Ex capo Shin Bet denuncia Netanyahu: "Lo avvertii di un disastro imminente"

L'allarme inascoltato sul 7 ottobre da parte del governo di Netanyahu continua ad infiammare Israele mentre si avvicina il terzo anniversario del peggiore massacro mai vissuto dallo Stato ebraico.
L'ex direttore dello Shin Bet Ronen Bar ha annunciato che sporgerà denuncia per diffamazione contro il premier israeliano per aver affermato oggi che l'allora capo dei servizi segreti - dimessosi nel marzo del 2025 - era a conoscenza della minaccia di un attentato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, ma scelse di non informare il primo ministro.
L'ex militare israeliano, 60 anni, laureatosi ad Harvard, all'alba del 7 ottobre fece mea culpa sull'atroce massacro di Hamas che Israele non aveva visto arrivare nonostante le avvisaglie. “Abbiamo fallito” disse motivando le sue dimissioni poi in seguito accettate dal premier. Furono circa 1200 gli israeliani massacrati da parte della milizia terrorista di Hamas. Numeri che farebbero rabbrividire chiunque, figuriamoci il capo di una delle intelligence più potenti del mondo.
In una dichiarazione Bar chiede la pubblicazione di documenti e testimonianze sulle informazioni fornite a Netanyahu prima del 7 ottobre 2023. Bar ha affermato di aver avvertito Netanyahu di "un disastro imminente di proporzioni senza precedenti, e che il primo ministro ha ignorato questi avvertimenti".
Non è la prima volta che l'allarme inascoltato da parte del premier fa notizia negli ultimi mesi. A un passo dalle elezioni del 27 ottobre prossimo, non è difficile capire che c'è chi vuole una resa dei conti sulla miccia che ha scatenato una guerra senza precedenti tra ebrei e palestinesi.
A soffiare sul fuoco della tempesta politica è lo stesso Netanyahu che tramite il suo ufficio in un post scrive che "la notte del 7 ottobre ebbe numerose conversazioni con l'allora capo di stato maggiore Herzi Halevi e con il capo dell'intelligence militare Aharon Haliva, durante le quali discussero di tutti gli indicatori e segnali d'allarme" che provenivano dalla Striscia.
Ronen Bar, capo dell'Agenzia per la sicurezza israeliana (afp)
Di recente il quotidiano israeliano più vicino all'opposizione Haaretz ha rivelato che 10 giorni prima dell'attacco del 7 ottobre 2023, il premier fu avvertito personalmente dal leader emiratino Mohammed bin Zayed che Hamas stava pianificando una grande offensiva contro lo Stato ebraico, ma non informo' i vertici della sicurezza israeliana e non fece nulla con quell'informazione.
La rivelazione è supportata da decine di interviste con fonti, tra cui alti funzionari in Israele e in tutto il mondo
MbZ decide di avvertire Israele dopo essere entrato in contatto con fonti affidabili provenienti dalla Striscia che riferivano delle minacce dell'allora capo di Hamas Yayha Sinwar: "Trasmettete loro il messaggio che sto preparando la madre di tutte le sorprese. Un'operazione terrificante. Qualcosa di straordinario", afferma, facendo nuovamente riferimento a un "terremoto".
Il messaggio viene passato prima al capo dello Shin Bet, Ronen Bar, il 15 settembre e alla fine del mese l'emiro chiama direttamente Netanyahu per 45 minuti. Con sorpresa, il premier israeliano non sembra prendere sul serio la minaccia, ritiene che Hamas punti ad approfittare della situazione di tensione in Cisgiordania per colpire li' e non avverte i vertici della sicurezza.
In quegli stessi giorni, esattamente il 26 settembre, anche il capo dell'intelligence egiziana, il generale Abbas Kamel, mette in guardia Netanyahu di "qualcosa di insolito, un'operazione terrificante", che sta per essere lanciata da Hamas. "Il nostro problema è con la Cisgiordania, ed è lì che stiamo dirottando le forze", è la risposta del premier che sottovaluta l'allarme.
Una ricostruzione prontamente respinta come “menzogne in capo all'opposizione” da parte del leader del Likud.
La reazione dell'opposizione israeliana è immediata: per la prima volta dopo molto tempo Gadi Eisenkot, Naftali Bennett, Avigdor Liberman e Yair Golan diffondono una dichiarazione congiunta, chiedendo "un'indagine immediata e approfondita" dopo la "sconvolgente rivelazione".
"L'opinione pubblica israeliana ha il diritto di sapere cosa sapeva Netanyahu, quando lo sapeva, perche' non ha informato i servizi di sicurezza e perche' non ha agito per proteggere i cittadini israeliani", hanno sottolineato i leader dei partiti del 'blocco sionista'.
"Netanyahu e i suoi partner nel governo del 7 ottobre non sono idonei a rimanere in carica. Lavoreremo con il necessario coordinamento e responsabilita' per impedire che causino un'altra catastrofe", hanno aggiunto, puntando il dito contro il tentativo del premier e dei suoi sostenitori di "diffondere false teorie del complotto" e "addossare la colpa alle forze di sicurezza" per quanto avvenuto il 7 ottobre.
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