunta lesa – Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno e Salvatore Pino – “hanno discusso per circa un’ora, davanti alla giudice Stefania Novelli della prima sezione civile, assieme ai legali di Corona e della società Atena (Piergiorgio Molinari, Umberto Ilardo e Laura Bertani)”. Motivo del contendere di questa prima udienza è la richiesta dei legali di Corona di non ammettere una serie di prove richieste dall’accusa. Sarà quindi la giudice a depositare nei prossimi giorni l’ordinanza riguardante le prove da stralciare o meno. Intanto i legali Mediaset e dei conduttori tv hanno deposito una memoria dove sostengono che Corona si “pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi connessi ai nuovi mezzi di comunicazione, per provare a operare ‘legibus solutus’, svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica”.
In molti ricorderanno che da tempo Corona ha definito la richiesta di 160 milioni di euro un “atto intimidatorio”, e ancora: “una minaccia per spaventare quelli normali”. Sempre dalle colonne di Today, l’avvocato Giovanni Adamo, esperto in diritto civile ha sottolineato che “non si tratta di un atto intimidatorio”, anche se “è evidente che una richiesta di risarcimento danni molto pesante possa avere, in concreto, anche un effetto deterrente rispetto all’eventualità di ulteriori reiterazioni ad libitum dell’illecito”. L’entità della cifra secondo Adamo è data dall’accumulo di richiedenti danni oltretutto legati all’esposizione mediatica e pubblica della tv e che Mediaset è quotata in Borsa.
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