Villa La Massa, vince la Dallara. E Clarkson porta la Jaguar nata in fattoria
Una Dallara Stradale regalata per un sessantesimo compleanno ha conquistato il Best in Show di Villa La Massa Excellence. Ma fra le protagoniste dell’appuntamento toscano c’è anche una Jaguar con una provenienza insolita: la fattoria di Jeremy Clarkson. Due storie molto diverse in un concorso che dal 16 al 18 ottobre ha riunito alle porte di Firenze alcune delle sportive più rare degli ultimi decenni, dalle Ferrari alle Maserati, fra progetti speciali e interpretazioni personali dell’automobile.
La quarta edizione, organizzata da Villa La Massa insieme a Canossa, ha confermato la scelta di guardare soprattutto alle vetture dagli anni Novanta a oggi. Una formula che affianca alla tradizione dei concorsi d’eleganza un patrimonio più recente: automobili nate per la strada o derivate dalle corse, già entrate nelle collezioni. Quattro le classi: Evoluzione, Innovazione, Restomod e Racing Heritage. Nei giardini sull’Arno si sono incontrate soluzioni tecniche, stili e modi differenti di intendere le prestazioni.
La vincitrice ha convinto per il carattere innovativo. La Dallara Stradale combina una struttura leggera con un’aerodinamica sviluppata attraverso l’esperienza nelle competizioni: il costruttore dichiara 855 chilogrammi e 400 cavalli. La configurazione può cambiare da barchetta a roadster, targa o coupé. È la prima vettura stradale della casa di Varano de’ Melegari, nata dal progetto personale di Giampaolo Dallara. Il premio all’esemplare ricevuto per i sessant’anni aggiunge un capitolo pubblico a una ricorrenza privata.
La Jaguar F-Type legata a Clarkson porta invece nel concorso un esperimento sui materiali. L’ex volto di Top Gear ha intrecciato le sue due attività più note, automobili e agricoltura, in un progetto nato a Diddly Squat, nell’Oxfordshire. L’idea è utilizzare anche fibre di lino coltivate nella fattoria per realizzare componenti in materiale composito. La base è una F-Type V6S; alla trasformazione ha collaborato Ian Callum, il designer della vettura originale. Il progetto sarà raccontato nello speciale di Prime Video Jeremy Grows a Car, previsto nel 2027. Accanto ai pannelli in composito di lino, il programma comprende rivestimenti in pelle e tappeti di lana legati alla produzione della fattoria. Una proposta che porta l’attenzione sulla provenienza dei materiali, oltre che sul disegno della carrozzeria.
Maserati ha scelto di mettere a confronto due generazioni della propria storia sportiva. La MC12, che nel 2004 segnò il ritorno del Brand nelle competizioni GT internazionali, era affiancata da una GT2 Stradale Fuoriserie realizzata per un collezionista. Il Blu Victory della carrozzeria richiama i successi della MC12; il grande Tridente bianco sul tetto e il numero 33 rosso completano una configurazione ispirata alle corse. Sul vano motore compare la firma di Andrea Bertolini, Campione del Mondo Fia GT1 con l’MC12 richiesta dal cliente.
Il collegamento è anche tecnico: la GT2 Stradale trasferisce su strada l’esperienza della GT2 da competizione. Il V6 Nettuno eroga 640 cavalli, con uno scatto dichiarato da zero a cento in 2,8 secondi. La personalizzazione permette così di affiancare alle prestazioni un riferimento preciso alla storia del marchio, invece di limitarsi a scegliere un colore fuori catalogo.
Fra le altre vetture, le Ferrari F40 LM, F80 e LaFerrari, la McLaren P1 e la Lamborghini Murciélago offrivano un confronto fra diverse generazioni di supercar. La BMW Skytop della collezione 777 di Andrea Levy si distingueva quale primo esemplare della serie di cinquanta. Nel mondo delle reinterpretazioni, la Totem GT Super numero 30, battezzata Desideria, mostrava la configurazione richiesta da un collezionista belga: verde su misura e dettagli oro satinato.
Il programma si è concluso con il trasferimento attraverso le colline toscane e la parata al Mugello, dietro la safety car. Un passaggio dai giardini all’asfalto per riportare le protagoniste del concorso nel contesto per cui sono state progettate: la guida.
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