Giallo a Mosca, allerta Usa su un possibile attentato al Museo Tsaritsyno

Un messaggio di allerta, diffuso ieri pomeriggio: sul polo museale di Tsaritsyno una "minaccia credibile" di attacco terroristico. A firmare il messaggio, l'ambasciata americana a Mosca. Si è tinto così di giallo di sabato della capitale russa. Il museo è stato chiuso "per ragioni tecniche", i visitatori sono stati fatti rapidamente uscire e sul posto sono arrivate le forze di polizia con i cani anti-terrorismo. Di certo l'episodio conferma che i servizi americani e i quelli russi dell'Fsb continuano a collaborare strettamente, nonostante la guerra in Ucraina. Non è la prima volta che Washington ha messo in guardia Mosca su un possibile l'attacco: lo fece anche nel marzo 2024, quando informò la Russia di possibili attacchi multipli di matrice jihadista. In quel caso è servì a poco.
Mosca (Rainews24)
L'attentato alla Crocus City Hall, non lontano dalla capitale, causò 150 morti e oltre 600 feriti.
strage di Mosca, il Crocus City Hall dopo l'attacco (ap)
Il giallo sul museo Tsaritsyno - una riserva museale nel sud di Mosca, dedicata alle arti e mestieri della storia locale - ha arricchito una giornata che, sul fronte ucraino, è stata di per sé ricca di avvenimenti.
Gli evacuati di Oleshky
C'è stata, innanzitutto, la bella pagina del rientro degli evacuati della martoriata città di Oleshky, occupata dai russi, in virtù della tregua umanitaria che terminerà domenica alle 23. I civili, coordinati dalle autorità russe, hanno dovuto affrontare un lunghissimo viaggio, benché Oleshky sia a pochi chilometri dal territorio ucraino controllato da Kiev. Gli evacuati sono andati prima in Russia, passando dalla Crimea, e da lì in aereo in Bielorussia, per rientrare in autobus in Ucraina, accolti dalle lacrime e dagli abbracci dei familiari. Il numero degli evacuati non è stato precisato né da Mosca né da Kiev. Le loro storie strazianti hanno tuttavia fatto il giro del mondo. La situazione a Oleshky, difficile sin dall'inizio della guerra, è peggiorata nell'ultimo anno. I bombardamenti si sono intensificati, trovare del cibo era diventato impossibile. Gli abitanti, per nutrirsi, hanno raccontato di aver dovuto persino mangiare cani. "Hanno iniziato a bombardare intensamente la zona. Hanno minato le strade. Il cibo saltava in aria. Le persone saltavano in aria. Dopodiché, tutti i negozi hanno chiuso e non c'era più nulla", ha raccontato la 29enne Valera all'Afp.
La tregua di Oleshky è stata la più lunga tra Russia e Ucraina dal 2022. Ma, nonostante gli auspici di Melania Trump, difficilmente ce ne sarà un'altra a stretto giro. Anzi, il cessate il fuoco è stato accompagnato da un nuovo scontro tra Mosca e Kiev. Con la prima che ha accusato la seconda di aver violato la tregua. L'Ucraina che ha negato, contrattaccando: "Mosca cerca di screditarci, sono state invece registrate provocazioni da parte russa", ha sottolineato un portavoce militare di Kiev. Nel frattempo il G20 degli Esteri di Atlanta, con la presenza di Serghei Lavrov che ha indotto gli inviati europei a boicottare la foto di gruppo, non ha portato sviluppi significativi sui possibili negoziati di pace. Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno avuto modo di parlare del conflitto, con poche novità, se non la conferma di un possibile incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin a margine del vertice Apec che si terrà a Shenzen il 18 e 19 novembre. Un incontro che potrebbe trasformarsi in trilaterale, con la presenza di Xi Jinping. La presenza di Putin al G20 di dicembre resta invece improbabile ma non è esclusa del tutto.
"Non so se sarà a Miami", ha spiegato Rubio precisando, inoltre, che spetta Trump decidere se invitare o meno Volodymyr Zelensky.
Il presidente ucraino continua intanto nella sua incessante attività diplomatica. A Istanbul ha visto il presidente Recep Tayyp Erdogan. Sul tavolo la situazione nel Mar Nero, quanto mai incandescente. "Con lui abbiamo concordato un nuovo corridoio per il grano", ha annunciato Zelensky, consapevole, al pari dell'Ue, che la libertà di navigazione in quell'area non può che passare da un'azione anche di Ankara.
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