UN NewsWHO releases first global guidelines on child obesity as cases surgeESPN📈 Ovechkin's retirement announcement sparks major ticket price hikePunchBarcelona hails Messi’s remarkable career with ArgentinaThe Jerusalem PostHamam al-Hammami hired by flydubai as part of airline's mass hiring push - reportBollywood HungamaGuneet Monga Kapoor-led Women in Film India and Google Flow join hands to enable AI-powered filmmaking for new creative possibilitiesInquirerDTI maps halal calamansi supply chain in Oriental MindoroCapital FMPharmacists told to be on alert as Kenya confirms imported Ebola caseZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFCollider‘Mistborn’ Movie Script Is Officially Finished as Brandon Sanderson Reveals Next Step [Exclusive]SDP EspectáculosReseña de Carrie: una buena actualización de Prime Video, pero ¿dónde quedó el horror?Daily MaverickDANCE REVIEW: Elysium — 4 dances of bliss and seduction, transcendence and joy from Cape Ballet AfricaGIGAZINEChatGPTが生成したマンガに「実在するマンガ家の署名」が含まれているとの指摘
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, October 7, 2026

Eva Marie Saint morta a 102 anni, Oscar per Fronte del porto e star di Hitchcock

Translate

E' morta a 102 anni Eva Marie Saint, una delle ultime grandi interpreti della Hollywood classica. Premio Oscar al debutto per Fronte del porto di Elia Kazan, accanto a Marlon Brando, fu poi l’indimenticabile Eve Kendall in Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock con Cary Grant. L’attrice è scomparsa il 6 ottobre nella sua casa di Los Angeles per cause naturali. Una carriera durata quasi settant’anni, tra cinema, teatro e televisione, vissuta con un’eleganza lontana dalle regole dello star system

Seguici su:

È morta Eva Marie Saint, una delle ultime grandi signore della Hollywood classica. Aveva 102 anni. Premio Oscar per Fronte del porto e indimenticabile Eve Kendall in Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, l’attrice è scomparsa martedì 6 ottobre nella sua casa di Los Angeles per cause naturali, circondata dalla famiglia. A darne notizia è stato il suo rappresentante Jeff Sanderson.

Tra il porto di Hoboken e il Monte Rushmore c’è quasi un intero atlante del cinema americano. Eva Marie Saint lo ha attraversato senza mai appartenere completamente allo star system, con quella bellezza luminosa che sembrava custodire sempre un segreto e un modo di recitare capace di trasformare la fragilità in forza. È stata la ragazza che spingeva Marlon Brando a non abbassare gli occhi davanti alla colpa. E pochi anni dopo la donna che, su un treno diretto verso il mistero, faceva perdere a Cary Grant molto più dell’orientamento.

Due film sarebbero bastati per consegnarla alla storia del cinema. Ma la sua carriera racconta molto di più

Eva Marie Saint in uno scatto degli anni Cinquanta - ©Getty

L’Oscar al primo film con Fronte del porto

Il cinema arrivò dopo la radio, la televisione, il teatro e l’Actors Studio. Quando Elia Kazan scelse Eva Marie Saint per interpretare Edie Doyle in Fronte del porto nel 1954, per lei si trattava del debutto sul grande schermo.

Accanto aveva Marlon Brando, nei panni dell’ex pugile Terry Malloy, scaricatore di porto intrappolato tra omertà, violenza e coscienza. Edie è la sorella di un uomo assassinato perché intenzionato a testimoniare contro il sindacato corrotto che controlla il porto. Potrebbe essere soltanto la ragazza buona chiamata a redimere l’eroe. Saint ne fa invece qualcosa di più complesso: una presenza ostinata e vulnerabile, una dolcezza che non coincide mai con la debolezza.

Il risultato fu uno degli esordi più folgoranti della storia di Hollywood. Fronte del porto conquistò otto Oscar, compresi quelli per il miglior film e per Marlon Brando, mentre Eva Marie Saint vinse la statuetta come migliore attrice non protagonista.

Era incinta del suo primo figlio. Durante la cerimonia scherzò persino sulla possibilità che il bambino potesse nascere lì. Darrell sarebbe venuto al mondo due giorni dopo.

Hollywood aveva trovato una nuova star. Eva Marie Saint, invece, aveva già deciso che non avrebbe lasciato a Hollywood il compito di scegliere chi dovesse diventare.

Intrigo internazionale, Eva Marie Saint diventa una Star di Hitchcock

Se Kazan aveva intuito la sua forza drammatica, Alfred Hitchcock ne comprese il mistero.

Nel 1959 la volle accanto a Cary Grant in Intrigo internazionale. Saint diventò Eve Kendall: elegante, seducente, ambigua, forse innamorata, forse traditrice, certamente una donna costretta a nascondere più di quanto possa permettersi di raccontare.

È una delle figure femminili più memorabili del cinema di Hitchcock.

Il regista intervenne personalmente sulla costruzione del personaggio. Lavorò sugli abiti, sui capelli, sul trucco e persino sul tono della voce di Saint, chiedendole di renderlo più basso e controllato. Ma proprio sotto quella superficie impeccabile l’attrice lasciò filtrare qualcosa di continuamente instabile.

