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Tuesday, September 29, 2026

Regeni, le opposizioni contro Tajani: “Negazionismo indecente, si dimetta”. Lui: “Ho solo fotografato la sentenza”

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Sentenza Regeni, le opposizioni contro Tajani: “Parole indecenti, agghiacciante negazionismo sull’Egitto”

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“Parole indecenti”, “agghiacciante negazionismo“, “posizione grave”. Le opposizioni si scagliano contro le dichiarazioni sulla sentenza Regeni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui “sono state condannate tre persone, non l’Egitto”. “È grave la posizione di Tajani. Proprio mentre arriva un risultato importante dalla giustizia, con la sentenza di ieri, invece di coglierne il valore rischia di frenare, sminuire, di assolvere di fatto l’Egitto e di far fare all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità e della giustizia per Giulio Regeni. Ora serve l’esatto contrario: un’iniziativa politica e diplomatica forte, che pretenda dal governo egiziano il rispetto della sentenza e che i responsabili paghino per quello che hanno fatto”, afferma la deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani. Per il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, le parole di Tajani sono “gravi e sorprendenti“: “Nessuno sostiene che la Corte d’Assise abbia condannato lo Stato egiziano. Ma quei tre uomini appartenevano agli apparati di sicurezza egiziani e per anni le autorità del Cairo non hanno fornito la collaborazione necessaria alla giustizia italiana. È questo il punto che il ministro degli Esteri dovrebbe porre al presidente al-Sisi”, incalza.

Ancora più duro il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: “Il ministro Tajani ha perso definitivamente il controllo, siamo all’indecenza pura e semplice. Non hanno il coraggio di guardare in faccia la verità preferiscono fare figuracce pur di non disturbare in alcun modo il potente faraone d’Egitto e chi fa affari con lui. Se ne devono andare al più presto dal governo del Paese”. Il leader di +Europa Riccardo Magi parla di “negazionismo agghiacciante“: “Le parole di Tajani fanno rabbrividire. Non erano tre persone a caso, erano agenti dei servizi segreti egiziani, che il regime di Al-Sisi ha coperto, tanto che il processo che ha portato alla loro condanna si è svolto in contumacia. E mentre Tajani era seduto a tavola con il presidente egiziano, senza chiedere nulla su queste vicenda, una famiglia qui in Italia piange la morte di un figlio e continua a battersi per la verità. Noi stiamo con la famiglia di Giulio, non certo con chi baratta la vita di un ragazzo per preservare le relazioni diplomatiche di un regime criminale“, afferma.

“Tajani è un ministro che fa vergognare tutta l’Italia e dovrebbe dimettersi. Le parole che ha pronunciato sono di una gravità inaudita”, attacca il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. “Tajani ci ha già abituato a dichiarazioni incommentabili, ma quelle di ieri offendono la memoria di Giulio Regeni e il dolore dei suoi genitori. Basta con questo linguaggio e con un governo che ragiona secondo il motto “pecunia non olet”, il denaro non puzza. Per il governo gli affari con l’Egitto e il petrolio vengono prima del diritto internazionale e della giustizia. E Giorgia Meloni, ancora una volta, resta in silenzio. Questo è il governo della destra che affossa il diritto e offende la memoria di Giulio Regeni, sequestrato, torturato e assassinato in Egitto”. Per il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, “tra tutte le parole che Tajani poteva usare per commentare la sentenza ha scelto le peggiori. Pretende di spiegare la giustizia italiana, ma dimostra di aver capito poco sia della giustizia che della verità. Tajani dovrebbe ricordarsi che è il ministro degli Esteri dell’Italia, non dell’Egitto. E imparare a scegliere con cura le parole”

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