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Sunday, October 11, 2026

Dipartimento Giustizia Usa indaga sui network tv che hanno interrotto la copertura del presidente

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Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un'indagine su cinque network televisivi (CNN, NBC, ABC, CBS e Fox News) per possibile violazione delle leggi antitrust, dopo che avevano temporaneamente rifiutato di fornire la copertura di pool del presidente. Secondo un funzionario del Dipartimento, le “civil investigative demands” sono state inviate venerdì. Il giorno dopo, sabato 10 ottobre, il Dipartimento ha reso pubblica l’inchiesta. La posizione ufficiale è che i boicottaggi di gruppo tra concorrenti commerciali possono violare lo Sherman Act e che la Divisione Antitrust sta solo verificando se sia accaduto.

Il Dipartimento avrebbe chiesto secondo fonti di stampa Usa comunicazioni e documenti scambiati tra i dirigenti dei network sul funzionamento del pool e sulle restrizioni all’accesso di CNN. Il pool è un gruppo di testate che condividono i costi della copertura del presidente, si alternano nell’organizzazione e distribuiscono il materiale agli altri media.

Ricostruiamo i fatti

Meno di un mese fa Trump ha annunciato di ritirare le credenziali ai giornalisti di CNN, MS NOW e Politico, accusandoli di “fake news”. CNN è stata anche esclusa dalla rotazione del pool televisivo. 

Il 21 settembre il pool ha annunciato la sospensione del servizio, e il suo presidente ha citato l’impedimento alla CNN di svolgere i turni assegnati. Il presidente del pool aveva dichiarato che non sarebbe stato predisposto alcun pool sostitutivo. Lo stesso giorno le testate con fotografi nel pool, tra cui Reuters, Getty, New York Times e Washington Post, hanno deciso di non distribuire alcune foto scattate dal pool. Durante la sospensione le singole reti hanno continuato a seguire gli eventi della Casa Bianca aperti alla stampa fuori dal pool. Trump ha poi lamentato che CNN e MS NOW non avessero coperto la visita di Xi, senza citare il proprio tentativo di bandirle. 

Intanto le tre testate sono andate in tribunale. Il giudice federale Timothy Kelly, nominato da Trump nel 2017, ha concluso che il divieto violava con ogni probabilità due sentenze d’appello. Queste richiedono preavviso e possibilità di essere ascoltati per i giornalisti a cui si vogliono togliere i pass. Nel provvedimento cautelare scrive che la direttiva era con ogni probabilità incostituzionale. La Casa Bianca ha riammesso i giornalisti dopo che gli agenti del Secret Service li avevano inizialmente respinti. 

In udienza l’avvocato del Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che le tre testate avrebbero messo a rischio la sicurezza nazionale con i loro servizi e che il presidente può decidere chi entra. Quasi 50 organizzazioni giornalistiche hanno firmato un parere “amicus curiae” contro il divieto. 

Il caso non è chiuso. Pur con le credenziali restituite, la Casa Bianca continua a non far entrare CNN e Politico nello Studio Ovale e sull’Air Force One. Kelly ha prorogato l’ordinanza fino a martedì mentre valuta il caso. Si attende da lui una decisione sull’ingiunzione preliminare, che bloccherebbe il divieto per un periodo più lungo.

Il Dipartimento di Giustizia è molto sensibile alle richieste del presidente

L’inchiesta arriva due settimane dopo che l’attivista Laura Loomer, alleata di Trump, aveva invitato pubblicamente il Dipartimento a contestare i network sul piano antitrust. Un’organizzazione di difesa del Primo Emendamento l’ha definita priva di senso. Secondo chi difende la scelta delle testate giornalistiche la sospensione del pool non configurerebbe una violazione antitrust. Il Dipartimento è anche la parte che difende in tribunale il bando a CNN, MS NOW e Politico. 

Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) fa parte del potere esecutivo, quindi dipende direttamente dal presidente. Che sia sensibile alle scelte governative è fuori discussione sul piano istituzionale. Il 2 aprile 2026 Trump ha rimosso Pam Bondi e Blanche, allora vice, è diventato Attorney General facente funzioni. Il Senato lo ha confermato l’8 agosto con 50 voti contro 49, e lui è entrato in carica il 10 agosto. Il suo vice, Trent McCotter, guida l’ufficio che implementa e difende le politiche del presidente e dell’AG.

La Divisione Antitrust, che ha avviato l’indagine sui network, è una componente del DOJ. Il suo capo è un assistant attorney general nominato dal presidente. Anche questa divisione risponde, in ultima istanza, alla Casa Bianca. 

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