Telefoni alla guida, Salvini: ritirate 72.422 patenti. Ecco quando scatta la sospensione

«Sono 72.422 le patenti ritirate per uso del cellulare alla guida dall’entrata in vigore del nuovo codice della strada». Lo ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, durante la presentazione del Rapporto Dekra 2026 sulla sicurezza stradale. «Fare il ministro dei Trasporti non sempre è elettoralmente appagante, ma almeno quei 72.422 ci penseranno prima di usare di nuovo lo smartphone alla guida» ha commentato il vicepremier.
Quando scatta la sospensione
Il nuovo Codice della strada è entrato in vigore il 14 dicembre 2024: secondo i numeri forniti da Salvini le patenti sospese per uso di telefono alla guida sono state 105 al giorno.
La guida distratta è la prima causa in assoluto di incidentalità stradale e le forze dell’ordine hanno evidenziato da tempo che il principale problema è l’uso del cellulare e di altri dispositivi digitali durante la guida. Le nuove regole hanno inasprito le sanzioni con un incrementato per i conducenti che guidano con il cellulare o lo smartphone: si va da un minimo di 250 euro a un massimo di 1.000 euro.
La sospensione automatica di una settimana della “licenza di guida” scatta se si viene sorpresi col telefono e sulla patente si hanno almeno 10 punti. Questo vale anche per chi viene sorpreso senza cinture o contromano.
Se i punti sono più bassi la sospensione è di 15 giorni. In caso di recidiva la multa incrementa fino a 1.400 euro, la sospensione della patente può arrivare a tre mesi e si aggiunge la decurtazione da 8 a 10 punti.
Salvini: entro fine legislatura aggiornare quiz patente
Salvini ha anche annunciato la volontà di aggiornare «entro fine legislatura» l’esame della patente. «Non tanto per la parte pratica, ma penso ai quiz. Non so se qualcuno ha mai provato a mettersi nei panni di un aspirante neopatentato, di 18 o anche 53 anni: auguri, ad alcune domande penso nemmeno i più professionali tra i professionisti potrebbero adeguatamente rispondere», ha aggiunto. Quindi «magari tarare» l’esame ì<sulle strade del 2026 evitando alcune domande incomprensibili può essere d’aiuto», ha spiegato il ministro.
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