Eve Kendall seduce perché non sappiamo mai completamente da quale parte dello schermo stia guardando.

Con Cary Grant forma una delle coppie più sensuali del cinema hitchcockiano: lui inseguito da un’identità che non gli appartiene, lei costretta a recitarne troppe. Il desiderio diventa sospetto, il tradimento possibilità amorosa, la menzogna uno strumento di sopravvivenza.

E poi naturalmente c’è il Monte Rushmore. Le mani che tentano di non lasciarsi, il precipizio, Hitchcock che riesce a trasformare persino la paura di cadere in una forma di corteggiamento.

Da Elizabeth Taylor a Paul Newman, i grandi film di Eva Marie Saint

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta Eva Marie Saint lavorò con alcuni dei nomi più importanti della Hollywood dell’epoca.

Nel 1957 recitò con Elizabeth Taylor e Montgomery Clift ne L’albero della vita e fu protagonista di Un cappello pieno di pioggia di Fred Zinnemann, intenso dramma sulla dipendenza dalla droga.

Nel 1960 arrivò Exodus di Otto Preminger, accanto a Paul Newman. Seguirono film con Warren Beatty, James Garner, Richard Burton, Gregory Peck ed Elizabeth Taylor. Tra i titoli della sua filmografia ci sono Castelli di sabbia, Le ultime 36 ore, Arrivano i russi, arrivano i russi e Grand Prix.

Eppure Saint non trasformò mai il successo in bulimia professionale.

Rifiutò contratti che avrebbero potuto legarla agli studios e scelse più volte di allontanarsi dal cinema per dedicarsi alla propria famiglia. Aveva sposato nel 1951 il regista e produttore Jeffrey Hayden, con il quale rimase per 65 anni, fino alla morte di lui nel 2016.

Una scelta quasi eccentrica per un’industria fondata sull’immagine e sull’obbligo di esserci: diventare una star e poi rifiutarsi di vivere come se essere una star fosse l’unica cosa importante.

La televisione, l’Emmy e il ritorno sul grande schermo

a televisione, del resto, era stata la sua prima casa e continuò ad accompagnarla per tutta la carriera.

Già dagli anni Cinquanta Eva Marie Saint ottenne candidature agli Emmy, riconoscimenti che continuarono ad arrivare anche nei decenni successivi. Negli anni Ottanta interpretò in Moonlighting la madre del personaggio di Cybill Shepherd. Nel 1990 vinse finalmente un Emmy per la miniserie People Like Us.

Nel 1986 tornò anche sul grande schermo con Niente in comune, interpretando la madre del personaggio di Tom Hanks. Erano trascorsi sedici anni dalla sua precedente apparizione cinematografica in Loving del 1970, una lunga assenza che confermava ancora una volta la libertà con cui Saint aveva sempre amministrato la propria carriera.

Negli anni successivi continuò a scegliere con parsimonia i propri ruoli. Apparve in Sognando l’Africa, Il mio amico a quattro zampe e Non bussare alla mia porta di Wim Wenders, accanto a Jessica Lange e Sam Shepard.

Nel 2006 interpretò Martha Kent, madre adottiva di Superman, in Superman Returns. Un curioso cortocircuito nella storia del cinema: nel film venivano utilizzate anche immagini d’archivio di Marlon Brando, suo compagno d’esordio in Fronte del porto, nel ruolo di Jor-El.

Nel 2014, a quasi novant’anni, apparve ancora sul grande schermo in Storia d’inverno di Akiva Goldsman.

La standing ovation agli Oscar

Nel 2018 Eva Marie Saint tornò su uno dei palcoscenici che avevano segnato la sua vita.

Aveva 93 anni quando salì sul palco della cerimonia degli Oscar per consegnare il premio ai migliori costumi. Il pubblico si alzò in piedi per applaudirla.

Era trascorso più di mezzo secolo dalla sera in cui, giovanissima e incinta, aveva stretto tra le mani la statuetta conquistata grazie a Fronte del porto.

Il 4 luglio 2024 Eva Marie Saint aveva compiuto 100 anni, festeggiando insieme a quattro generazioni della propria famiglia.

Eva Marie Saint, l’eleganza di un’altra Hollywood

Con Eva Marie Saint scompare una delle ultime interpreti capaci di collegare mondi cinematografici ormai lontanissimi: l’Actors Studio e Hollywood, Kazan e Hitchcock, il bianco e nero di Marlon Brando e il Technicolor di Cary Grant, la televisione in diretta degli anni Cinquanta e il cinema dei supereroi del nuovo millennio.

Una carriera durata quasi settant’anni, senza mai la necessità di occupare il centro della scena a ogni costo.

Forse per questo Eva Marie Saint resta soprattutto in due sguardi.

Quello di Edie Doyle davanti a Terry Malloy in Fronte del porto, quando amare significa anche chiedere a qualcuno il coraggio di scegliere.

E quello di Eve Kendall davanti a Cary Grant in Intrigo internazionale, quando amare significa invece non poter dire tutta la verità.

In mezzo,  un’eleganza che non aveva bisogno di alzare la voce per farsi ricordare.

View the original on Sky TG24 →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.