Droga, scoperte 92 nuove sostanze in Italia: consumi, dipendenze e rischi per la salute

L'onda d'urto delle nuove sostanze psicoattive sta investendo la sanità italiana. In un solo anno sono state introdotte sul mercato 92 nuove droghe, un boom di molecole sintetiche che, unito alla tendenza sempre più diffusa a consumare cocktail di sostanze diverse, aumenta drasticamente il rischio di gravi conseguenze per la salute. A scattare la fotografia di un sistema in forte sofferenza è la SIPaD, la Società Italiana Patologie da Dipendenza. Le strutture assistenziali faticano a rispondere alle varie emergenze anche a causa di una carenza cronica di personale, con 1.900 operatori in meno rispetto a quelli necessari. A pagare il prezzo più alto di questo vuoto d'organico sono i pronto soccorso, sempre più presi d'assalto da persone con episodi di overdose o problemi correlati all'uso di stupefacenti.
Incremento del 15% degli accessi ospedalieri
I numeri descrivono uno scenario drammatico per l'anno 2025, nel quale gli accessi ospedalieri hanno raggiunto quota 9.641, segnando un incremento del 15% rispetto all'anno precedente. Gli episodi registrati non sono stati semplici intossicazioni: quasi la metà dei pazienti si è infatti presentata con una vera e propria psicosi causata dall'assunzione di droghe. Nell'11% dei casi è stato necessario il ricovero e, tra questi, il 17% è finito in terapia intensiva. Il dato più preoccupante riguarda i soggetti più giovani, dato che un paziente su 10 era minorenne.
Nuove molecole sintetiche dagli effetti sconosciuti
Secondo il rapporto di SIPaD, a preoccupare non sono solo le sostanze classiche come cocaina e oppioidi, ma l'immissione sul mercato di nuove molecole sintetiche spesso difficili da identificare e dagli effetti ancora sconosciuti. Tra i nuovi prodotti intercettati, i cannabinoidi sintetici e semisintetici rappresentano la fetta maggiore con il 30%, seguiti dai catinoni sintetici al 17%. Le arilcicloesilamine si attestano al 10%, mentre le fenetilamine e gli oppioidi sintetici coprono ciascuno il 9% del totale. Oltre al problema clinico del riconoscimento, sussiste una forte difficoltà nel tracciare i canali di acquisto, poiché queste sostanze vengono vendute attraverso reti complesse da controllare e sotto nomi commerciali ingannevoli che non permettono al consumatore di conoscere la reale composizione chimica.
Preoccupa l'assunzione contemporanea di più sostanze
La contemporanea assunzione di più sostanze stupefacenti rende ancora più complesso il lavoro del personale sanitario, che si trova davanti a reazioni farmacologiche inedite. Il presidente SIPaD, Claudio Leonardi, ha dichiarato che non è più possibile leggere le dipendenze attraverso un unico modello. Leonardi ha spiegato che stanno cambiando rapidamente le sostanze, i mercati, le modalità di consumo e le persone esposte al rischio. Tra i giovani si osserva sempre più spesso la sovrapposizione di sostanze e comportamenti a rischio, mentre nei servizi territoriali e nei pronto soccorso aumenta la complessità clinica dei casi.
Più di 130mila persone in cura nei SerD
La pressione non risparmia la rete di riabilitazione territoriale. Sempre nel 2025, il SerD ha avuto in cura più di 130mila persone, registrando un aumento del 3,5% rispetto all'anno precedente. A questa cifra vanno aggiunti i circa 26mila pazienti ospitati nelle comunità terapeutiche. La fondazione Gimbe ha confermato la gravità della situazione legata alla carenza dei 1.900 professionisti sanitari, un vuoto che rischia di compromettere seriamente la capacità di intercettare precocemente le situazioni più difficili e di assicurare la necessaria continuità ai percorsi di cura.
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