Bonus colonnine, oggi attivo lo sportello: fino a 8mila euro per i condomini. Come fare domanda

L’80% delle spese per l’acquisto e la posa in opera di una colonnina di ricarica domestica, fino a un tetto di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8mila euro per i condomìni: è quanto riconosce il Bonus Colonnine, in partenza oggi (22 settembre) alle ore 12 tramite la piattaforma di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La dotazione ammonta a 68 milioni di euro fino al 2030: 10 milioni sono risorse residue del 2025, 5 milioni sono stanziati per il 2026, 15 milioni per ciascuna delle annualità 2027-2029 e 8 milioni per il 2030, ultimo anno di operatività della misura, che si chiuderà il 31 marzo.
I dettagli sulle infrastrutture
Le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica e installate su aree nella piena disponibilità del beneficiario: per le persone fisiche a uso esclusivamente privato, per i condomìni destinate all’utilizzo collettivo dei condòmini, in entrambi i casi non accessibili al pubblico. Sono ammesse al contributo anche le spese per gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, la progettazione, la direzione lavori, i collaudi e l’attivazione di un nuovo punto di prelievo (Pod) per la connessione alla rete. Restano escluse imposte e tasse, le consulenze non previste dal decreto, le spese su terreni e immobili e gli oneri per le autorizzazioni edilizie.
Le spese ammissibili
Le spese ammissibili decorrono dal 26 giugno 2026, mentre l’annualità di riferimento del contributo è determinata dalla data di completamento dell’installazione: per il 2026 vale il periodo fino al 31 dicembre, per le annualità successive l’anno solare corrispondente. Dal 2027 i dispositivi dovranno inoltre rispettare i requisiti tecnici della delibera Arera 541/2020/R/eel e figurare nell’elenco ufficiale pubblicato dal Gse.
La domanda
La domanda si presenta online con SPID, CIE o CNS, allegando documento d’identità, fatture elettroniche in formato Xml, estratti conto che attestino i pagamenti tracciabili, dichiarazione di conformità dell’installatore e un indirizzo PEC attivo per l’intera durata del procedimento. Per i condomìni serve anche la delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni, corredata dalla dichiarazione dell’amministratore che attesti la mancata impugnazione della delibera nei termini di legge. Ogni soggetto può presentare una sola domanda, con la possibilità di ripresentarla una seconda volta se la prima risulta improcedibile.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.